un blog canaglia

La democrazia non c’è più

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Mettetela come vi pare, ma a me sembra di poter dire una cosa: se in un paese qualsiasi, a più di un mese dalle elezioni che hanno sconvolto il quadro politico e istituzionale, viene costituito un “gruppo di saggi” (leggasi “direttorio”) avente il compito di elaborare le “indicazioni programmatiche” per il futuro restituendo “piena operatività” al governo precedente, il quale tra l’altro era un governo formalmente “tecnico” ma in realtà politicissimo guidato da un tizio che alle elezioni di cui sopra ha racimolato appena il 10% dei consensi, significa che in quel paese, di fatto, la democrazia è stata sospesa.
Dopodiché, il fatto che sia stata sospesa per l’incapacità dei partiti che non riescono aggregare uno straccio di maggioranza su alcuni (sia pure minimali) obiettivi politici o non si assumono la responsabilità di farlo, per l’alzata d’ingegno del presidente della repubblica che ha deciso di comportarsi come un monarca o per entrambi i motivi insieme è senz’altro un discorso da approfondire.
L’evidenza, tuttavia, rimane: oggi in Italia la democrazia non funziona. Non opera. In estrema sintesi, non c’è più.
E il fatto che non ci sia più non perché qualcuno abbia soppresso con la forza il parlamento eletto dai cittadini, ma nonostante, malgrado, o per meglio dire con il benestare (più o meno turbato da qualche miagolio qua e là) di quel parlamento non è affatto un’attenuante, ma al contrario rappresenta una gravissima aggravante che getta sulla situazione una luce sinistra.
La verità, a quanto pare, è che abbiamo cambiato forma di governo.
Sarebbe perlomeno il caso che cominciassimo a dircelo.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

8 Comments

  1. Giustissimo, non si è mai visto che dove ci dovrebbe essere il popolo sovrano, un solo uomo si permetta di decidere chi è “saggio” e chi no, ma dove sta scritto!!!! dapprima ci ha massacrato con MONTI e ora ci rifila i saggi, capisco lo spreco di soldi per eventuali altre elezioni ma se ne sono sperperati talmente tanti che ora per la legittimità del popolo si può fare un altro sacrificio…e se ne assuma la responsabilità il PD che vuole il potere assoluto non avendo i numeri e si “schifa” di tutti gli altri.

  2. L’unica cosa che mi rincuora è che l’inefficacia dell’azione politica in Italia è ormai a livelli tali che questo direttorio di “saggi” (le virgolette sono d’obbligo) non concluderà un bel niente, facendo un altro giro a vuoto.
    La classe politica della Seconda Repubblica ha perso la capacità e la voglia di cambiare alcunchè, forse anche perchè la maggior parte delle leggi vigenti sono state fatte da loro, e quindi sono restii a rinnovarle. I grillini magari hanno voglia di cambiare tutto, di far rivoluzioni, ma quanto a capacità reali mi permetto di dubitare di loro, visto che si sono messi in una posizione da cui è difficile realizzare qualcosa, e le idee sono “poche ma confuse”.
    Napolitano non si capisce dove sta andando a parare, forse vuole solo tergiversare per arrivare a fine mandato e passare la patata bollente al suo successore. Forse invece ci crede davvero di poter trovare un compromesso che sblocchi la situazione, ma se siamo arrivati ai saggi Violante e Quagliariello credo che anche le sue cartucce si siano esaurite.
    Il problema è che se si torna a votare con questa legge, con l’Italia che è ormai tripolare, lo stallo al Senato è praticamente garantito. Ma per fare la legge elettorale devi mettere d’accordo almeno 2 gruppi, e PD e PDL in un anno non hanno combinato nulla, mentre il M5S sa solo che vuole preferenze e limiti di candidabilità ma non appena parli di maggioritario, proporzionale, collegi, liste ecc. non riescono più a seguire il discorso.
    Il futuro non è mai stato così nebuloso.

  3. Sono d’accordo.
    In parte, è un problema che c’è in tutto il mondo: la formula della democrazia rappresentativa è in crisi ovunque, e non da ieri.
    Aggiungi che da sempre il sistema democratico italiano ha dei caratteri perversi (quella che i radicali giustamente hanno chiamato “la peste”).
    Infine, il berlusconismo è stato un elemento drammatico di ulteriore pervertimento del quadro. In realtà, se ci pensi, tutta la politica italiana è stata traumatizzata da berlusconi. Tutte gli eventi più estremi degli ultimi tempi-il governo monti, il populismo grillino-hanno a che fare col trauma del berlusconismo. Trauma che ovviamente ha avuto modo di verificarsi per manifesta assenza di anticorpi democratici (leggi insipienza della sinistra).
    Ed eccoci qua, la democrazia alla fine è collassata.

  4. I saggi servono solo a prendere tempo ed entrare con meno danno possibile nella fase delle elezioni del nuovo presidente. Un risultati elettorale poco chiaro, insieme alla scadenza del mandato del PdR, ha prodotto lo stallo attuale.
    Non la farei tanto drammatica, i teoremi del post mi sembrano poco consistenti

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