un blog canaglia

pd romana

Il trauma dell’elettore medio del pd romano

in politica by

Nemmeno immergendoci in una vasca da bagno piena di benzina con delle grosse candele accese nei bordi, riusciremmo a vivere il travaglio che sta attraversando in questi giorni l’elettore medio del Pd romano. E non solo per il verminaio che è stato scoperto l’altro ieri.

Guardatelo, l’elettore medio del Pd romano, nel momento in cui rimane solo con se stesso, mentre inizia a riflettere su tutto ciò che ha visto in questi ultimi anni e continua a vedere quando si interessa alle vicende del suo partito. Roba forte, da tagliuzzi lenti ed implacabili su tutte le parti del corpo. Tagliuzzi che quasi quasi dovrebbe farsi perché la colpa, in fondo, non è che sua, che ha votato e continua a votare (e quindi ha fatto diventare importanti) ‘cose’ (perché in fondo di cose stiamo parlando) assurde. “Si”, si dice tra se e se l’elettore medio del Pd romano, “l’ho dovuto fare per contingenze varie. Ma questo mi scagiona? Allevia il mio senso di colpa? Sono meno responsabile raccontandomi questa puttanata delle contingenze varie?”

Nel 2008 l’elettore medio del Pd romano si ritrova come candidato a sindaco del suo partito, Francesco Rutelli. Il Pdl piazzava un tipo della destra sociale, Gianni Alemanno. Il Pd avrebbe vinto anche candidando la lanella che ti rimane nell’ombelico. Solo con un candidato poteva perdere. Quel candidato era Francesco Rutelli. E chi candidano come sindaco? Lui. Ed il povero elettore medio del Pd romano, per la contingenza di non far vincere un ex fascista va e vota Francesco Rutelli. E perde. E l’elettore del pd romano si ritrova l’ex fascista sindaco.

L’ex fascista governa male, fa disastri. Si arriva al momento di votare il nuovo sindaco ed alle primarie l’elettore medio del pd romano si ritrova, manovranti e manovrati, elementi di spicco del pd de Roma: Sassoli, Gentiloni etc etc. Ma l’elettore preferirebbe bere dell’acquaragia appena sveglio la mattina presto piuttosto che votare Gentiloni o Sassoli o etc etc. Solo che lui è del partito, il non voto non gli appartiene per storia personale e politica e quindi, per la contingenza di non far vincere ‘ste ‘cose’, vota quello che non c’entra niente: Ignazio Marino. Ed Ignazio Marino vince le primarie del Pd de Roma.

L’elettore medio del pd romano un po’ è contento, perché in qualche modo è riuscito a mettergliela in quel posto a quei marpioni capoccioni del suo partito, quei capi locali di cui non si fida tanto e di cui non ha tanta stima. Solo che  ci sono le elezioni vere. Ed Ignazio Marino sfida Gianni Alemanno, l’ex fascista che ha fatto disastri e ridicolizzato la città. E quindi l’elettore medio, che non è che creda molto in questo Marino che è stato scelto per far un dispetto a quegli altri, si ritrova però costretto a votarlo per la contingenza di non far rivincere l’ex fascista che ha ridicolizzato Roma caput mundi.

E Marino vince. Solo che dopo un po’ l’elettore medio del pd romano scopre e capisce che il principale nemico del sindaco espressione del suo partito, è proprio il suo partito stesso, che intraprende una strisciante guerra senza freni.

Marino non convince fino in fondo, e l’elettore medio del Pd romano ad un certo punto, condizionato pure da queste strane pressioni che arrivano dai media (Panda rossa, multa non pagata, i matrimoni gay, Tor sapienza, le Iene) comincia a pensare che forse ha sbagliato a votarlo, che forse quelli che prima gli stavano sulle balle, di cui si fidava a naso poco, hanno ragione. “Forse sto Marino non è all’altezza. Forse è meglio se cade”.

Poi arriva il patatrac dell’altro ieri. E l’elettore medio del pd romano non parla da tre giorni. Sta zitto. Cova rabbia. Lo prendono sempre per i fondelli. Ma lui ci crede a sta roba del Pd, del partito. Ma più ci crede più se la prende in quel posto. “Questi ladri farabutti mi vogliono far passare la voglia, la passione”. Ed in questi giorni sta zitto. Osserva.

E pensa: “lo commissariano sto pd romano. Chi sarà mai il commissario? Manderanno uno di fuori, di Torino o dell’Emilia sicuro” No. Uno romano. “Ma forse uno della minoranza, un emarginato del partito”. No. Orfini. “Era ed è uno importante. E’diventato pure presidente del Pd nazionale, quindi figuriamoci se non era nella elite del pd de Roma. E tutti quelli che criticavano spavaldi Marino per la questione della panda e delle multe e di Tor Sapienza, e che però non hanno detto niente sul malaffare e sulla corruzione del partito, si saranno dimessi?” No, stanno tutti là. “E quello che mentre gente vicina al partito e del partito si spartiva con mafiosi ed ex nar soldi pubblici destinati ai Centri per i rifugiati, alle politiche di integrazione dei Rom e ad appalti vari di pubblica utilità, non si accorgeva di niente, ma faceva gli esposti alla Consob per la partita Juve/Roma, quello sta ancora lì o si è (metaforicamente) suicidato?” No, anche lui sta ancora lì.

E giustamente queste cose l’elettore medio del pd romano le osserva nella sua mente e se le chiede. E pensa a se stesso. A quanto sia stato ingenuo e passivo. A quanto possano essere trappole pericolose le contingenze che l’hanno portato a fare forzature che in fin dei conti non hanno mai portato niente di buono se non qualche sollievo di breve durata.

Caro elettore medio del pd romano, non so come uscirai da questa storia. Sicuramente ti suiciderai ancora, ormai assuefatto alla  depressione che hai accumulato, con il tuo essere passivo che ti da sollievo, ti consola, ti protegge. E quindi affiderai ancora il tuo voto alla Madia o a Gentiloni o a etc etc. Insomma, sarai anche ed ancora parte di un finto rinnovo del ciclo produttivo del pd de Roma, dimenticandoti che le forzature hanno sempre portato solamente carestie. E che le contingenze possono metterti in mano l’arma del peggior crimine di cui essere accusati: l’essere riconoscenti a chi ti rovina la vita.

Soundtrack1:‘Jubilee Street’, Nick Cave and the Bad Seeds

Soundtrack2:‘Push the sky away’, Nick Cave and the Bad Seeds

Soundtrack3:‘Sparring partner’, Paolo Conte

13 Comments

  1. A Roma, nonostante tutto, grazie a Marino si sta facendo pulizia.
    Cosa che non avviene altrove.
    Forse tanti elettori di tanti partiti dovrebbero sentirsi presi per il culo.
    Chi ha votato Marino, adesso perlomeno ha la certezza di aver scelto la persona giusta.

    • Vivo a Milano, per cui il mio parere su Ignazio Marino è solo hearsay. Però da quel che m’è parso di capire, non è che sia proprio bravo bravo. E’ esterno al magna magna e inviso ai magna magnisti, questo è bene.
      Però se siamo arrivati al punto da usare come unico parametro l’onestà e fottercene della capacità siamo alle cozze, a questo punto alle politiche votiamo tutti il Dibba che non vuole dialogare con Bersani perchè è brutto e cattivo ma con l’ISIS sì.

      • Stefano, io vivo a Reggio Emilia, dove in questo momento è in corso la terza legislatura da pianto greco.
        Il sindaco precedente era il famoso Graziano Del Rio del quale tutti siamo felici di esserci liberati, ma quello nuovo promette di essere ancora peggio.
        Ci sono oggi in Italia sindaci “capaci”?
        Marino, indubbiamente, non ha alcuna esperienza come sindaco e governare Roma deve essere una di quelle cose che fanno tremare i polsi, ma una amministrazione NON è il sindaco, è tutta la infrastruttura che funziona o non funziona.
        Allora iniziamo intanto ad allontanare dal pubblico servizio tutti quei soggetti che sono lì solo per rubare. Non è poco come inizio. Poi vedrai che anche gli altri problemi si risolvono.
        Quanto al Dibba, non potrebbe funzionare perché il suo non è un partito, ma una accozzaglia di gente proveniente da destra, sinistra e centro accomunata solo dalla protesta e senza nessun progetto o programma concreto da seguire.
        Almeno Marino è più avanti, questo è poco ma sicuro…

  2. Eccellente Post, per me è uno di quelli che aiutano a capire. Ottimo e condivisibile il commento di Claudio.
    Forse Marino è meno imbranato di quello che vogliono farci credere.

  3. Ottimo il post, ma non mi sembra, dai commenti che leggo, che gli elettori piddini vivano così tanti disagi e tanto meno così terribili tormenti.
    Al contrario, stanno elaborando bene la scoperta dell’ennesima cloaca scoperchiata da magistrati contro i quali-non a caso-Renzi sta approntando una magnifica ed “esemplare” riforma.

    In fondo, che vuoi che sia…un po’ di cloaca a Roma, un po’ di cloaca a Milano, un po’ di cloaca a Venezia…
    Ma sì, mo’ si sistema tutto: il buon Orfini e il buon Marino faranno ruotare le poltrone e, oplà, pulizia è fatta. Fino alla prossima cloaca.

    Eppoi, lo sanno tutti che la colpa-come sempre- è dei 5Stelle che non hanno voluto ‘collaborare’ con il buon Carminati e con il buon Buzzi impegnato, con tutta la sua onorata compagnia, a finanziare il partito del buon Renzi.

    Colpa dei 5Stelle se non si integrano e non sono abbastanza sporchi, non sono abbastanza ladri, non sono abbastanza criminali per essere all’altezza dell’onorata compagnia di cui sopra.

    Per cui…fuori i 5Stelle e facciamola finita!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

Go to Top