Il sol dell’avvenire sorge in Svizzera

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Io, se devo essere sincero, non so quale sia l’asticella della pressione fiscale oltre la quale il diritto naturale del contribuente (esiste?) viene violato. Non lo so, e francamente ho sempre ritenuto un esercizio abbastanza ozioso quello di stabilire se esiste e dove esiste. Specialmente viste le enormi dimensioni degli Stati contemporanei e la loro naturale tendenza a espandersi, basta essere genericamente a favore di una limitazione delle pretese dei governi e dell’auto-attribuzione di poteri arbitrari per avere un’infinità di preoccupazioni, tutte all’interno della legalità.

Però sento, e spero che sia un sentimento tanto condiviso quanto è radicato in me, che chiedere a chiunque di versare il 75% dei suoi guadagni sia più che ingiusto: è illegittimo. Non fatevi ingannare, vi prego, dal costume con cui si presenta la cosa, cioè dal fatto che è diretta ai ricchissimi. Il principio per cui prelevare tre euro su quattro di quelli che vengono guadagnati da ciascuno di voi è ingiusto dovrebbe essere universale: come lo è la tutela dell’incolumità personale, quella da arresti arbitrari, quella delle informazioni sensibili.

I diritti fondamentali che sono alla base della società, si è detto, sono diritti di cui sono titolari anche i peggiori criminali. L’odio e l’invidia sociale sono buone ragioni per creare eccezioni a principi che vorremmo valessero per tutti noi? Io non credo.

Per questo lo dico: se si dovessero organizzare manifestazioni di disobbedienza per aiutare i francesi colpiti da questo provvedimento a scappare dalle mani rapaci dello Stato, io sarei disposto a dare il mio contributo. E’ contro la legge? Lo è stata, in fondo, ogni azione di resistenza.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

10 Comments

  1. ma i ricchissimi come son diventati tali? Grazie allo Stato e alle grandiosi leggi economiche da esso emanate. Come si dice prima lo Stato da e concede e poi (per finta) prende. Non è odio o invidia, è una semplice constatazione. Capisco l’afflato empatico, però cerchiamo di non prenderci in giro che è meglio.

  2. da analizzare le implicazioni che il possesso di una somma ingente di ricchezza nelle mani di un uomo comporta presso i diritti fondamentali dei restanti. non ho momentaneamente tempo per farlo, ma non credo sia un diritto fondamentale dell’uomo guadagnare. forse nella società occidentale del 21 secolo, ma non dell’uomo in sé e nemmeno come naturale declinazione del concetto di dignità.

  3. Sono d’accordissimo sul fatto che sia un’indecenza prelevare 3/4 dei redditi di un individuo…ma in Francia l’hanno voluto democraticamente, quindi bisogna lasciarli soffrire…ancora per quattro anni e 10 mesi!
    Non ho capito il titolo: che c’entra la Svizzera? Parli dei tassi d’imposizione decenti?

  4. SI tenga presente che lo 0,5% della popolazione mondiale /24 milioni di persone) detiene il 35% della ricchezza. In Italia il 10 % della popolazione ha il 50% della ricchezza nazionale. Costoro sono inoltre i più grandi evasori oltre che coloro che dettano le politiche economiche (il liberismo sfrenato alla base della crisi), che colpiscono lo stato sociale. Se vogliamo una giustizia sociale, la patrimoniale é sacrosanta.

    • Una provocazione: se la patrimoniale è sacrosanta e le tasse sul reddito marginali al 75% sono una buona cosa… quale comportamento stiamo cercando di incentivare?

      Personalmente, posso capire entrambi gli approcci: tassare molto chi ha per tenere basso il prelievo su chi produce (la patrimoniale) o tassare chi produce/guadagna tanto per redistribuire, per equità (le tasse alte sul reddito). Ma tutte e due le cose insieme… non le capisco.

  5. Mi permetto di segnalare che, OVVIAMENTE, non viene prelevato il 75% dei redditi. Quella è semplicemente l’aliquota marginale. Sui primi 50mila euro guadagnati, il francese più ricco paga tanto quanto gli altri francesi.

    Pensavo fosse evidente, ma dai commenti precedenti ho ritenuto fosse il caso di sottolinearlo.

  6. Buseghin, con tutti i commenti da ambulanza che ci sono prima del tuo (tutta gente che sarebbe favorevole ai campi di concentramento e alle deportazioni finché non si applicano a loro personalmente, credo), ti metti a puntualizzare che l’aliquota del 75% è quella marginale? Non che sia scorretta come puntualizzazione, ci mancherebbe (anche se ovviamente con quei numeri la media si avvicina molto rapidamente alla marginale), ma ti pare proprio il punto centrale?

    • Forse non è centrale, ma se non trovo altre cose che non vadano nell’articolo, mi dedico anche agli aspetti meno importanti.

      Il messaggio, comunque, non è da sottovalutare: se ipotizziamo che in un Paese come il nostro venga introdotta una tale aliquota sopra i 100mila€, quando uno dice “mi tolgono i 3/4 di quel che guadagno” cosa sta intendendo?

      O è uno che guadagna milioni, e allora l’approssimazione è corretta e comprensibile ma non è corretto che si ponga a simbolo di un Paese vessato (perchè la maggior parte della gente non guadagna quelle cifre).

      O è uno che guadagna 110mila€, e allora l’approssimazione non è corretta, anzi è ingannevole.

      • Il punto e’ che se la differenza tra un lordo di 100.000 e un lordo di 200.000 deve diventare 25.000, la cosa non puo’ non avere un impatto sulle scelte di lavoro e investimento. Quindi sotto soglie per cui ha senso parlare di “giustizia” (che poi fatti due conti gia’ prelevare 100k da 200k non e’ mica poco, se consideri che e’ solo imposta sui redditi), iniziano ad arrivare considerazioni in termini di efficienza. Che possono sembrare poco “sociali”, ma non sta a me ricordare che quando la torta si stringe i primi a prenderla in quel posto non sono i ricchi.

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