un blog canaglia

marshall

Il piano Marshall

in politica by

Quello di Grillo è il tipico caso in cui scoccia aver avuto ragione. Scoccia perché il tizio sta facendo brutte cose, e ancor più brutte appaiono perché ha avuto l’occasione di fare tutt’altro. Ma come il coraggio (di cui Grillo non difetta), non ci si può dare neanche altre virtù, e al “megafono” del M5S molte gliene mancano.

Quasi dieci anni fa mi capitò (all’epoca non c’era ancora da vergognarsene) di lasciare qualche commento sul suo blog. Commenti ovviamente critici e che mi fecero precipitare immediatamente nel girone dei bannati. Raccontai l’esperienza sul mio blog e su un paio di giornali (ricordate quei cosi di carta?), ma ne ricavai solo severi strali da parte dei tanti che pur di spalleggiare qualcuno che parlasse male di Berlusconi era disposto a negare qualsiasi nefandezza condotta ad altre latitudini.
Un fenomeno che del resto descrive la cifra della sinistra italiana, che poi da Grillo si è fatta rovinare nelle fondamenta, giacché – si è visto – a Renzi e bastato solo spingere. Una rovina alla quale evidentemente non corrisponde chissà quale grave perdita.

Il potere, la fama e il successo, diceva Massimo Troisi, sono una cassa amplificatrice che fa ascoltare meglio chi eri prima di diventare potente o famoso. “Se eri imbecille, diventi imbecillissimo; se eri umano, diventi umanissimo”. Ed ecco, Grillo di successo – in forma di potere e fama – ne ha avuto molto, e prima di averne era uno che bannava la gente dal suo blog perché lasciavano critiche nei commenti, come un Luttazzi qualsiasi.
Ora – passato attraverso l’amplificatore – è così come lo vedete: espelle gli iscritti pentastellati, non risponde alle domande, e nomina colonnelli fingendo processi democratici. Che poi il risultato dell’amplificazione lo abbia indotto a scegliere per se stesso la definizione del megafono è solo una beffa del caso. Ed il caso sa essere un’adorabile canaglia.

Per ora c’è poco da fare, dobbiamo aspettare che le casse dalle quali Grillo esplode la sua cialtroneria si sfascino da sole (e sono sulla buona strada).
Intanto noi possiamo mettere a frutto la lezione di Troisi e difenderci dai prossimi imbonitori che si faranno avanti sulla scena pubblica. Valutandoli, immaginiamo di proiettarne la natura a valle di una potente amplificazione valvolare, così scopriremo come sarebbero da potenti e famosi. Potrebbe essere una buona strategia per evitare le prossime buche sulla strada che ci attende. Se vi piace, possiamo chiamarlo “Piano Marshall”.

6 Comments

  1. “Difenderci dai prossimi imbonitori che si faranno avanti sulla scena pubblica”?

    Non le basta quello che c’è già, sulla scena pubblica?

    Quello che con Berlusconi e con Verdini sta distruggendo il Parlamento, sta distruggendo la Costituzione, sta distruggendo il Paese?

    Quello che ha fondato il Partito Unico Della Nazione tutto “onore e disciplina”?
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/cos-parl-duce-pardon-matteo-1071175.html

    S’intende che noi non possiamo permetterci un duce, tutt’al più un ducetto.
    Non le basta?

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

Go to Top