un blog canaglia

Il posto sbagliato

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Magari sarò io che non capisco, ma a volte quello che succede mi pare letteralmente incredibile: voglio dire, prima predichiamo che lo stato laico non dovrebbe tener conto dei precetti religiosi, che la politica dovrebbe essere immune da quello che dicono le gerarchie ecclesiastiche, che quando si tratta di scrivere le leggi il papa e compagnia non dovrebbero essere neppure considerati, e poi andiamo a chiedere più tutele per l’aborto davanti a San Pietro, restituendo così alla Santa Sede, in modo pieno e incondizionato, la qualifica di interlocutore politico contro cui ci siamo scagliati fino a dieci minuti prima.
Non è la Santa Sede che deve assicurare più tutele per l’aborto, ma lo Stato. E quindi è nei confronti dello Stato, non dei vescovi, che quelle tutela debbono essere rivendicate.
Intendiamoci: nel merito le iniziative delle Femen mi sembrano molto condivisibili. Le inviterei, tuttavia, a piantarla di metterle in campo nei posti sbagliati.
Perché così sono loro stesse, a guadagnarsi la subalternità di cui si lamentano.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

1 Comment

  1. si e no. usano una banale logica retributiva: se tu chiesa ingerisci sulle nostre esistenze facendo pressione sullo stato, noi disturbiamo la sacralità dei tuoi riti. invasione di campo per invasione di campo.

    questo ha un senso soprattutto se lo stato è evidentemente troppo permeabile alle pressioni della chiesa, vuoi perché ci va a braccetto vuoi perché la chiesa condiziona molte persone e quindi porta voti, vuoi per il potere economico in se dell’istituzione chiesa.

    è come quando trovo un’auto sulla pista ciclabile: è impossibile trovare un vigile che la multi o addirittura la faccia rimuovere, e allora restituisco lo sgarbo alzando i tergicristalli.

    certo, questo significa riconoscere la chiesa come interlocutore. ma indirizzare le proteste contro rappresentanti dello stato (come peraltro le femen fanno) significa riconoscere lo stato, e per quanto mi riguarda sono amici immaginari che stanno sullo stesso piano.

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