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Il terrorismo della depressione

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L’Occidente da ieri ha un nuovo nemico, il terrorismo della depressione. E’ una forza oscura, sordida e camuffata, insospettabile, che si mimetizza ed insinua con facilità. Può colpire in qualsiasi posto, non si fa scrupoli, non ha coscienza, non ha ideologia, non ha la barba lunga, ne fa rivendicazioni eclatanti. Non prende ostaggi e non tratta il rilascio di prigionieri.

Al momento anche i governi dei paesi più avanzati non hanno le armi adeguate a contrastare tale fenomeno, ma bisogna reagire nel modo più fermo e risoluto possibile, anche con lo spiegamento di forze militari e di una diplomazia intransigente che non ceda ai ricatti di questi terroristi che minacciano le basi democratiche ed ogni regola basilare della convivenza civile.

Per maggiori indicazioni sul da farsi attendiamo gli editoriali di Giuliano Ferrara e Magdi Cristiano Allam ed i proclami decisionisti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Soundtrack1:’La polizia sta a guardare’, Stelvio Cipriani

Soundtrack2:’La polizia chiede aiuto’, Stelvio Cipriani

Soundtrack3:’La belva col mitra’, Umberto Smaila

 

7 Comments

  1. …soprattutto quando le porte dall’esterno non si possono più aprire. Siamo tutti nelle mani del Grande Fratello coglione. E noi più di lui.

  2. Quello che mi piace di Libernazione e’ che ospita tanti punti di vista completamente differenti l’uno dall’altro.
    Compresi punti di vista che trovo assolutamente assurdi come questo di Platano Sorrentino.
    Bisogna essere veramente hipster nell’animo e nella cognizione per voler fingere di ignorare l’evidente differenza che c’e’ fra un episodio come questo ed il terrorismo.
    Differenza che risiede anche, ovviamente, nelle possibili contromisure che si possono prendere nei confronti dell’uno e dell’altro fenomeno.
    Ieri c’era un commento simile ad un articolo di Le Monde: un tizio si lamentava di come, se un arabo prende i comandi di un aereo e uccide 150 persone sia terrorismo mentre se lo fa un tedesco sia depressione. Quando la differenza evidente e’ nelle ragioni, nei metodi e nei fini.
    Ecco, un commento cosi me lo posso aspettare dal lettore medio di Le Monde, non da qualcuno che dovrebbe scrivere un approfondimento.

    Sempre con estrema stima per il blog (e per l’autore, che ho assai apprezzato per altri articoli)

    • Grazie per il commento Federico che mi offre la possibilità di tentare di approfondire la mia, secondo te assurda ed hipsterica, riflessione. E’ chiaro che tra un attentato con fucili mitragliatori ed un evento come questo ci sono delle differenze. Ma provo a spiegarmi un pò meglio. 1) Secondo la definizione data nel 1937 dalla Società delle Nazioni si parla di terrorismo in riferimento a fatti criminali diretti contro lo stato e la collettività in cui lo scopo è di provocare terrore e preoccupazione generalizzata nella popolazione o in gruppi di persone. Quindi abbiamo fatti criminali che hanno lo scopo di provocare terrore e preoccupazione generalizzata nella popolazione. Poi la matrice può essere religiosa, ideologica, politica, mafiosa etc etc, ma qua siamo alla qualificazione del fatto che esiste in sè e cioè un atto criminale che provoca terrore e preoccupazione nella popolazione.
      2)Per suicidio (dal latino suicidium, sui occido, uccisione di se stessi) si intende l’atto col quale un individuo si procura volontariamente e consapevolmente la morte. Un individuo è un suicida quando procura a se stesso la morte. Se una persona invece causa la morte ad un altro individuo si parla di omicidio. Se la procura a 150 persone si parla di strage.
      Nel caso del pilota quindi abbiamo un individuo che 1)volontariamente decide di uccidere 150 persone e 2)volontariamente decide di uccidere se stesso(possiamo anche invertire i termini). Se non erro, ma potrei sbagliarmi, una cosa simile accade negli attentati kamikaze. Un individuo si imbottisce di esplosivo e decide di farsi esplodere in un luogo pubblico uccidendo sia se stesso che altre persone. Quindi, nell’atto in se, non vedo grosse differenze con un attentato terroristico di un kamikaze. Se vogliamo invece parlare della matrice ideologica che spinge l’individuo a commettere l’atto, allora certamente non penso che il pilota l’abbia fatto per motivi religiosi o politici. L’ha fatto per motivi esistenziali credo. Potremmo aggiungere la categoria del Terrorismo Esistenziale a quello politico, religioso, mafioso etc etc. Ma l’atto in se rimane un fatto criminale che provoca terrore ed ansia nella popolazione. A meno che non vogliamo assimilare la strage di 150 persone a, che ne so, farsi una passeggiata al parco o al centro commerciale.Infine, ti assicuro che la mia opinione vale molto meno di un lettore medio di Le Monde. 🙂

  3. I crucchi che mettono un aereo nelle mani di uno schizoide paranoico e’ semplicemente fantastico. Quasi come quel famoso settembre. A quando le porte piombate?

    • A quando il dosaggio dei metaboliti degli SSRI o delle benzodiazepine nelle urine di politici, delle gente dello spettacolo, dei professionisti ed imprenditori a tutti i livelli??
      Sai che risate scoprire che anche il 60% di quelli che stanno votando leggi che riguardano milioni di individui, di attori strapagati, di medici ed imprenditori sono depressi ed ansiosi.

  4. O schizoidi paranoici istruiti.

    Emerge che i crucchi lo abbiano pure visitato e istruito e reso abile al volo. Dopo averlo definito malato. Insomma un quadretto niente male per chi aveva appoggiato le invasioni barbariche orientali.

  5. E ancora.

    Ieri il boss di Lufthansa ha fatto scena muta davanti ai giornalisti, mentre una parte dei risarcimenti – sei milioni e mezzo di dollari circa – saranno coperti dalle polizze sottoscritta per rischi di guerra, dato che il disastro è considerato frutto di ‘atto ostile’.

    A quando l’invasione della Germania?

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