No, la Consulta non sta dicendo di votare subito

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Adesso, c’è molta eccitazione sul fatto che la Consulta abbia specificato che la legge è di immediata applicazione. Le forze politiche hanno preso questa specificazione come una esortazione al voto subito: come se la Corte abbia fatto apposta a fare una legge immediatamente applicabile perché si possa andare subito al voto e non aspettare la fine della legislatura.
Ora, spiace obiettare a queste raffinate speculazioni politico-costituzionali, però non avrebbe potuto essere altrimenti: la legge elettorale è una legge “costituzionalmente necessaria”, vuol dire che non si può stare nemmeno per un giorno senza una legge elettorale immediatamente applicabile.
Questo perché la sovranità popolare è uno dei fondamenti della Costituzione e quindi non può mai mancare una legge che consenta al popolo di votare.
Insomma, la legge che esce dalla sentenza della consulta è immediatamente applicabile perché la Corte non avrebbe mai potuto lasciare il Paese senza legge elettorale.
Il che non vuol dire né che la Consulta prema per il voto subito né che la legge uscita dalla sentenza sia necessariamente una buona legge elettorale: semplicemente, è una legge che rispetta i principi costituzionali (che è comunque già molto, viste le ultime esperienze) e che è, ovviamente, immediatamente operativa.
Il Parlamento può decidere di modificare questa legge o lasciarla così come è e andare a votare con questa una volta che Mattarella avrà sciolto le camere, quando lo riterrà necessario.
Qualsiasi decisione si prenderà però, sarà una decisione politica e della politica. Insomma, la Corte c’entra molto poco con la data del voto.

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