un blog canaglia

In difesa delle puttane

in società by
Nonostante i vari inviti a liquidare l’ultima (la prima?) fatica letteraria di Annalisa Chirico, Siamo Tutti Puttane, con un “parla per te, ragazza” di malviniana classe, dopo essermi vista spuntare l’autrice in metà dei miei programmi preferiti non posso esimermi.
Chirico pare dare per scontata l’equivalenza tra chi si prostituisce professionalmente e chi usa il proprio corpo per farsi strada nella vita. Per come la intendo io, la prostituzione è un’attività lavorativa per cui una tal persona, uomo o donna, fornisce a dei clienti delle prestazioni sessuali in cambio di soldi. Lo scambio si limita a quella precisa prestazione e il rapporto cessa al compimento della prestazione. Fare la prostituta, al pari di una miriade di altri lavori che trovo soggettivamente sgradevoli (per esempio la babysitter, il becchino, l’anatomopatologo e la domatrice di serpenti) è un mestiere dignitosissimo, che non arreca danno a nessuno (anzi) e che ognuno dovrebbe poter scegliere di praticare legalmente.
La stessa cosa non si può dire di chi usa il proprio corpo per farsi strada in attività che con la fisicità non hanno nulla a che fare. Così su due piedi mi vengono in mente igieniste dentali che fanno carriera in politica per le loro doti di animatrici di festini hard del capo del loro partito o amanti di professori che magicamente passano concorsi nonostante sul loro curriculum rotolino balle di fieno al posto delle pubblicazioni. Questi individui, a differenza di chi si prostituisce, arrecano un danno all’intera società arrivando a ruoli che spetterebbero per merito ad altre persone. La cosa è particolarmente grave quando succede in enti pubblici ma vale anche in società quotate in borsa e in generale in qualsiasi organizzazione che fornisca servizi al pubblico. Questo raginamento vale per chi usa il proprio corpo ma anche per chi usa qualsiasi altra caratteristica personale non attinente al ruolo a cui ambisce, quale la fede politica, religiosa o calcistica. Chirico sembra non capire la fondamentale differenza tra chi si guadagna soldi fornendo prestazioni attinenti al ruolo ricoperto e chi lo fa invece attraverso mezzi non pertinenti. Per cui è perfettamente legittimo per un pornoattore fare strada per i centimentri di dimensione artistica come lo è per una modella farlo grazie ai centimentri di coscia. Non mi pare che se per le stesse doti uno diventa neurochirurgo, consigliere regionale, giornalista o consigliere d’amministrazione non si possa pacatamente protestare senza predersi dei bacchettoni da Annalisa Chirico.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

15 Comments

  1. Aprire un post col titolo che parla di puttane e vedere la foto di Ferrara sotto a un lampione mi ha messo di buonumore.

    Grazie per aver messo in (chiare) parole una cosa che mi suscita troppo schifo per riuscire a parlarne.

  2. Bello come una volta il libertarians si spendessero per la riduzione della discrezionalità politica nel controllo e nella distribuzione delle risorse privatamente prodotte. Con la Chirico siamo passati d’un balzo al post-libertarianism, la giustificazione morale su basi randiane della prostituzione per accedere alla distribuzione discrezionale di tali risorse. Sublime.

  3. Articolo completamente condivisibile, al limite dell’ovvio. Il fatto però che concetti simili debbano essere continuamente ribaditi per il pubblico italiano rende bene l’idea di quanto certe pratiche siano ormai parte dell’agire collettivo, sempre più date per scontate 🙁

  4. sono d’accordo solo sul no alla prostituzione come mezzo per affermarsi sul piano professionale; e mi sembra pure banale dire sta cosa, è come dire che è ingiusto (giusto invece per la Chirico probabilmente ) da parte di un atleta doparsi per vincere le proprie gare.
    non sono assolutamente d’accordo sull’affermazione che da più parti arriva e da anni, secondo cui la prostituzione liberamente scelta è un lavoro come un altro, dignitosissimo.
    e non c’è libertà dato che la prostituta – quella che pensa di aver liberamente scelto – non è libera di selezionare i clienti credo, e quando anche lo fosse, non è libera di dire “questo sì questo no”, dunque deve sottostare alle richieste dei clienti, anche i più sgradevoli.
    trovo ancora una volta molta ipocrisia nelle affermazioni beate di chi afferma che prostituirsi è un mestiere come un altro; oltretutto è molto facile nobilitare, da menti aperte quali siamo, la prostituzione, tanto poi mica lo dobbiamo fare noi no?

  5. My recommended places you should visit in Con Dao island is Phu Hai camp, Hang Duong cemetery, Shark cape (note that don’t go in the late afternoon as it is very windy on the pass), also there is a very beautiful little beach close to Co Ong airport, you can reach it by motorbike only.

    One week after their grand opening, I found myself waiting for the ‘Nope’ sign to change
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