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Il Santo Vladimir

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In un recente corsivo Marcello Veneziani esprime sua ammirazione per il “miracoloso rovescio della storia” che sta trasformando la Russia da patria dell’ateismo e del collettivismo in una nazione pia e dedita alla “famiglia tradizionale”. E’ pericoloso attribuire virtù o difetti ad un popolo, anziché a chi lo comanda: ma Veneziani volutamente si tiene sul vago. Quello che vorrebbe, ma che non ha il coraggio di scrivere, è che la Federazione Russa di Putin gli piace da morire. L’occasione è l’intervento di Alexey Komov ad alla conferenza “Russia ed Europa, la sfida del Terzo Millennio” (organizzata da Pro Vita).  A quanto risulta a Mother Jones, Komov è il rappresentante in Russia del World Congress of Families, un’associazione di ultrà conservatori (evangelici ed ortodossi) maniaci della famiglia tradizionali e convintamente omofobi. Nella presentazione della conferenza di Rovereto, a Komov viene attribuito il titolo di ambasciatore del WCF presso le Nazioni Unite (?), mentre al congresso della Lega di Torino, dove è ospite d’onore, viene presentato come “ambasciatore presso le Nazioni Unite”.

In un’intervista a Riscossa Cristiana, Komov si vanta del fatto che nel suo Paese abortire dopo la 12-esima settimana di gravidanza è “praticamente vietato”, aggiungendo che alla donna viene gentilmente “concesso” un periodo di “riflessione obbligatoria” di una / due settimane al fine di rendersi bene conto del fatto che l’atto che sta per compiere è un vero e proprio omicidio. Secondo Komov, le barriere imposte al libero accesso alla IVG non avrebbero prodotto un aumento speculare nel numero degli aborti clandestini; anzi, gli aborti sarebbero in calo (1,5 milioni nel 2009, senza contare gli aborti farmacologici, però, che potrebbero essere altrettanti).

Naturalmente, Komov non è che un interprete della “volontà del popolo”, il quale comprende “sempre di più che l’ aborto è un omicidio”. Lo stesso Medvedev ha molto a cuore la causa antiabortista: non solo ha firmato nel 2011 la legge che ha introdotto le restrizioni al diritto all’interruzione della gravidanza che tanto piacciono a Komov, ma ha scatenato la moglie Svetlana Medvedeva in una massiccia campagna di disinformazione, orchestrata assieme alla Chiesa Ortodossa, che enfatizza i presunti rischi per la salute implicati dalla procedura.

I ragionamenti di Komov trasudano paranoia. Grazie alla santa alleanza tra regime politico e chiesa ortodossa, non solo nella Federazione Russa si abortisce con maggiore difficoltà, ma i ragazzi non hanno accesso all’educazione sessuale nelle scuole. Questo perché l’Uomo forte è riuscito a resistere ai tentativi di certe “lobby europee” volti ad introdurre questo argomento tra le materie di studio. Un’eccellente spiegazione per la violenta repressione imposta da Putin nei confronti delle organizzazioni non governative, e denunciata tra gli altri da Human Rights Watch.

Nel suo intervento al congresso leghista, Komov, tra gli applausi scroscianti del pubblico, ha citato con evidente orgoglio l’ormai celebre legge recentemente approvata dalla Federazione Russa che punisce la “propaganda omosessuale” diretta ai minori. Per inciso, è vero che lo scandalo internazionale causato da questa norma, di stampo indubitabilmente omofobico, è stato probabilmente esagerato, come giustamente ricorda Marc Bennets sul Guardian: è infatti assai discutibile la civiltà di una contestazione che, dalla giustificata critica ad una legge si è spinta allo spregio di un intero popolo; o si è impelagata in paragoni davvero iperbolici (tanto Jay Leno che l’adorabile Stephen Fry hanno improvvidamente  chiamato in causa l’Olocausto. Così come è intellettualmente onesto domandarsi se questa legge, che pure è odiosa, sia una conseguenza del regime putiniano, quando si pensa nel 1988 nel Regno Unito venne approvata una legge non molto diversa (la Clause 28) o che in ben 70 paesi l’omosessualità è tuttora considerata illegale (mentre è legale nella Federazione Russa). Con tutte queste premesse, è però ovvio che una simile legge, dettata da esigenze puramente propagandistiche, rischia di giustificare intolleranza, suprusi e violenze ai danni degli omosessuali.

Ovviamente i mali prodotti dal regime di Putin non sono solo quelli brevemente riassunti sopra: parliamo di un paese in cui i giornalisti che danno fastidio fanno regolarmente una brutta fine (non a caso, la Federazione Russa si è piazzata al 148-esimo posto (su 180) nella classifica della libertà di stampa stilata da Reporters Without Borders), specie quelli che, come Anna Politkovskaya,  si ostinano a voler raccontare i crimini commessi dall’esercito russo in Cecenia; e dove una goliardata come quella messa in atto da quattro ragazzette scatenate in una chiesa può costare anni di carcere.

Tutte inezie, per Marcello Veneziani, dal momento negli ultimi anni nella Federazione Russa sono state costruite “trentamila nuove chiese, seicento nuovi monasteri”, e sono anche diminuiti gli aborti. Ora le cose sono due: o Veneziani queste sciocchezze incoerenti le pensa sul serio, e allora possiamo solo concludere che egli si comporta da ottuso baciapile. Oppure, come io sono incline a pensare, egli tenta di fare della propaganda destinata alle anime semplici, il cui obiettivo è lo sdoganamento di un personaggio utile quanto impresentabile come Vladimir Putin. In questo caso, però, credo sarebbe stato meglio ammettere che Putin è un personaggio repellente, ma che purtroppo abbiamo bisogno di lui e delle risorse energetiche che il suo Paese estrae, e che quindi ce lo dobbiamo far piacere per forza.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

3 Comments

  1. C’ é una terza possibilità che non hai considerato: che Veneziani queste cose le pensi davvero, siano reali, e che tu pecchi di pregiudizio nei confronti di chi crede ancora nella famiglia tradizionale.

  2. Più passa il tempo, e più penso che le religioni siano una vera iattura.
    Se in punto di morte la penserò diversamente, sarà solo per la fifa.

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