un blog canaglia

Il proibizionismo e i nostri figli

in società by

Ormai, a quanto pare, se non si ragiona sui propri figli non vale.
Accenni un’idea di garantismo e subito qualcuno ti chiede: “Eh, bravo tu, ma se la vittima fosse stata tua figlia?”; abbozzi un discorso sul matrimonio gay e qualcun altro ti fa: “Vorrei vedere te, se tuo figlio portasse a casa un uomo” (con la variazione “un uomo di colore”, tanto per avvantaggiarsi sul prossimo post, nel quale magari parlerai di immigrazione).
Hai voglia a dire che si tratta di un metodo specioso e che le emozioni private delle persone dovrebbero aver poco a che vedere con la legge, perché a dar retta a quelle emozioni (in quanto tali insindacabili) si arriva in un batter d’occhio al linciaggio, alla giustizia privata, alla segregazione etnica, all’azzeramento dello stato di diritto: non c’è niente da fare. I tuoi figli di qua, i tuoi figli di là: pare che non esista altro modo di discutere.
Allora, visto che a molti piace un sacco, facciamo che oggi parliamo di figli.
Ebbene, posto che tutti noi conosciamo fin troppo bene i danni del’eroina, e quindi saremmo ben felici se i nostri figli la fuggissero come la peste, voi preferireste che trovandosi nella malaugurata situazione di esserne dipendenti facessero la fila in un posto come questo, oppure che aspettassero il loro turno fuori da una farmacia?
Preciso la domanda, ché alcune obiezioni le conosco già: ammesso e non concesso che legalizzare le droghe pesanti possa comportare, come alcuni sostengono, un incentivo al loro consumo, vi sentireste più sereni sapendo che il pericolo è che i vostri figli finiscano in un inferno come quello descritto dall’articolo, oppure sareste disposti ad accettare una certa quota di rischio in più, sapendo che qualora quel rischio si concretizzasse si troverebbero in una situazione controllata, controllabile e legale?
Perché, a ben guardare, il dibattito sul proibizionismo è quasi tutto qua: ragionare sul fatto che possa valere la pena di accettare una percentuale di pericolo più alta, pur di collocare le conseguenze di quel pericolo in un’area migliore (o se non altro meno peggiore) di queste schifezze.
Rifletteteci un attimo: e magari scoprirete che con la mente lucida e sgombra quantificare quella percentuale si può.
Anche, e forse soprattutto, ragionando a partire dai nostri figli.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

22 Comments

  1. Uno Stato non può legalizzare l’eroina, è fin troppo semplice capirlo. Per la ganya lo capisco e pure sono d’accordo, ma per l’eroina no, così come coca o MD eccetera. Come può uno Stato accettare che i propri figli e le proprie figlie si ammazzino, basta che ci si paghi su le tasse?
    Sarebbe un’ammissione di fallimento. Certo legalizzando la cosa, la mafia avrebbe molti meno proventi, i prezzi si abbatterebbero troppo, ma davvero vogliamo vedere coltivazioni e raffinerie ovunque, così, poi esci di casa e compri il tutto come il vino?
    E’ una domanda.

    • Ps l’eroina per strada è sempre stata al 10%, diciamo tra il 7 e il 15, toh, tanto che spesso le overdose sono dovute a dosi con una percentuale superiore, su chi era appunto abituato a percentuali inferiori.

      • @Marco: non so dove vivi tu, ma a me pare che, in Italia e nel 2014, viviamo già in uno Stato che accetta che i propri figli e figlie si ammazzino, basta che ci paghino su le tasse e che glielo si scriva sul pacchetto.
        Inoltre, per come la vedo io, se uno è davvero libero, è libero anche di ammazzarsi, basta che ne sia conscio e che non danneggi gli altri. Se no, come al solito, siamo liberi solo a parole, e, quando finalmente decidiamo di esercitare la nostra famosa libertà, scopriamo che non ce l’avevamo per davvero.

        • Vivo in Italia, conosco bene il fenomeno dell’eroina, e giusto chi non sa di cosa sta parlando lo può equiparare al tabacco.

          • Non ti preoccupare che il fenomeno lo conosco benissimo, essendo cresciuto in mezzo ai tossici, fin dagli anni ottanta. Io non equiparo un bel niente, ti faccio solo notare che ciò che tu ritieni così tanto inaccettabile è consumata e quotidiana realtà; se vuoi puoi prenderne atto, se no continua pure a vivere di illusioni, tanto male non fa.
            Se proprio la devo equiparare a qualcosa, io l’eroina l’equiparerei all’alcool, il che non cambia il ragionamento di un millimetro.
            Quindi, ganja sì, coca, md, eroina no, si sentiva giusto la mancanza di uno sputasentenze che sa cosa è giusto per gli altri, che sono dei poveri pecoroni, ma per fortuna è arrivato il pastore.
            Io ribadisco che ognuno dovrebbe poter agire in base a ciò che ritiene giusto per sè, e, ops, notizia dell’ultim’ora: la gente fa già così, e dell’eventuale legalità della cosa se ne strasbatte. Il punto è se provare o meno a ridurre il danno inteso come impatto sociale, come dice Stefano. Ma, da quanto dici, mi par di capire che tu lasceresti tutto com’è, per cui è initile andare avanti. Buona vita.

    • Marco mettiamola così. Suo figlio, se si vuole ammazzare di eroina, lo fa con o senza l’aiuto dello Stato. Con l’aiuto dello Stato, magari, ci sono meno probabilità che ci lasci le penne, punto.
      Io fumo come un turco ma non ho mai giocato manco una schedina del totocalcio, non mi farei di eroina manco se fosse gratis ma se stappi una bottiglia di buon vino davanti a me e ti giri un attimo è persa per sempre.
      Scelgo, come tutti, i miei vizi indipendentemente dalla loro legalità o no. Se vuoi una cosa, te la procuri. Spesso di scarsa qualità, senza citare gli USA all’inizio secolo attualmente in Iran la gente si distilla alcool in casa, e la qualità sta il cherosene e il mastro lindo.

    • Il tuo ragionamento è sicuramente condivisibile, ma per avere senso dovrebbe essere seguito in tot. Noi viviamo in uno stato che non solo non ritiene illegale che i propri cittadini fumino sigarette, ma detiene addirittura il monopolio sulla vendita delle stesse, lucrando di fatto sulla vendita ai propri cittadini di qualcosa che ha un’alta probabilità di ucciderli o di farli ammalare gravemente. Un discorso analogo può essere applicato agli alcolici. Non nego che una dose di eroina sia più pericolosa per un individuo di (ad esempio) una sigaretta, ma il principio di fondo è il medesimo.

    • Non è l’uso dell’eroina in sé a portare alla morte, e questo deve essere ben chiaro. Si muore perché per comprare la sostanza (ovviamente dalle mafie, ovviamente a prezzo gonfiato) qualcuno si prostituisce, e magari si ammala. E a causa di quella malattia poi muore.

      Si muore perché ci si è iniettati dell’eroina troppo pura, o tagliata con troppa stricnina (che è veleno per topi, ma soprassediamo), o con troppo detersivo. O troppo gesso.

      Si muore perché si è convinti di aver comprato della cocaina e invece si sniffa eroina.

      Per lavoro somministro morfina tutti i giorni, so quanto costa. 20 milligrammi di morfina coprono dal dolore un uomo di settanta chili per una ventina d’ore, e costano attorno ai due euro e mezzo, perché le fiale da dieci milligrammi l’una costano di più rispetto a quelle da 50. 50 milligrammi di morfina in fiala, garantita sterile e senza altre schifezze dentro, costano cinque euro.
      L’eroina da strada ha una purezza che sta attorno al 15%. Quindi, se uno ne compra in strada un grammo, dà allo spacciatore trenta – quaranta euro per circa 150 milligrammi di sostanza pura. Quindi va a bucarsi nel bagno della stazione, si inietta uno schifo fatto per l’85% di stricnina, latte in polvere, paracetamolo, gesso e bicarbonato, qualcosa va storto e muore, perché è da solo, è nascosto, e nessuno può vederlo e soccorrerlo.

      In farmacia 150 milligrammi verrebbero attorno ai quindi euro.

      Pulita, sicura e certificata.

      E’ una questione di buon senso e di contenimento del danno, punto.

  2. Guarda, ti assicuro che per la madre di una ragazza eroinomane con cui parlavo alcuni giorni fa, il tuo problema, farmacia o boschetto, non si pone: quella madre mi ha detto chiaramente che spera in una conclusione del suo dramma. “In un modo o nell’altro” – ha detto. Dico questo perché il tuo post mi autorizza a individualizzare. Poi, se vogliamo parlare in generale, i costi sociali dell’eroina non mi pare possano diminuire con il pagamento del ticket. Scusami: di solito apprezzo i tuoi post, ma qui non parli di marjuana.

  3. Anche per rispondere a Stefano, se uno decide di ammazzarsi lo fa e basta, nessuno lo può impedire neanche volendo, il punto non è quello. Ora, io so bene che anche solo per alzarsi la mattina ci sono milioni di persone che buttano già farmaceutica, che l’alcol ammazza, che il tabacco ammazza ecc ecc – se è per quello ammazza anche macdonald -, ma siamo ancora entro dei limiti gestibili in qualche modo dalla ragione, dallo Stato, dalla psicologia eccetera. Con l’eroina, la coca la metanfetamina ecc siamo oltre quel limite, e equipararle alle altre sostanze che ho citato, macdonald compreso, è semplicemente superficiale. So anche che, per dire, la coca va via come il pane, dai politici a mia nonna, eppure ancora ritengo che uno Stato deve mantenere almeno quel punto fermo: non posso impedirti di ammazzarti, ma non farò il complice di questo. E’ certo una parvenza di Stato, attualmente e da un pezzo, un simulacro, su questo ne convengo, quindi si può dire senti, quantomeno la smetta di fare l’ipocrita. Bene, io questo lo reputerei un altro fallimento ancora. Siccome non sa creare le premesse affinché i propri figli, sopratutto i ragazzi, non si facciano di eroina, gliela dà direttamente lui. A voi sta bene? Distributori legali di eroina & c.? Niente da dire, nel senso che se si facesse un referendum e chi è a favore della legalizzazione dell’eroina vincesse ne prenderei atto, ma continuerei a reputarlo l’ennesimo fallimento.

    • Stiamo parlando che io mi facevo le pere, se le facevano gli amici e le amiche mie, alcuni sono morti, altri sono finiti in comunità, e tutto questo, che non è durato due mesi, lo dico perché sia chiaro che so cosa succede. Ora, una delle cose che mi salvò era il fatto che se appena decidevo di fare un’altra vita, ovvero lavorare e camparci e andare al cinema e leggere libri insomma vivere, era che se pure l’impulso di farmi era sempre molto forte, non bastava che io uscissi di casa e, come andassi in farmacia, trovassi la roba, bensì dovevo entrare in uno stato eccezionale di sbattimento, in una dimensione così totale e diversa che già quello mi frenava, mi avvisava che non stavo andando a farmi un Jack Daniel’s o al tabacchino, ma a rovinarmi conscio della totalità di quella scelta. Da vero drogato le ho poi provate tutte, coca e MD e acidi e psicofarmaci e sedativi e tutto insomma, oltre a alcol e sigarette, e seppur reputi magari la coca ben più pericolosa di quello che si crede, l’eroina era proprio prendere l’astronave per Marte e lì morirci. Marte, o un parco a Milano, è lo stesso.
      Se allora avessi potuto averla con più facilità e garanzie, l’avrei fatto punto e basta.
      Non tutti sono come me, e magari non riesco a percepire determinati cambiamenti anche di percezione nel caso della legalizzazione, lo ammetto, dico solo quello che avrei fatto io.
      Poi, il discorso Stato è un altro. Certo molta politica, sul fenomeno proibizionismo e martirio tossico eccetera ci campa, il tossico criminale è funzionale, non solo per la mafia, quella non ufficiale, intendo.

      • Difatti, con tutto il rispetto per la tua storia e i miei complimenti se sei riuscito a vincerla, mi sono solo convinto (cambiano pure idea, lo ammetto) che il proibizionismo non è “proteggere” i figli e bla bla… proprio per nulla!
        E’ semplicemente nascondere la polvere sotto il tappeto, ipocritamente. Il senso è : proprio perchè non vorrei che i miei figli si drogassero, se studi e statistiche mi dicono che la gestione attuale è fallimentare, mi rassegno a fidarmi di un’altra strada.

      • D’accordo con Jack. La tua storia personale è un conto (complimenti, tra l’altro), ma la storia insegna che il miglior modo per vincere qualcosa è l’antiproibizionismo. Quantomeno varrebbe la pena tentare, no?

        • Grazie ma… è tutto sempre molto vago, intendo le strade che prendi, perché, le scelte che fai, sei dentro un grande calderone psichico e esterno e non si capisce mai bene dove ti porterà. Comunque, a parte questo, ora è da un po’ di anni che non mi interesso più alla cosa, e ora sono andato a vedere su wikipedia come si sta comportando l’Olanda, sperando che i dati siano recenti, e mi pare facciano l’unica cosa che si possa fare: politica di riduzione del danno, ma non legalizzazione dell’eroina:

          http://it.wikipedia.org/wiki/Politica_dei_Paesi_Bassi_in_materia_di_stupefacenti

        • Se pensate che legalizzare significhi vincere il trofeo mi chiedo perchè non legalizzare la delinquenza. Alla fine se tutti diventassero criminali non ci sarebbe più spazio per nessuno. Una bellissima guerra dei poveri.

      • Massimo rispetto per Marco e la sua storia. Purtroppo, tutti questi bei discorsi sono solo teorici, partono dall’inesistente premessa che si viva in uno stato interessato al benessere dei cittadini; magari sarà così in Olanda, di certo non lo è in Italia dove siamo degli schiavi da spremere il più possibile, per cui tutto il ragionamento, compreso quello del Capriccioli, è solo un discorso sui massimi sistemi, è come parlare di cosa uno farebbe se vincesse alla lotteria, ma nella realtà non compra nemmeno il biglietto.

        • Ma non credo neanche che l’Olanda si metta il problema del benessere dei cittadini e quindi della nazione da un punto di vista morale, bensì razionale, ecco il punto sulla riduzione del danno. Nessuno Stato può essere comunque così pazzo da legalizzare l’eroina, e non resta che fare due cose, appunto riduzione del danno, affidarsi alla psicologia persino delle forze dell’ordine – e quindi investire parecchio anche in loro -, e per il resto tentare di offrire altro alla società.
          Il problema vero è che l’Italia è solo morale, e del moralismo più bieco e puzzolente, ovvero proibizionismo ipocrita, perché, ripeto, il tossico micro criminale è funzionale, serve per carriere alla Giovanardi o Muccioli, e non si fa mai un discorso serio come appunto fanno in Olanda.

          • Questa è un’analisi molto più seria di quella contenuta nell’articolo di partenza. Dovresti essere tu a scrivere su questo blog, al Capriccioli facciamo moderare i commenti.

  4. Ecco, sbaglierò, sono molto fuori moda in questo, ma perchè per proteggere i nostri figli dobbiamo trattarli da minorati e farci trattare così dallo stato?

    Per me questa protezione fa molti più danni dei pericoli! Il totale fallimento delle politiche proibizionistiche ormai è innegabile, così come la totale anacronisticità di certe discriminazioni.
    E mi sembra che troppo spesso usiamo i figli come alibi per giustificare i nostri personali “mal di pancia”, quando non troviamo motivazioni razionali a loro supporto.

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