Il Soft Power che terrà buoni i progressisti

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Sbaglia, a mio avviso, chi dice che questo governo di compromesso è nato senza tener conto degli elettori. Ovvero del “pubblico da casa”.

La scelta dei ministri, di destra e di sinistra, o per meglio dire di destra mafiosa e di centro liberista, segue ancora una volta il ruffiano modello del cinema di Hollywood. La formula è semplice: mettere più” donne nei ruoli “da maschio”, mettere uno “di colore” nel ruolo del “buddy”, metteterci un”atleta, magari, una “superpartes” – come la Bonino -, e il “pubblico” non smetterà di protestare, ma forse protesterà di meno. Avessero messo ai loro posti chi davvero da gli ordini, a quegli attori là, il “pubblico” avrebbe reagito con maggior (e più” stupida) indignazione.

Lo chiamano Soft Power.

E” una lezione già messa in pratica, con successo, dai “conservatori compassionevoli” negli USA e in Inghilterra: controbilanciare una politica de facto spietatamente classista con operazioni di restauro e rinnovo per imbonire gli stolti.

Bloomberg parla di diritti civili per le minoranze, di divieti di fumo, di riduzione delle porzioni nei fast food. La militarizzazione fino al midollo della città, la riduzione degli spazi di sperimentazione e “informalità” e il soprattutto il suo impero personale da 25 miliardi di dollari vengono messi in secondo piano dalla magica fabbrica dei manipolatori professionali. Cameron si fa fotografare mentre stringe la mano al povero invalido e prende la metro come tutti i comuni mortali, e i nostri giornalisti più  conformisti – e dunque, “spendibili” – abboccano e “retweettano”. E potremmo citare anche i casi emblematici della Clinton e di Obama, ma non è qui il tempo né lo spazio.

Nel nostro caso – di cui ci importa relativamente poco in verità, avendo già chiara la necessità di una politica di nuova autonomia e radicale opposizione – al potere avremo i tecnici di Aspen e delle lobby lettiane. Berlusconi non sbaglia un colpo ormai da mesi. Il PDL nei sondaggi è il primo partito. C”è la prospettiva di ritrovarci in una dimensione grottesca a cavallo tra i Settanta italiani e i fine Ottanta Inglesi – prima l”austerity, poi un governo conservatore, infine l”opposizione – o la sua pantomima – nelle mani di un liberista carismatico -Renzi come controfigura di Blair. Eppure – quando ci scommettiamo? – sul Venerdì  di Repubblica si parlerà dei figli della Idem e dell”infanzia del “primo ministro nero”.

Distrarre e tranquillizzare. Sono bravissimi, come sempre.

(DISPACCI) Nato a Napoli. Si laurea in Economia delle Arti a Milano, dove partecipa a varie esperienze letterarie (Eveline) e politiche (La Stecca degli Artigiani). Fondatore del gruppo di street art anti-camorra “Il Richiamo”, scrive una tesi di laurea sulla devozione alla Santa Morte in Messico e organizza una mostra sulle somiglianze tra “neomelodico” e la musica pop mediterranea. Nel 2010 vola a Londra, dove lavora come nel mondo dell’editoria. Recentemente è di base a New York, dove lavora come giornalista, attivista e occasionalmente cuoco.

15 Comments

  1. Peccato che non ci sia nemmeno un populista-demagogo che chieda di togliere qualche finanziamento per girare due soldi a qualche povero Cristo, ma soprattutto perché tutti quelli che facevano sfoggio di intelligente spocchia perculeggiante cosa faranno ora che governano con Berlusconi alla luce del sole?

    • Guarda che non mi sembra che abbia parlato solo di Bloomberg. Sul ragionamento di fondo si può essere d’acordo o meno, a prescindere dal sindaco di New York, ma tu abituato ad amoreggiare con il tuo ego, hai la mente talmente chiusa che non sei riuscito ad andare oltre. Tra te e Capriccioli non so chi dei due passa più tempo davanti allo specchio. Magari ci mandi un grafico per farci sapere.

  2. Mazzone è libero di tifare Bloomberg. Forse che i tassi di criminalità li hanno ridotti perché Manhattan è un fortino per ricchi, con torrette militari con fari accesi e cecchini che ti sparano al primo segno di agitazione? Anche in Arabia Saudita se è per questo c’è meno criminalità che in Brasile. Fatto sta che negli anni Settanta e Ottanta c’era una comunità viva e non ridotta a vetrina per lo shopping dei turisti cinesi. Contento te…

  3. “Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.”

    Ah, perdonami, non avevo letto le tue qualifiche…

  4. Basta googlare per capire che ho semplicemente parodiato la biografia di Mina.
    Ad ogni modo, fai mostra della solita creativita’ da salotto, col culo degli altri. Passare da x a x/100 morti all’anno e’ una sciocchezza, finanche un male, perche’ prima “c’era una comunita’ viva”. Ma per piacere, veramente.

  5. (peraltro i tassi di criminalita’ si sono ridotti in tutta New York, non solo nell’isoletta, ed e’ questa la cosa straordinaria: solo che a te dispiace, perche’ per te n vite all’anno valgono meno degli “spazi di informalita’”.

    Ma visto che ti piacciono tanto gli spazi di informalita’ vai in Somalia, no?

  6. (peraltro i tassi di criminalita’ si sono ridotti in tutta New York, non solo nell’isoletta, ed e’ questa la cosa straordinaria: solo che a te dispiace, perche’ per te n vite all’anno valgono meno degli “spazi di informalita’”.

    Ma visto che ti piacciono tanto gli spazi di informalita’ vai in Somalia, no?)

  7. Mazzone hai una certa età per parodiare le biografie degli altri. In quanto a New York, ti ripeto, sei rimasto soltanto tu, gli abitanti del Upper West Side e i fanatici filoamericani di area radicale a pensare che n morti in meno e meno sporcizia per le strade voglia dire piu’ felicità. Anche Napoli negli anni Ottanta aveva piu’ morti di camorra, eppure non c’era una depressione paragonabile a ora. Questo che vuol dire, che rimpiangiamo i morti? Ovviamente no, ma rimpiangiamo i tempi in cui un sindaco si mostrava per il suo vero volto senza abbindolare i fessi. A te piace che il tuo sindaco abbia 25miliardi di dollari in banca? A me no. Ma probabilmente sarai tra quelli che piangono pure la Thatcher…

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