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La casta degli altri – 2

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Questa cosa che fare informazione in Italia è un mestiere tramandato, o mantenuto attraverso lealtá opache e favori meschini, puó dare luogo a siparietti come quello che, su queste pagine, si è sapidamente voluto esporre.

Ci sono, poi, le cose tristi. Tipo i regolamenti di conti a mezzo stampa (o blog, come accade in questi giorni). Vediamo un esempio: Matteo Bordone, alias FreddyNietszche, scrive un articolo al vetriolo contro Giulio Gambino, alias The Post Internazionale. L’articolo è per larga parte anche condivisibile, nella misura in cui effettivamente Il Post Internazionale è:

– un sito che ruba contenuti in modo sfacciato e indegno;
– un progetto che esiste solo in forza della rete di contatti di cui dispone il padrone.

Bordone, giustamente, fa anche disclosure sul fatto che egli è “amico” dei danneggiati (Il Post e Internazionale) e che scrive su una delle due riviste. Mi chiedo, quindi, se il nostro è altrettanto disposto a dire che Internazionale praticamente non produce contenuti propri, ma principalmente traduzioni di pezzi di altre testate? È disposto a dire che quando uno legge i collaboratori italiani si mette le mani nei capelli? Lo stesso, in tutta onestá, non si puó dire de Il Post. Con che coraggio, peró, vuoi attaccare uno per difendere gli altri con l’argomento che uno è “figlio di papá” (perché fonda una roba con i figli di Lerner e Mentana), se gli altri sono Giovanni De Mauro e Luca Sofri?

Insomma, dice bene lui:

Dove Roma dà il massimo del minimo è nelle consorterie, nei legami segreti e intoccabili tra lavoro e amicizia, tra famiglia e professione, tra curva della Roma e parlamento. Ogni volta che il senso dell’opportunità impone certe attenzioni, certi distinguo, separazioni tra un ambito e l’altro, Roma fa il contrario: ci si tuffa, ci si inzacchera, mescola, confonde, a un livello e con una disinvoltura che lascia a bocca aperta ogni volta.

D’altra parte:

dall’unica metropoli che abbiamo in questo paese vengono molte persone cui voglio bene e che mi piacciono tantissimo, sempre di più negli ultimi anni, e con loro mi confronto sempre su certi temi – perché Roma certe cose le sa benissimo – con grande tormento.

Ecco, forse a Roma ci deve andare piú raramente, FreddyNietszche.

 

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

3 Comments

  1. Che Internazionale traduca articoli altrui mi sembra palese, c’è scritto a lato di ogni articolo; e questo non significa certamente che il lavoro dei giornalisti coinvolti sia scarso. Per quanto riguarda l’essere “figli di”, non è una colpa per nessuno: se poi uno è incompetente, lo si attacchi per la propria incompetenza, piuttosto che per i propri natali

    • Carissimo, attento che cammini in un campo minato. Di sterco di vacca, mica di mine. Gia` perche` il settore specifico di cui si parla nel post e` talmente asfittico che dentro si conoscono tutti, e talmente afflitto dalla parentite che in confronto gli altri settori italiani sembrano un paradiso, dal punto di vista del lavoro. Potrei citarti casi lacrimevoli di gente precaria da X decenni mai cagata neanche di striscio dalle loro redazioni, ancorche` indispensabile all`uscita dei media in cui lavorano. Ma preferisco darti due dati: una, il giornalismo e` l`unico settore in Italia dove si lavora legalmente a cottimo. In quanto “ordine professionale”gode di regole speciali (che culo). Due, una settimana fa tremila precari dai 20 ai 65 anni hanno fatto l`impossibile per partecipare al primo concorso della storia per entrare in rai. In palio c ` erano altri cento posti da precario. Ora, e vengo al dunque, capirai che i casi tipo i “figli di” assunti “perche` sono bravi” fanno tanto, tanto fastidio. Poi staremo rosicando, vabbe`. Comunque la prima vergogna e` per loro, se vogliono veramente essere fighi facciano un`inchiesta sul loro settore. Ma gia`, pioverebbe troppa pupu` e poi magari papa` si incazza

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