un blog canaglia

Israele o Jihad?

in mondo by

02.08.2014
“Hai visto Platano ??? Ha smantellato i tunnel e sta ritirando progressivamente le truppe…. Non va al Cairo ai colloqui per la Tregua per non avere vincoli imposti con la firma di un cessate il fuoco… In questo modo Israele è libero di mantenere il blocco sui confini di Gaza con il proprio stato e reintervenire in qualunque istante senza che lo si possa accusare di violazione di un eventuale Cessate il Fuoco…. Vedrai che nei prossimi giorni/mesi si procederà alla smilitarizzazione delle brigate armate di Hamas e la Striscia verrà nuovamente affidata all’ANP di Mazen con cui Israele potrà procedere alla definizione per un’eventuale ricostruzione parziale dei centri abitati e per gli aiuti umanitari….”

04.08.2014
E’ l’ultimo, per ora, messaggio di Haaa Haa, la mia fonte in medio Oriente, che qualche giorno fa avevo contattato per cercare di capire qualche cosa in più sulla questione Israele/Palestina. Riporto la conversazione così com’ è avvenuta.

31.07.2014
Ma non credi che la situazione si stia incartando di brutto? Che faranno, occuperanno la striscia? Tra l’altro credo che Hamas sia indebolita al suo interno ed abbia perso il controllo della situazione in preda alla frammentazione di schegge impazzite jihadiste.

“Ciao Platano !!! Israele sta cercando di distruggere quanto più possibile l’arsenale di Hamas per disarmare completamente le brigate Ezzedin Al Qassam e di riflesso i Jihadisti… Con questo espediente il presidente egiziano Al Sisi, con l’appoggio del Mossad, stanno facendo in modo che il futuro “Cessate il Fuoco” abbia come prerogativa la smilitarizzazione della Striscia di Gaza riconsegnadola all’ANP di Abu Mazen, con cui Israele ha in corso diverse iniziative commerciali per fornitura di Beni e Servizi!!!! Il problema è che dell’estirpazione di questo cancro islamico/jihadista se ne può occupare solo Israele stesso con l’appoggio segreto dell’ANP di Mazen, quest’ultima troppo debole per portare a compimento lo scopo…..

Gia Shimon Peres stà cominciando a gettare qualche esca alla stampa circa questa possibile soluzione che in realtà è gia stata decisa…. Le operazioni in corso attualmente servono solo per ripulire il più possibile l’Area e contemporaneamente incrementare la percentuale di fiducia dei cittadini israeliani nei confronti del Likud di Nethanyau….”

Cmq tutto il resto sta cadendo in mano a jihadaisti vari. La Libia oggi è caduta. L’Isis attaccherà la Giordania? L’Isis non è finanziato dal Qatar?

“L’unica cosa a cui i media ancora non hanno fatto caso è l’affaire Iran…. Secondo me, vedrai, che di questo passo verrà colta la palla al balzo per creare un qualche pretesto affinchè Heil Ha Avir, l’aviazione israeliani radi al suolo i siti di Natanz e Al Bashir, dove risiedono le centrifughe per l’arricchimento dell’Uranio….”

Ma il capo di Hamas non sta pure lui in Qatar? Che mire ha il Qatar?

“Platano, il problema è questo !!! L’intero mondo arabo si è rotto i coglioni della Jihad…. Ovunque ci siano state primavere arabe, per rovesciare gli pseudotiranni che governavano limitando la libertà personale ma garantendo un tenore di vita elevato per tutti, con l’ascesa al potere di fratellanze musulmane varie, il popolo si è visto cadere dalla padella alla brace e oggi giorno, grazie ai social network, è sempre più duro tenere la gente soggiogata grazie all’ignoranza di ciò che accade nel mondo esterno….

Kaled Meshal, il capo dell’ala politica di Hamas, risiede in qatar !!! Il qatar è uno dei primi sostenitori finanziari della jihad e affini…. Hamas ormai ha capito di non aver l’appoggio della popolazione e l’unico modo per rimanere sulla scena politica internazionale è fomentare, provocare questo tipo di azioni, sperando sempre più di ottenere consensi dal mettere in luce l’enfasi militare con cui Israele risponde ai suoi attentati…. Chi credi che porti la gente nei siti dove collocheranno le rampe di lancio che i droni israeliani rilevano e annientano???? Chi credi che sia a posizionare rampe di lancio sui tetti di asili, ospedali, moschee ecc ecc…. Quello che combatte Hamas è prima di tutto un terrorismo mediatico, facendo leva sulla ben nota parzialità della stragrande maggiornaza di giornalisti europei, specialmente inglesi e italiani….

Io non sò se l’ISIS attaccherà la Giordania, ma se lo farà puoi starne certo che Israele interverrà sicuramente su richiesta della Giordania stessa…. A parte il fatto che in ogni caso, se l’ISIS continua così, quelli che dovranno essere più preoccupati sono gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita…. E con i soldi del loro petrolio sapranno comprare servizi di difesa dalle migliori nazioni in grado di fornirgliela, ossia USA e Israele….. Ricordi la prima desert storm, quella del 1991???? tutto nacque su richiesta dell’Arabia Saudita dopo che l’Iraq invase il Kuwait…”

01.08.2014

Senti. Ci stanno alcune cose che non mi convincono. In primis: Israele da solo potrà frenare l’ondata jihdaista che avanza su tutta l’area? ad esempio: c’è quella striscia geografica che va dalla Mauritania all’Afghanistan dove gli stati sono quasi del tutto scomparsi. Il Mali, il Niger, la Libia, il Sudan, la Nigeria, la Somalia, l’Iraq e la Siria non sono più Stati. Sull’orlo dell’esplosione sociale sono precipitati anche Marocco e Algeria. La Cisgiordania non c’è più, spezzettata dagli insediamenti. L’Arabia Saudita fino a quando terrà il controllo dei “suoi” jihadisti? I jihadisti nigeriani controllano il Nord del paese, si sono “federati” con i gruppi del Sahel e stanno penetrando nella parte meridionale di Chad e Sudan. L’Isis ha occupato metà Iraq, fondato un califfato e sta arrivando a Baghdad.

Secondo: riprendersi la Striscia nell’immediato tampona la situazione, ma la risolve? Non finirà con il radicalizzare i mille clan jihadisti che ormai hanno sfanculato Hamas? E quindi, Israele ce la farà a tenere a bada tutt’ stu burdellu?? Non rischia di incartarsi?

Il punto della questione per me è questo: di fronte a tale contesto di totale disfacimento e di seppellimento della ‘pace sociale’, una forza politica in grado di assumere decisioni e di assistere la popolazione nelle necessità minime (cibo, sanità, ecc.), potrebbe prendere il sopravvento. Non è che alla fine gli unici in grado di intervenire saranno i jihadisti? Israele ha preso in considerazione questa ipotesi?

Quindi: esiste un pericolo diffusione jihad? Israele sta facendo tali operazioni come guerra preventiva per tagliare tutti i presupposti per un’islamizzazione diffusa ed egemonica di tutta l’area? Teme e vuole evitare che da tutto questo sgretolamento venga fuori un vero e proprio Stato islamico? Oppure, avere nemici vicino alle proprie frontiere è una ‘strategia di protezione’ studiata a tavolino dal Mossad? E’ l’unico paese che si è accorto di questa dinamica geomilitare? Anche perché l’Europa al momento è sotto presidenza del replicante cazzonesco di Giorgio Mastrota in versione televendita perenne (non che le alternative siano migliori) e gli Usa ormai ragionano nell’ottica ‘arriviamo, vi infettiamo e ce ne andiamo, lasciandovi un governo fantoccio che gestiamo attraverso le basi militari costruite nel deserto, isolate, autosufficienti, aliene ed avulse da tutto ciò che succede’.

“Ma Israele non ha rioccupato la striscia e non vuole neanche…. Ariel Sharon nel 2004 la restituì xche’ conscio che il fattore demografico sarebbe stato sfavorevole x i governi israeliani…. Le uniche unità di fanteria presenti a Gaza sono i genieri che devono mappare, perlustrare e distruggere i tunnel… I caduti sono tra i soldati che devono coprire le operazioni dei genieri, mica le truppe a terra devono guadagnare e conquistare terreno…. La radicalizzazione di gruppetti jihadisti e lo smembramento di hamas in tanti gruppetti destabilizzerà l’intero medioriente e l’unico stato a sapersi e potersi difendere e’ solo Israele…. I problemi saranno di Egitto, Giordania, Siria, Arabia Saudita, ecc ecc

No Platano. Israele non sta facendo una guerra preventiva, xche’ militarmente e’ perfettamente conscio del proprio deterrente e del proprio potere reattivo… Chi e’ la vera vittima dei comportamenti di Hamas e’ l’anp di Mazen, l’unico interlocutore palestinese con cui Israele e la comunità internazionale possano intrattenere rapporti diplomatici e con essi conoscitivi per la soluzione del problema ” stato palestinese”, “coloni in Cisgiordania” e fornitura di beni e servizi al nuovo stato… Purtroppo l’anp e’ debole nei confronti di un’organizzazione terroristica che governa una parte del territorio palestinese densamente popolata…. Qual’ora Hamas e la jihad venissero annientate, l’anp avrebbe tutta la libertà di gestire la popolazione e il territorio palestinese in modo completamente autonomo e intrattenere rapporti commerciali e diplomatici con Israele , magari si potrebbe anche giungere ad una pace stabile con una road map duratura….”

(continua.)

Soundtrack1:’Music for a forgotten future’, Mogwai

Soundtrack2:’Angoli’ –  ‘Distanze’, Fine Before You Came

Soundtrack3:’Come fare a non tornare’, Fine Before You Came

 

5 Comments

  1. Un piccolo appunto. Hamas ha vinto le elezioni giusto perchè l’ANP in anni di trattative non ha cavato un ragno dal buco.

  2. A me pare un’analisi molto forzata, si parte dal presupposto che Hamas sia una entità a se stante avulsa dalla società palestinese (di sicuro c’è che questo Haa Haaa non è un loro fan) che tenta di sopravvivere a se stessa anche a discapito della popolazione di Gaza City e si dilata il concetto estendendolo a tutti i movimenti Jihadisti.
    A me già pare strano che Hamas venga percepito a Gaza più come parte della Jihad che come parte della resistenza, ma anche ammesso questo, il presupposto si scontra con i risultati elettorali che hanno visto in nord africa e medio oriente ben posizionati i partiti di ispirazione religiosa.
    Del resto anche i combattenti del Isil da qualche arrivano, trattarli come extraterresti (vengono sempre dal fuori) che non centrano col la popolazione regge fino ad un certo punto.

    • Concordo. Specie poi se il giorno delle elezioni, vincono che so, i Fratelli Musulmani. Una folla di giovani in piazza a twittare libertà, poi vai alle urne e la popolazione vota i talebani di turno.
      C’è però una terza fascia di popolazione, che secondo me non va sottovalutata, è meno numerosa ma può smuovere parecchio. Sono gli estremisti istruiti, particolarmente numerosi tra i palestinesi. Ovvero dei laureati che supportano i fanatici di turno perchè, per dirla in francese, si sono sfracellati i coglioni di vedere il proprio paese nella merda.
      Ricordo una bella intervista (mi sfugge il giornalista, credo fosse corsera) a un palestinese residente negli US, dove lavorava come ricercatore. Era tornato a casa per votare Hamas. Alla domanda stupita dell’intervistatore, rispose più o meno “in anni di moderazione non è cambiato nulla, siamo sempre degli schiavi sfollati, sono vent’anni che Israele mi dice ‘fuck you’, almeno con Hamas posso dire loro ‘fuck you back’, non cambiare un cazzo per non cambiare un cazzo tanto vale prenderci le nostre rivincite”.
      A quel punto i coglioni mi caddero a fondovalle. Perchè mi resi conto che la disperazione è più forte perfino di una mente fina.

      • Interessante, uno che sfrutta i privilegi di un nazione ricca proprio perché, tra le altre cose, da una vita sfrutta le altre in un circolo vizioso dentro cui c’è anche la Palestina e che arma Israele, e che poi dice che non cambia niente?

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