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Katabasis (Die Wellen)

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“Ci hanno rinchiusi in uno stanzino vuoto con neon accesi h24. Urla e schiaffi: ‘Scordatevi questo cazzo di immaginario che avete’. Acqua ghiacciata sui piedi nudi schiacciati dalla pressione di rulli metallici. Tutto lo schifo nasce da qui, in questa cintola di tensione tra il desiderio di libertà ed il terrore di essere liberi. Non c’è niente di peggio che provenire da un orfanotrofio dell’immaginario”.

“Con il suv parcheggia la badante filippina che spaccia Shaboo alla fermata dell’autobus. Ma io non uso cappelli di lana e mi commuovo solo di acqua. La quasi cinquantenne arranca con gli stivali alti per onorare jeans che stringono il giro vita in mezzo al traffico. Per essere in forma per l’estate il presidente si fa inculare dal trans, poi sta impazzendo e scoppia a piangere dopo che ha riempito il carrello all’ipermercato. I soldi risparmiati per il viaggio a New York li avete spesi in piani di edilizia carceraria per onorare la competizione sessuale tra le donne dell’Est e quelle dell’Europa centrale. Orde di manifesti elettorali ricoprono tutti i muri. I talk show televisivi mi espellono dal sistema e (OMISSIS), per dichiararsi prigioniero politico, scappa con la clandestinità dei capelli ossigenati.”

Inizia con queste suggestioni “Una buona scusa per andarmene (La corsa all’oro)”, l’autobiografia non autorizzata di Paolo Pretocchio*, scritta da lui stesso in persona durante il periodo di ritiro spirituale passato in un ashram segreto nella giungla della Thailandia, non lontano dal confine con la Birmania.

Nell’ashram si entra come pecore e si esce come leoni. Sveglia al mattino alle 5. Si cucina, si puliscono i bagni, si medita, si fanno pratiche mantra. Pasti in comune. La pratica si fa per tre ore al mattino, tre al pomeriggio. Poi ognuno nella propria cella. ‘La mia solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone; al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine, senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia’, diceva Nietzsche. Io dopo 6 mesi di ashram mi sento in dovere di dire che Nietzsche diceva delle cafonate inarrivabili.”

Suono indeterminato di un gong di rame sospeso con due metri di diametro. Il battitore agita irriverente una mazza di metallo al centro del piatto con forza intermittente: due colpi forti di lunga durata seguiti da altri due più deboli e brevi. I colpi intermezzeranno tutta la presentazione del libro che Pretocchio stesso ha voluto durasse fino a tarda notte e mattina inoltrata. Tra una lettura e l’altra, proiezione di filmati, famosi drammi nō , brevi o lunghe pause a secondo dell’ispirazione o dell’arrivo alla spicciolata dei numerosi amici ed invitati in compagnia delle loro corti. Anche noi lo intercettiamo in alcune di queste sue pause cercando di estrapolare le sue osservazioni del menga in preda ad ipnosi ericksoniana. L’ultima volta, quasi un anno fa, l’avevamo raggiunto e seguito a Belgrado. Poi più niente.

Oggi l’Ingegnere appare nel salone del locale con addosso uno sgargiante dashiki cucito su misura in pelle di leopardo ed un bastone da passeggio con diamante Cullinan clandestinato ed irriverentemente sfarzoso.

“Ashram, silenzio, solitudine e meditazione, ma intanto la presentazione del libro la sta facendo a Malibù Beach tra amici potenti e facoltose modelle, astronauti, militari, ex terroristi, campesinos narcotrafficanti, filmati sulla ricerca biopolitica e meccanica dell’adattabilità umana tra cyborg convertiti all’Islam, animali domestici e flussi tsunamici post nucleari”.

Malibù, la vita è troppo breve per vivere altrove”, sono soliti dire da queste parti. L’altro giorno è arrivato un ex consigliere strategico di Carter e mi ha detto: ‘Finiremo così velocemente nella merda che non avremo nemmeno un millesimo di secondo per accorgercene. Tu stai seduto con i tuoi occhiali da sole del cazzo a bere il tuo caffè e la tua spremuta di pompelmo pensando ai tuoi progetti futuri, a questo ed a quello ed in un attimo finisci nella merda più totale. Bum, bum, bum, senti un rumore strano che non hai mai sentito e vedi un cazzo di palazzo che ti sta crollando addosso e la strada comincia a gonfiarsi e sprofondi sottoterra e Bum’.”

Bum. Il gong annuncia il coro nō:

Was soll ich jetzt mit euch, ihr Wellen, ihr, die ihr euch nie
entscheiden könnt, ob ihr die ersten oder letzten seid?
Die Küste wollt ihr definieren mit eurem ständigen Gewäsch,
zisilieren mit eurem Kommen, eurem Gehen.
Und doch weiss niemand wie lang die Küste wirklich ist,
wo das Land aufhört, das Land beginnt, denn ständig ändert
ihr die Linie, Länge, Lage, mit dem Mond und unberechenbar.

Beständig nur ist eure Unbeständigkeit.
Siegreich letztendlich, denn sie höhlt, wie oft beschworen,
Steine, mahlt den Sand, so fein wie Stundengläser,
Eieruhren ihn brauchen, zum Zeitvermessen und für den
Unterschied von hart und weich.
Siegreich auch weil niemals müde, den Wettbewerb, wer
von uns beiden zuerst in Schlaf versinkt, gewinnt ihr, oder
du, das Meer noch immer, weil du niemals schläfst.

Obwohl selbst farblos, erscheinst du blau wenn in deiner
Oberfläche ruhig sich der Himmel spiegelt, ein Idealparkour
zum wandeln für den Sohn des Zimmermanns, das wandelbarste Element.

Und umgekehrt wenn du bist, wild, und laut und tosend
deine Brandung, in deine Wellenberge lausch’ ich,
und aus den höchsten Wellen, aus den Brechern,
brechen dann die tausend Stimmen, meine, die von gestern,
die ich nicht kannte, die sonst flüstern und alle anderen
auch, und mittendrin der Nazarener;
Immer wieder die famosen, fünfen, letzten Worte:
Warum hast du mich verlassen?

Ich halt dagegen, brüll’ jede Welle einzeln an:
Bleibst du jetzt hier?
Bleibst du jetzt hier?
Bleibst du jetzt hier, oder was?

(Die Wellen – Einstürzende Neubauten)

“Sono a Malibù perché ho accolto l’invito del mio vecchio amico Johnny Casuscelli. Anni fa con Casuscelli eravamo specializzati nel comprare delle Alfasud usate e le piazzavamo alle produzioni cinematografiche specializzate in poliziotteschi rumeni o porno moldavi amatoriali. Con noi bazzicavano anche Charlie fa surf dei Baustelle che si è appena disintossicato dalla paroxetina e arriverà a Malibù questa sera, ed il timido musicista di strada Bruno Stroszek, all’epoca appena uscito di prigione”.

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“Casuscelli mi fa: ”Se vieni adesso a presentare qua il tuo libro faccio venire Chuck Hagel in persona”. Poi però Hagel si è dimesso da capo del Pentagono e Segretario della difesa e quindi non se ne è fatto più nulla. Ma io ormai avevo preso l’impegno. Le dimissioni di Hagel sono la premessa di un incattivimento quasi da cinghiale ferito da parte degli Usa che presto si concretizzerà malamente. Comunque la faccenda più interessante è la questione dell’oro.”

Una modella gli offre della Shaboo ma lui declina l’invito sorridendo. 

“La Banca Centrale Olandese (DeNederlaschneBank – DNB) ha chiesto di rimpatriare ben 122,50 tonnellate di oro stoccate presso i magazzini della Fed di New York, esattamente il 20% delle sue riserve, per un valore di 4 miliardi di Euro. Diverse banche centrali hanno già preso decisioni simili negli ultimi anni. Questo perché in primis non c’è più fiducia nella Fed e nella Bank of England e si ritiene pacificamente che esse non possiedano più tutto l’oro che dichiarano di detenere. Poi perchè non escludono che l’Eurozona, in un futuro più o meno lontano, possa esplodere finanziariamente. E come dargli torto. Si, ok la Germania per almeno un altro annetto, ma Francia e Italia sono governati dai minchioni, noi declassati BBB- con ormai la certezza dell’impossibile sostenibilità del debito, i francesi con la Le Pen prossimo presidente della Repubblica, la Grecia con Tsipras che come soluzione vuole la cancellazione del debito nonostante un’evasione fiscale del 95%, i governi olandese e tedesco che hanno sul tavolo i rispettivi piani d’emergenza per la dismissione della moneta unica. E Draghi che sta ancora col dubbio se alzare il volume di liquidità della Banca centrale dai duemila miliardi attuali ad almeno tremila, quando tutti sanno che ce ne vorrebbero almeno 10 mila per sbloccare il “credit crunch” che ancora affligge molti Paesi dell’Eurozona. Senza contare lo stallo sul “quantitative easing”, l’acquisto di titoli di debito sovrano dei membri di Eurolandia, in gran parte pura e semplice spazzatura”.

“Poi ci sta la corsa all’oro della Russia. Secondo i dati ufficiali del World Gold Council, nel terzo trimestre 2014, più della metà dell’oro aggiunto alle riserve delle banche centrali di tutto il mondo è stato acquistato da Mosca. I russi fanno incetta d’oro per affrontare gli effetti della crisi Ucraina e il deprezzamento del rublo. Putin cerca di difendersi dalle tensioni geopolitiche e dall’ulteriore calo del prezzo del petrolio che incide pesantemente su un’economia che ha nell’esportazione di petrolio e gas il 45% dei sui ricavi. Il prezzo dell’oro è stato artificialmente tenuto basso per aumentare il potere di acquisto del dollaro attraverso il quale gli Stati Uniti se la sono sempre comandata poiché la moneta americana è considerata mezzo ultimo di pagamento nel sistema monetario globale. Quindi l’ occidente acquista dai russi petrolio, gas e uranio pagando in dollari e con questi Putin compra oro il cui valore è tenuto basso dagli stessi dollari, mirando a fondare una nuova valuta russo-cinese nella quale ridenominare gli scambi commerciali delle materie prime russe“.

“Ingegnere, lei sta delirando. Forse ha fatto troppo uso di cristalli filippini”.

Bum Bum. Coro nō:

Io, Ragionier Total, non sono diverso da voi.
Né voi siete diversi da me.
Siamo uguali, nei bisogni.
Diseguali nel loro soddisfacimento.
Io so che non potrò mai avere nulla più di quanto oggi ho, ma nessuno di voi potrà avere nulla più di quanto ha, fino alla morte.
Certamente molti di voi avranno più di me, come tanti hanno meno.
E nella lotta, legale o illegale, per ottenere ciò che non abbiamo, molti si ammalano di mali vergognosi.
Si riempiono il corpo di piaghe, dentro, e fuori.
Tanti altri cadono, muoiono. Vengono esclusi, distrutti, trasformati. Diventano bestie, pietre, alberi morti, vermi.
Così nasce l’invidia.
E in questa invidia si nasconde l’odio di classe.
Che è composto in egoismo e quindi reso innocuo.
L’egoismo è il sentimento fondamentale della religione della proprietà.
Io sento che questa condizione mi sta diventando insopportabile.
Così come lo sta diventando per molti di voi.

 ( da ‘La proprietà non è più un furto’)

Lei alle primarie dell’epoca andò a votare per Renzi. Come sta messo attualmente il premier?

“Renzi è un acceleratore di processi. E’ un’arma inconsapevole contro quelli che dovrebbe difendere e che l’hanno piazzato lì. Tutto ciò è meraviglioso. Io spero che duri il più a lungo possibile. Usa la stessa tecnica dei predicatori: ti vende la storiella che c’è la luce alla fine del tunnel. Vuole incoraggiare la tua capacità di illuderti e ti dice che è una virtù e questa virtù ti da senso di importanza. E per nutrirla si inventa la contrapposizione con quelli che non si allineano, ridicolizzandoli con caricature sminuenti tipo gufi o menagrami, per screditarli e ovviamente neutralizzarli. E’ il giochetto più vecchio del mondo. Pompa al massimo un’ossessiva simulazione di un decisionismo da ‘sono Wolf, risolvo problemi’, smanettando velocità, energia, vigore fisico, ottimismo ottuso, sfottente e sbrigativista. E’ bravissimo a camuffare fiaschi palesi con vanterie prive di ogni riscontro. Ma nulla cambia in meglio. Ci aiuta Freud. «L’uomo energico è colui che riesce a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio. Laddove ciò non riesca, a causa della opposizione del mondo esterno e della debolezza dell’individuo, ecco comincia la deviazione dalla realtà; ecco l’individuo cercare rifugio nel mondo di fantasia, dove trova l’appagamento». E’ quest’ultimo passaggio che tormenta Renzi, ben consapevole che la sua fuga immaginaria dalla contingenza spiacevole sia destinata ad interrompersi da un momento all’altro”.

Bum Bum Bum. Coro nō :

E stato quasi senza accorgermene.
Prima un piacere fatto a un amico, poi l’insistenza di un superiore.
Un altro favore a un uomo politico per ottenere una promozione.
Un regalo troppo grande che ti arriva a Natale.
E poi la carriera facilitata iscrivendomi all’associazione di (Omissis).
E quando sei diventato importante, ecco arrivare un primo assegno accettato come gesto di cortesia.
E poi un secondo e poi un terzo, una piccola compromissione e poi una più grande.
Un primo ricatto da subire, un ricatto da restituire ad altri e i ricatti aumentano, si moltiplicano, diventano la condizione stessa della tua vita.
Ti rendi conto che non puoi più vivere senza subire o fare subire dei ricatti.
E dopo il ricatto si arriva al crimine.
Finisci per vivere in compagnia del crimine.

(da ‘La Piovra‘)

“Questa lagna del ‘C’è la crisi’ è oramai diventata tormento da Festivalbar. Ma non va sottovalutata. C’è molta stanchezza, specie quando in tasca mancano soldi per comprarci ciò che vogliamo. Ci vuole un attimo a consegnarci nelle mani di chi ci da quei soldi che ci mancano o una qualsiasi forma di ‘sicurezza’, anche a costo di barattarli con un pò di libertà e di diritti. L’Occidente, sfinito da razionalità e competizione eccessivamente responsabilizzanti, si consegnerà per stanchezza alle padronali, consolanti, basiche logiche islamiche? Siamo alla catabasi pura, la spedizione verso la costa, la discesa nell’Ade, il viaggio agli inferi, lo sprofondarsi nell’ombra dell’inconscio. Ma raggiungeremo la costa nel modo più insospettabile che ci sia. Faremo come il peschereccio giapponese Ryon Nu Maru. Dopo il terremoto che ha colpito il Giappone l’11 marzo del 2011, il peschereccio, un battello lungo 65 metri, era stato spazzato via dalla potenza dello tsunami generatosi. Inghiottito dal mare, il relitto fantasma per poco più di un anno ha vagato per il Pacifico settentrionale, affrontando e superando tempeste e le grandi onde dell’oceano, prima di ripiegare, ricoperto ormai di ruggine, in direzione delle coste nord-americane, rimanendo pressoché intatto, senza danni significativi. Una roba inspiegabile. Eppure ce l’ha fatta. Ecco, Ryon Nu Maru siamo noi”.

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A questo punto Pretocchio raggiunge la modella, si spara una dose di Shaboo e si disperde nella festa che continuerà ad oltranza fino a tarda notte e mattina inoltrata. Non sono previste irruzioni di terroristi islamici al grido di Allah Akbar.

Soundtrack1:‘Die Wellen’, Einstürzende Neubauten

Soundtrack2:‘Young men dead’, The Black Angels

Soundtrack3:‘The son of Flynn’, Daft Punk

Soundtrack4:‘La proprietà’, Fuzz Orchestra

Soundtrack5:‘Il cielo’, Karma

Soundtrack6:‘Guru’, Timoria

Soundtrack7:‘Kingdom of Heaven’, 13th Floor Elevators

Soundtrack8:‘Gli avamposti sono minati’, Egle Sommacal

Soundtrack9:‘Have a cigar’, Pink Floyd

Soundtrack10:‘The day the world went away’, Nine Inch Nails

Soundtrack11:‘Roots and culture’, Mikey Dread

Soundtrack12:‘I see you’, Jutty Ranx

Soundtrack13:‘Tecnichally, Missing’, Trent Reznor/Atticus Ross

Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

*L’ing. Paolo Pretocchio è un personaggio di fantasia che ha scritto la propria autobiografia non autorizzata dal suo dark side, ma con l’ok di Jessica Hyde.

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