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Io non piango Pietro Ingrao

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O meglio, al netto delle emozioni che ogni essere umano sano di mente prova al pensiero della fine di un’altra vita, non penso che sia oggi morta una figura degna di grandi commemorazioni pubbliche.

La stampa, i politici, gli intellettuali, tutti scriveranno grandi cose di Ingrao in questi giorni: della sua coerenza, della sua ostinazione, della sua onestà intellettuale. Dimenticheranno di dire che Ingrao aveva scelto una parte della storia, una precisa parte, e quella parte non era giusta, da qualsiasi lato si guardi quella scelta. Ingrao era e rimase un comunista senza dubbi di sorta, passando attraverso Stalin, Kruscev, Mao, Pol Pot, l’invasione sovietica in Ungheria e in Repubblica Ceca, le deprivazioni a cui sono costretti i cubani e i nordcoreani. Lui ha osservato tutto questo, e ha continuato a dire: a questa tradizione io appartengo, di questa tradizione io sono interprete. La sua critica non era rivolta al comunismo, ideale violento e totalitario, quanto a chi ne dava una interpretazione compatibile con la liberaldemocrazia occidentale e pensava di far fare al PCI una svolta socialdemocratica.

Ogni opinione politica ha diritto di essere espressa, e ogni vita umana ha un valore inestimabile. Di questo io sono convinto, rispetto alle idee e alla persona di Pietro Ingrao. Purtroppo, se ci fossimo trovati in molti degli scenari del Novecento in cui la sua parte ha avuto la meglio, Ingrao non avrebbe detto le stesse cose delle mie idee e della mia vita.

Basterebbe per non piangerlo con lacrime di Stato.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

13 Comments

  1. Dissento solo su una cosa. La coerenza non è stata nel difendere sempre il comunismo. La coerenza è nell’aver sempre sostenuto regimi totalitari:dalla RSI all’Urss

  2. Ingrao e’ stato resistente, membro fedele delle istituzioni repubblicane e ha contribuito attivamente alla rinascita di questo Paese come leader parlamentare del secondo più grande partito della prima Repubblica, come vice presidente e presidente della Camera, e come organizzatore e ispiratore di due quotidiani che hanno fatto parte del patrimonio culturale italiano. Ci mancherebbe che non fosse ricordato come uomo di Stato.

  3. “Purtroppo, se ci fossimo trovati in molti degli scenari del Novecento in cui la sua parte ha avuto la meglio, Ingrao non avrebbe detto le stesse cose delle mie idee e della mia vita.”

    non solo: purtroppo non leggeremo mai il coccodrillo di Luca Mazzone scritto da Pietro Ingrao; che pure avrebbe potuto essere interessante.

  4. concordo su tutto tranne “Ogni opinione politica ha diritto di essere espressa, e ogni vita umana ha un valore inestimabile” . Al Baghdadi e il fascismo sono li a dimostrarlo

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