un blog canaglia

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Ilaria

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Non so se Ilaria Cucchi abbia fatto bene o abbia fatto male, a pubblicare su Facebook la foto di uno dei carabinieri sospettati di aver picchiato a morte il fratello.
Non lo so, e onestamente non mi interessa saperlo.
Mi interessa molto quand’è lo Stato, a violare i principi di garantismo dei quali dovrebbe essere il primo custode; mi interessa quando a farlo sono gli organi di informazione, che in quanto tali dovrebbero rispondere a un codice deontologico preciso e inderogabile; ma che lo faccia un privato cittadino, assumendosi consapevolmente la responsabilità delle proprie azioni, mi sembra tutto un altro paio di maniche.
Esistono, com’è noto, norme di legge in base alle quali Ilaria Cucchi potrà essere querelata e sanzionata per aver pubblicato quella foto: e se in futuro dovesse rivendicare il diritto di non dover rispondere del proprio comportamento sarei il primo a scandalizzarmi, a criticare aspramente lei e chi dovesse sostenerla.
Senonché, Ilaria questo non l’ha fatto. Non ha preteso, e neppure richiesto, alcuna impunità. Non credo, non mi pare, sia minimamente intenzionata a farlo.
Ecco, finché non lo farà continuerò a non vedere alcuno scandalo, e il mio punto di vista resterà lo stesso: non so se abbia fatto bene o abbia fatto male, a pubblicare quella foto.
E onestamente non mi interessa saperlo.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

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