un blog canaglia

Il PD non esiste

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Prima o poi succede a ciascuno di noi, di dover scegliere: essere qualcosa, oppure non essere alcunché e trovare una ragione di esistere solo in relazione a qualcun altro; di tal che, quando quell’altro scompare, finiamo per scomparire anche noi e ci ritroviamo a chiederci chi siamo senza riuscire a risponderci.

Si tratta, credo, di percezioni che in un modo o nell’altro abbiamo sperimentato più o meno tutti: quante ne avete conosciute, voi, di persone che non erano niente se non la sorella di Tizio, il figlio di Caio, il fidanzato di Sempronia? E che quando Tizio, Caio o Sempronia sono andati a studiare all’estero, hanno cambiato giro di amicizie o si sono trasferiti in un’altra città sono evaporati con loro, da un giorno all’altro, senza lasciare una traccia sia pure labile nella memoria di chi li aveva conosciuti?

Il bello -o il brutto, fate voi- è che il meccanismo non riguarda soltanto i rapporti d’amore o di amicizia tra le persone, ma continua a funzionare alla perfezione -e spesso perfino meglio- anche in altri àmbiti: tipo quello politico, tanto per fare un esempio.

Prendete quelli del PD. Ci hanno raccontato per anni di essere meglio -o meno peggio- di Berlusconi, invitandoci a votarli esclusivamente per questo motivo e perciò parametrando su di lui qualsiasi percezione di se stessi: senza dirci mai, una sola volta, come la pensassero su un un elenco di temi che a scriverlo su un foglio di carta occuperebbe l’intera superficie del paese; cioè senza dirci mai, una sola volta, chi cazzo fossero.

Ora che Berlusconi è uscito di scena, appare evidente a tutti che il PD non è niente: anzi, per dirla meglio che non esiste proprio, nella misura in cui l’unico elemento di realtà che era lecito riconoscergli consisteva nella contrapposizione a un avversario che non c’è più.

Non a caso, oggi, il PD paventa la possibilità di allearsi con i cattolici: perché quando non si è niente l’unico modo per affermare la propria esistenza è trovare qualcun altro che la certifichi con la sua, fungendo da elemento di contrasto che possa rendere in qualche modo visibile la propria totale trasparenza.

Occupa delle posizioni, il PD, ma in realtà non c’è. E la conferma di questo non esserci è l’evidenza del fatto che quelle posizioni si assottigliano inesorabilmente anche quando quelle degli altri si riducono, fino a lasciare ogni volta uno spazio vuoto sufficientemente ampio da permettere a qualcun altro di infilarcisi dentro.

Ieri migliori di Berlusconi, oggi quasi alleati dell’UDC, domani meno peggio di Grillo. E’ un destino infame, quello di chi non sa decidersi, una buona volta, a essere qualcosa.

Il destino infame, cinico e baro di chi non esiste.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

11 Comments

  1. “il PD paventa la possibilità di allearsi con i cattolici”

    “paventare” è un verbo poco usato che in italiano significa “temere”, senza altre accezioni, ma da un po’ di tempo sembra diventato di moda: lo usano tutti, il più delle volte attribuendogli significati fantasiosi che quindi stento un po’ a comprendere.
    Per esempio, qui, posto che il significato corretto avrebbe poco senso, “paventa” sta per?

    • ecco, la grammatica!figuriamoci , il solito intellettualoide …del PD
      Il senso del post è un altro ! il PD è solo acido che corrode …sta bene solo all’opposizione

  2. Ho controllato sul dizionario, ed in effetti è come dici tu. Io, evidentemente in modo improprio, l’ho utilizzato nel senso di prospettare, comunicare all’esterno che si sta pensando di fare qualcosa. Grazie,non si finisce mai di imparare.

  3. Perfetto. Giustissimo. Hanno perso vent’anni a cercare l’alleanza tra Comunisti e Democristiani, senza accorgersi che quelle due razze erano praticamente estinte fuori dal Parlamento.

  4. Esatto! Proprio vero!

    Stavo per scrivere “Vangelo!” “Sacrosanto!”
    Ma poi mi sarebbe parso un segno di indelicatezza espressiva nei confronti di Pierferdy, il nuovo s-pavent-evole amante di Piergigy.
    Basta quella del PD come bestemmia politica.
    Ah, magari Bersani e il suo entourage non sanno chi sono, ma dove vogliono andare lo sanno benissimo: a limonare in cabina elettorale.
    Moriremo sempre democristiani, perché votiamo sempre da democristiani.
    I simboli cambiano, la mentalità permane.

  5. Bersani è figlio della buona amministrazione e della gestione degli enti locali della zona italiana dove si vive meglio, in termini non solo di benessere economico, ma anche civiltà, efficienza del settore pubblico. Le esperienze locali di quelle zone sono state sempre all’avanguardia e di esempio rispetto al resto di Italia, per esempio, asili nido, raccolta rifiuti, sanità, le amministrazioni locali da quelle parti sono arrivate prima rispetto a gran parte di Italia, o sono arrivate dove il resto del paese non è ancora arrivato.
    La buona e pragmatica amministrazione, quindi, è pienamente nella consapevolezza del Segretario del Pd, insomma, lui sa di cosa si parla, se si parla di “governare”.
    Bersani figlio anche dei distretti industriali, quelli che abbiamo visto danneggiati del terremoto, tra le zone nel mondo a più alta produttività del lavoro ed efficienza, paesini che hanno portato alto l’onore dell’Italia nel mondo.
    Quando Bersani ha vinto il congresso, ha preso il Partito in mano e, con le sue metafore ( “una bicicletta se non cammina non sta nemmeno in piedi”, “ora abbiamo il Pd e dobbiamo metterci qualcosa dentro, altrimenti è come un sacco di patate vuoto” ), ci ha “messo dentro qualche contenuto”. Questo contenuto è IL LAVORO. Chi usa frequentare i dibattiti, via giornale, tv, web, del Pd, vede come il Lavoro è al centro del’ideologia del Pd.
    Poi c’è molto altro, direi tutto:
    “all’incrocio tra questione democratica e questione sociale c’è lo sviluppo del paese”, Bersani, questa una delle frasi più belle che abbia mai sentito;
    chi, durante il saccheggio della più pericolosa banda di delinquenti che l’Italia abbia conosciuto dopo Mussolini, ha tenuto assieme il paese, è stato il Pd, e penso che l’Italia per questo debba molto al Pd;
    direi anche che, se durante le necessarie e giuste mazzate del Governo Monti, non è volato un sasso, le pensioni sono passate con tre ore di sciopero, un pò di merito è di chi si è preso il carico di tenere buona la gente, essendo in una situazione di rappresentare una buona fetta della popolazione italiana ( merito, questo, condiviso, con la CGIL, anche con Grillo direi, Di Pietro ).
    Ma torniamo a “Il Lavoro”. Bersani viene eletto e si reca immediatamente a Pistoia, distretto industriale pieno di problemi, oramai più cinese che italiano, entra in una fabbrica, sale su uno sgabello e parla. Quelli del Pd sanno cosa è una fabbrica. Siamo onesti, esistono altri partiti dove le persone hanno una uguale confidenza con le fabbriche, le questioni del lavoro, come mediamente le persone del Pd ? E quindi il lavoro, il lavoro, il lavoro, nel Pd questa parola la senti ripetere fino all’ossessione.
    Si consideri, poi, che appare da ogni lato riconosciuto che, l’unico Governo che ha fatto quelle liberalizzazioni che sono state fatte, è stato il Governo Prodi con Bersani: stiamo parlando di gente che sa cosa vuol dire un settore industriale, e quindi una politica industriale per un settore industriale.
    Quindi, lavoro, lavoro lavoro … ma perchè ? Solo perchè Bersani viene dall’Emilia ? solo perchè sono storicamente il partito delle fabbriche e dei sindacati ?
    C’è qualcosa di più, che, in effetti, è molto di più.
    Ho ricevuto per più di un anno la rivista ( bimestrale se non erro ) ItalianiEuropei ( D’Alema ): molto interessante con contributi nazionali e internazionali di spessore, per temi. Erano qui ricorrenti analisi sulle politiche neoliberiste di Reagan e Thatcher. Il TINA ( There is no Alternative ) della Lady di ferro, secondo gli ideologi di riferimento del Pd, è stata una idea a somma algebrica negative sul benessere medio dei cittadini; l’idea che de-regolarizzi e lasci ingenti capitali senza controlli, detassandoli praticamente, ai più forti, confidando che poi le briciole arriveranno in basso, sopprimendo quindi lo stato sociale, dal Pd è sempre stata criticata e posta come origine, dagli anni ’80 in US e UK, ai problemi attuali.
    Ma c’è di più: sentivo Fassina l’altro giorno, dire che l’analisi del Pd parte da dati che indicano come, proprio a partire dagli anni di Reagan e Thatcher, c’è stata una svalutazione del costo della risorsa “lavoro”, se vogliamo in termini reali. Il punto è questo: se fino agli anni ’80, in US, potevi permetterti una assicurazione sanitaria, una casa, e fare studiare un figlio, con gli stipendi di marito e moglie, dopo le stesse cose, le famiglie americane hanno continuato a potersele permettere, ma con le carte di credito, il lavoro ha perso valore. Da qui il valore aggiunto di un prodotto/servizio costruito ha cessato di corrispondere al reddito che avrebbe dovuto remunerare questo valore aggiunto. Lavori e, pur lavorando, sei povero da una lato e, dall’altro lato, c’è un mercato del denaro completamente impazzito. Lo vediamo dallo spread dei titoli italiani e tedeschi, che dovrebbero misurare un GAP di affidabilità tra i due paesi ma indicano un numero a caso, che non ha legame con lo stato delle due economie dei due paesi; lo vediamo dal fatto che i derivati dovrebbero essere uno strumento di tutela da un investimento ma sono diventati uno strumento a vita propria; lo vediamo nel conflitto di interessi delle agenzie di Rating; lo vediamo soprattutto dallo scollamento totale tra valore reale di una società e valore di borsa della stessa; il totale di ciò è nello slogan che continua a fare il giro del mondo, che il PIL dei prodotti finanziari sarebbe circa 7 /8 volte il PIl reale nel mondo.
    Ecco perchè “il lavoro”, non solo perchè Bersani è emiliano e perchè comunque il lavoro è la base della vita, Art 1 della Costituzione Italiana, c’è qualcosa di più profondo, ed è anche l’analisi di cui sopra. Quindi produttività, politiche industriali, anche invesitmenti pubblici, per tornare ad una situazione in cui le famiglie possano disporre di denari non prestati ( perchè i fatti hanno dimostrato che quello è denaro infetto ), ma denaro come ricompensa del loro lavoro.

    Se frequenti il Pd senti anche questi discorsi.

    E il Pd non esiste ? Il problema della politica italiana è semmai un altro, che non esiste altro partito fuori dal Pd.

    • Non nominare il nome del PD invano. Onora Bersani e Bindi. Ricordati di santificare il 14 ottobre. Non ammazzare. Non frociare. Non rubare (AHAHAHAHAHAH). Non dire falsa testimonianza (AHAHAHAHA). Non desiderare i parlamentari d’altri. Non desiderare i voti d’altri.

  6. Sintesi magistrale , quella di Capriccioli. Avverso la quale non rilevano i ricordi sulle magnifiche sorti e progressive dell’Emilia. Non senza ammirare il coraggioso Patavino , per avere letto la gazzetta dalemiana , a me , sodomita , interessa che il maggiore partito della sini, stra apra alle nozze , prima di una vecchiezza che tutto confonda , anche a me , come non sulla Luna , ma tra Iberi , Lusitani” normanni e Batavi si e’ statuito. Chi se ne frega del piatto ricco se non ho liberta’ che per togliattesco calcolo il pd mi nega . Certo quanto Methyl opinava ha trovato puntuale riscontro nei fatti recenti . Essere il nulla e ‘ pericoloso. Da Casini non mi aspetterei la castrazione chimica – una lieve pena detentiva e il confino si’- vietandolo il cattolicesimo stesso , dal pd , purche’ gli convenga , si’.

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