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La Cancellieri e Ferrara

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Il nostro Giuliano Ferrara oggi ha pubblicato un articolo sul Foglio nel quale, con la consueta morigeratezza di tono, prende posizione a favore del ministro Cancellieri, la quale – mentre scrivo – non si è ancora dimessa.

Qui sotto trovate l’articolo di Giulianone nostro (in corsivo), inframezzato da considerazioni sparse.

Uno dice, approfittiamone. Berlusconi si è preso sette anni di galera e cinque (ora due) di interdizione dai pubblici uffici per aver fatto, lui ricco e famoso, una telefonata gentile a un funzionario della Questura di Milano che aveva preso in affidamento una ragazza del suo entourage di ospiti, dopo una rissa e una denuncia, e forse avrebbe dovuto girarla a una comunità, cosa che se possibile, disse Berlusconi, è meglio evitare. E ha chiesto a una sua consigliera regionale di andarla a prendere. 

Bella questa, si parte subito forti! “Uno dice, approfittiamone“, perché Giuliano, si sa, mica dirige un giornale: dirige un foglio di servizio rispetto ai bisogni giornalieri del Capo, e quindi la tentazione è quella di approfittarne ma lui, stoico, desiste: non ne approfitta. Ed infatti equiparare una vicenda politicamente ed eticamente inaccettabile come la telefonata della Cancellieri, agli affari del suo Capo – condannato a sette anni in primo grado per aver esercitato pressioni penalmente rilevanti, affinché venisse rilasciata una prostituta minorenne che frequentava casa sua – non è approfittarsi della situazione: per carità. Sarà stata ben contenta, Nonna Pina Cancellieri di essere equiparata al nostro Silvione? Chi lo sa: meglio non chiederglielo, nel dubbio.

Insomma, il ricco ha dato una mano a una poveracrista che ora è sposata con prole e non è passata per la comunità, e lo ha fatto in modo spericolato, generoso e romanzesco, con la glossa immortale della nipote di Mubarak. 

Dunque il ricco: la circostanza che fosse anche Presidente del Consiglio, per carità meglio non ricordarla, a qualcuno potrebbe venire in mente che chi ha compiti istituzionali dovrebbe comportarsi in maniera eticamente irreprensibile, ma questa mia opinione, si sa, in Italia è da bollare come un’inaccettabile deriva giustizialista e manettara, quindi non portiamola oltre! Il ricco telefona e sottrae la minorenne alla comunità, facendola affidare a Nicole Minetti, nota psicoterapeuta dell’infanzia.

Non essere passata dalla comunità ha fatto benone alla ottima Ruby, la quale – con rapporto di causa-effetto, pare, a leggere l’articolo – non essendo passata dalla Comunità, è ora sposata con prole (quindi, che vuoi di più: un po’ di retorica sulla giovane ex scapestrata ed ora sposata e madre di figli dati alla Patria, ci voleva proprio. Del resto, il suo Capo ce l’ha insegnato parlando di Eluana: lo scopo della vita della donna è fare figli, quindi ora la nostra Ruby se la cava benone).

Una minima considerazione la merita “glossa immortale“: in italiano, quello vero, non nel linguaggio da cortigiano, si direbbe “panzana bestiale”, “immane palla”, “bugia colossale”. Cosa ci sia di “spericolato, generoso e romanzesco” nella telefonata di un ricco signore che rimane a casa col culo al caldo, mandando una sua famiglia a riprendere un membro della sua corte dei miracoli finita dentro, per evitare che parli, convinto di rimanere come sempre impunito a causa del suo potere, è mistero destinato a rimanere insoluto.

Ora la Anna Maria Cancellieri è intervenuta da ministro della Giustizia a favore di una amica ricca che soffriva in detenzione preventiva, con l’aggravante che il figlio del ministro aveva lavorato con profitto professionale e personale per la ditta di lei. E’ incastrata, fuoco a volontà e rovesciamento della responsabilità morale. Certi censori di Berlusconi se lo meriterebbero.

Ecco appunto, Giuliano: in qualunque paese del mondo, sicuramente in quelli democratici, a cui noi non apparteniamo, ma anche in molte repubbliche delle banane, categoria alla quale la classe dirigente di cui tu fai parte da 50 anni ci ha fatto meritoriamente arrivare, la Cancellieri si sarebbe dimessa, perché il suo comportamento, da Ministro della Giustizia, è inaccettabile. Punto. Stop. Ogni altra considerazione è superflua.

La Cancellieri “è incastrata, fuoco a volontà e rovesciamento della responsabilità morale. Certi censori di Berlusconi se lo meriterebbero.”

Bella questa parte! Per chi non lo avesse capito, Giuliano ci dice che certi censori di Berlusconi meriterebbero questo ed altro: a chi si rivolge? Probabilmente alla stessa Nonna Pina, che aveva cautamente escluso che amnistia e indulto potessero riguardare il Capo. E allora, Cancellieri, donna avvisata… Noi ti difendiamo ma tu regolati meglio nel futuro!

Manco per sogno. La Cancellieri era amica di famiglia da quarant’anni dei Ligresti, e loro vicina di casa. Il figlio è un manager finanziario che abita a Milano e ha lavorato per loro. Lei ha fatto, con il bollo e la guarentigia della procura generale di Torino, competente, un intervento allo scopo di scongiurare il peggio.

La procura generale di Torino, che non è competente perché la telefonata viene da Roma, caro Giulianone, sarebbe Gian Carlo Caselli. Addirittura Caselli avrebbe messo bollo e guarentigia: è unico depositario della verità sulla vicenda, capace di garantire lui per la Cancellieri.

Strano, perché mi pare che l’ultima volta che Ferrara avesse parlato di Caselli lo avesse definito, uhmm, vediamo un po’… Ah! Ecco: una delle “persone che hanno tradito l’opinione pubblica e il diritto per imperizia professionale e corrività con le tesi accusatorie dei giudici contro il generale Mori” e addirittura uno dei “firmatari della menzogna“.

L’unica notizia che ricaviamo dall’articolo di Ferrara è  quindi la sua incondizionata rivalutazione di Caselli. Mi sembra ottimo, ce ne ricorderemo la prossima volta che si sentirà pestato il callo dal lavoro di Caselli e gli urlerà contro le peggio cose, come solo lui sa fare.

Ne ha fatti molti altri per carcerati sconosciuti in difficoltà di salute nell’ambito della carcerazione preventiva. E’ favorevole pubblicamente all’amnistia contro l’inferno delle carceri, e da tempi non sospetti.

Ah si? E quando? Abbiamo dei nomi? Ci sono delle prove? Te lo ha detto Gian Carlo Caselli?

Ora, anche fosse, essere favorevole all’amnistia non dà diritto al Ministro della Giustizia di telefonare per far migliorare la situazione carceraria di un singolo, specifico, detenuto, caro Ferrara: l’amnistia è un provvedimento di legge generale ed astratto, la telefonata è un favoritismo inaccettabile.

E’ persona seria e umana. Ha fatto bene. Punto e basta. E chi dice il contrario è un orrendo fariseo, un ipocrita, un sepolcro imbiancato. Giù le mani dalla Cancellieri.

Bene, Giuliano, quando insulti e tiri fuori farisei e sepolcri imbiancati sappiamo che sei all’ultima spiaggia e hai torto per definizione, ti mancano gli argomenti e sbraiti. Meglio non dare peso alle tue affermazioni ma rivolgere un appello direttamente al Ministro.

Caro Ministro, se ci fosse bisogno di una prova che il suo comportamento è inaccettabile e, oltretutto, si presta ad essere strumentalizzato per giustificare atti illeciti altrui, la prova ce la dà l’articolo di Giuliano Ferrara che l’ha subito paragonata al suo Capo. Lei oggi ha ricevuto l’endorsement di Ferrara: una batosta tremenda: è riuscito a rovinare chiunque dei suoi “endorsati”. Per questo bisogna esserle solidali. Ma per tutto il resto no: ci dimostri di essere un po’ diversa dagli altri e si dimetta. Si dimetta. Santé

 

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

1 Comment

  1. Dài, su, capisco che Ferrara farebbe perdere la brocca anche al dalai lama, però “Punto. Stop. Ogni altra considerazione è superflua” non è granchè come modo di argomentare, specie su un tema del genere. Specie quando (come in questo caso) ci sono un sacco di cose da chiarire. Ilaria Cucchi non la pensa come te, per dire. Rimane valido il “punto stop”?

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