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FILE - In this Feb. 18, 2011 file photo, Tibetan spiritual leader the Dalai Lama gestures as he addresses the Mumbai University students in Mumbai, India. The Dalai Lama said Thursday, March 10, 2011, that he will give up his political role in Tibet's government-in-exile, shifting that power to an elected representative. The Tibetan spiritual leader, speaking on the anniversary of the 1959 Tibetan uprising against Chinese control, said the time has come "to devolve my formal authority to the elected leader." (AP Photo/Rafiq Maqbool, File)

La cacca del Dalai Lama

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Nel suo Dizionario filosofico (1764) Voltaire racconta, alla voce “Religione”, dell’acerrima lotta fra due scuole teologiche dell’estremo Oriente, le quali, per risolvere un’antica disputa, decisero di rivolgersi al Dalai Lama. Questi, come prima cosa, distribuì la cacca raccolta nella sua seggetta, e attese che entrambe le fazioni dessero vita a un vera e propria adorazione della divina merda; una volta stabilito il culto, il Dalai Lama si sbilanciò a favore di una delle fazioni, mentre l’altra, adirata, se la prese col feticcio del Buddha vivente. Quella che ne seguì fu una tremenda guerra fatti di assassini, morte e violenze di ogni tipo, con i due campi intenti a sterminarsi vicendevolmente in nome del responso fecale. Il Dalai Lama, conclude Voltaire, essendo molto divertito dalla situazione, decise di continuare a distribuire cacca a tutti i fedeli e devoti in cerca di verità.

Il messaggio del grande filosofo francese è decisamente chiaro: la religione teologica, con i suoi dogmi e verità universali, non è altro che il prodotto di una manciata di individui capricciosi che amano divertirsi alle nostre spalle. La Ragione, unico vero mezzo per giungere a Dio, è la sola strada percorribile in un mondo infestato da stupidità e menzogne, superstizioni e intolleranza.

Nella giornata di ieri, il solito intervistatore medio americano ossessionato dalle stronzate del politically correct ha interrogato l’attuale Dalai Lama sulla possibilità di un successore donna. La risposta, decisamente inaspettata, sta facendo il giro dei media internazionali: “Certo, e questa donna dovrà essere molto attraente”. Al giornalista stupefatto che chiedeva conferma a tale affermazione, il monaco, ridacchiando proprio come nella storiella di Voltaire, ha ribadito, deciso, il concetto.

Lo stupore dell’intervistatore e, più in generale, del pubblico Occidentale, dà la misura dell’importanza che attribuiamo all’opinione di personaggi la cui presunta saggezza è solo una conseguenza del ruolo che ricoprono. Cerchiamo conferme alle nostre idee, ai nostri valori, in figure che non possono fare altro che confermarci quel che già sappiamo (un’attitudine, fra l’altro, molto spesso ammantata di piaggeria), o sconvolgerci con affermazioni di una povertà umana e intellettuale disarmante. La gaffe del Dalai Lama sulle donne è sullo stesso piano della presunta apertura mentale di Papa Francesco, a quanto pare degno delle più grandi lodi per aver esortato i vescovi americani a porre un freno alla pedofilia del clero – come se questo non fosse un atto (come minimo) dovuto. Il buon senso e la morale non sono appannaggio esclusivo della religione; eppure, la voce potente degli uomini di Dio è un balsamo che le nostre menti e le nostre coscienze – evidentemente incapaci di funzionare in maniera autonoma – non rinunciano a cercare, a invocare persino.

250 anni dopo la pubblicazione del Dizionario Filosofico, continuiamo ancora a prestare orecchio e attenzione alle puttanate del Dalai Lama.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

17 Comments

  1. Mah, in realtà l’orecchio io l’avrei prestato a te, che mi hai raccontato ‘sta storia della donna Dalai che altrimenti non avrei mai conosciuto; la mia attenzione, di solito, non la presto nè al Dalai Lama, nè a Francesco Papa nè a nessun altro esponente più o meno eminente di una qualsiasi religione più o meno seguita e questo indipendentemente da quel che dica o predichi, ed il motivo è esattamente lo stesso che diceva Voltaire…

  2. In effetti, tutta questa gran attenzione a ciò che dice il DL… Boh.
    Suppongo sia perché è un monarca in esilio, ammantato di un’aura di saggezza, carisma e (forse) simpatia personale.
    Aggiungiamo pure che ogni volta che va da qualche parte, la Cina strepita minacciando ritorsioni inimmaginabili nel caso in cui il sant’uomo venga ricevuto con troppi onori ufficiali, e il gioco è fatto.
    Parere personale, s’intende.

  3. Buffo. Sentii rispondere allo stesso modo un presidente della repubblica interrogato sulla possibilità di avere in Italia un presidente donna. “Sì, ma solo se è molto bella”. Era però la risposta alla domanda di un bambino della scuola elementare.

          • Fu così che il mio post divenne una bacheca d’incontri per compagni di scuola perduti.

            Sul prossimo pezzo (“La colonoscopia di Papa Francesco”), aiuteremo i bambini abbandonati a ritrovare le loro madri biologiche.

          • Dopo che un collega Indiano che ha lavorato in Texas mi ha detto di aver conosciuto un’italiana a Houston (“ahahah, e dimmelo sto nome, in fondo siamo solo 60 milioni”) e mi ha fatto il nome di una che ha lavorato per cinque anni come compagna di scrivania di mia moglie, non mi stupisco piu’ di nulla.

          • C’e’ anche da dire che l’esperienza alle elementari di sentire Pertini dire: “Si’, ma figa” aumenta esponenzialmente l’attitudine di perd…. passar tempo su Libernazione.

          • Vicino a piazza Bologna, una scuola di suore, si chiama Mater Dolorosa. Non ricordo altre domande, ma solo che il Quirinale mi sembrò grandissimo e che Pertini fu molto affettuoso con noi. E tu?

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