un blog canaglia

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Andare in vacanza il giorno del referendum

in humor by

Il 17 aprile c’è IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE.

No, la mia non è un’approssimazione, il referendum si chiama proprio “IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE” e sulla scheda che troverete ai seggi ci sarà proprio scritto “ IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE: VOTA SÌ OPPURE VOTA NO, ALTRIMENTI LASCIA IN BIANCO BASTA CHE TU NON FACCIA DISEGNI DI PENI ” tutto in caps-lock e italic per mettere pressione e poco sotto proprio il disegno di un pene che viene messo lì un po’ per toglierti la voglia e un po’ per farti capire com’è fatto il disegno di un pene che tu non devi assolutamente disegnare.

A quel punto voi dovrete scrivere SÌ oppure NO e motivare la ragione della vostra scelta, due righe al massimo, in stampatello, dopodiché va messa la data, la firma, un’ impronta della superficie inferiore del glande per gli uomini, un tampone con tracce di dna per le donne, la richiesta formale di un utero in affitto per i transgender.
Procedura singolare, non trovate? E questa è la prima ragione per cui non andrò a votare.

La seconda ragione per cui non andrò a votare è che questi PROFESSORONI del referendum potevano scegliere un giorno qualunque della settimana e, guarda tu il caso, hanno scelto la domenica. Non so voi ma io la domenica ho cose più interessanti che fare la fila per tre o quattro ore fuori da una scuola elementare, esposto alle imponderabili variazioni meterologiche tipiche del mese di aprile – che, ricordiamolo, viene subito dopo marzo pazzerello, cosa che non lascia presagire niente di buono – pagare il solito dazio di 15 euro per ottenere una scheda stropicciata (che poi non hanno mai il resto e quindi ti partono subito 20 euro DICASI QUARANTAMILALIRE), essere condotto in un loculo murario, venire temporaneamente murato vivo, scrivere sto cazzo di tema, aspettare che tiri il cemento, aspettare l’operaio col cappellino di carta da giornale a barchetta che abbatte il muricciolo appena eretto adoperando un cucchiaio da dessert, essere tratto in salvo da un san bernardo e subito chiuso per errore in una bodybag – maledetti questi che si fanno influenzare dalle serie TV americane che noi andavamo benissimo coi lenzuoli com’è sempre stato – trasferito in una camera mortuaria, pianto per errore dai genitori di Giulio Regeni “eh ma guarda come l’hanno ridotto, sembra un’altra persona” RI-TRATTO IN SALVO DA UN SAN BERNARDO E RI-MESSO IN FILA DAVANTI ALLA SCUOLA, OH, MA CHE CAZZO È? UNO SCHERZO? MA POI VERAMENTE VI LAMENTATE DELL’ASTENSIONISMO?

Dicevo, ho di meglio da fare.
Per esempio mi è appena arrivato un dremel, sapete cos’è un dremel? È un piccolo elettroutensile rotativo utilissimo per graziosi lavori di bricolage, rifiniture, intaglio, incisioni, rettifiche e così via, una libidine che potete procurarvi qui. Vi servono ulteriori informazioni? Basta chiedere.

Vero è che non tutti sono appassionati di bricolage, in questo caso ho compiuto una piccola ricerca su mini-vacanze e voli aerei alla portata di tutti per occupare il week-end del 17 aprile piuttosto che votare questo inutile e noiosissimo IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE.

Prima di tutto il nostro amato paese, in aprile le temperature sono miti, un breve soggiorno nella capitale costa pochi euro e la colazione è inclusa! Esterofili? Ecco un economico volo più hotel a Londra. Volete fare un salto nella ridente riviera romagnola? Aprile è il mese perfetto, infatti arrivano i viados freschi freschi ancora in ghiaccio nei container dal Brasile e non sono sfiancati come al termine della stagione estiva: sfinteri belli elastici e anguste colonne di Morgagni oltre a legnose erezioni naturali, una pensioncina fronte mare viene via a due soldi.

Sul serio amici, chi cazzo ve lo fa fare? La vita è breve e le trivelle sono in mare – e noi viviamo sulla terraferma ma questo ovviamente non ve lo dicono – che se ne preoccupino i sommozzatori, che facciano votare i palombari, che minchia ce ne importa a noi? Avete un brevetto da sub? No. Andate al lavoro in pedalò? No. Siete per caso degli snorky? No. Ma di cosa stiamo parlando allora?

Suvvia, un po’ di buonsenso.

immagine stilizzata di un pene tipo quella che trovrete sulla scheda de IL REFERENDUM DELLE TRIVELLE per farvi capire cosa non dovete assolutamente disegnare

Originatosi nella provincia emiliano-romagnola, da bambino soffre d'asma e ha l'aspetto di un profugo albino del Mali, a quattordici anni gli parte lo sviluppo e prende rapidamente le sembianze del famoso dirigibile Hindemburg. Caparbio collezionista di imprese epiche che terminano regolarmente molto presto e molto male, incallito disegnatore di peni, detesta i film di fantascienza degli anni ottanta ivi compreso Blade Runner ma escluso Ritorno al Futuro, più di ogni altra cosa ama John Steinbeck poi, in ordine sparso, la panificazione domestica, dare fuoco alle cose, il giardinaggio, Phoenix Marie.

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