un blog canaglia

Il pauperismo degli indignati

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So già cosa mi risponderete: se la famiglia di Monti ha fatto le ferie in una spiaggia qualunque con ombrellone in quarta fila, tant’è.

Però, abbiate pazienza, ‘sto tono di santificazione della sobrietà, di esaltazione della modestia, di equiparazione del pauperismo alla serietà e alla responsabilità non lo sopporto proprio più: perché si tratta dell’altra faccia di una medaglia che di questi tempi è sin troppo in voga e che si risolve spesso e volentieri nella pregiudiziale avversione verso l’agio in quanto tale.

Vale a dire: se la famiglia di Monti avesse trascorso le vacanze alle Bahamas io non ci avrei trovato niente da dire; mentre probabilmente qualcuno si sarebbe immediatamente indignato -dio, quanto mi ha stancato ‘sto verbo- adducendo le solite pippe sull’opportunità e sulla necessità di dare l’esempio.

Così le vacanze “normali” della famiglia Monti diventano una notizia, esattamente come qualche mese fa lo diventarono, in senso negativo, le ferie più lussuose di altri politici in località esotiche: allora scrissi che del tenore di quelle vacanze non me ne fregava granché, essendo altre -e ben più importanti- le critiche che quei politici meritavano.

Oggi, sia pure di fronte alla situazione apparentemente opposta, non posso che ripetermi: ciascuno è libero di farsi l’opinione di Monti che preferisce, ma sarebbe ragionevole che quell’opinione si basasse sulle sue iniziative politiche.

Glorificarlo perché ha l’ombrellone in quarta fila -e magari pure la maglietta della salute, le bibite portate da casa e un panino con la frittata nello zaino- mi pare una gran fregnaccia.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

6 Comments

  1. e invece è importante come fenomeno questa “indignazione”, dovremo cercare di capire che cosa è successo. Per me è sintomo di un “odio di classe” che esiste e persiste in forme nuove a dispetto di quanto credono i liberal. Ed è un modo pericoloso.

  2. D’accordo col Capriccioli. Fanculo la sobrietà! Io ieri mi sono comprato un paio di Tod’s e di Clark nel giro di 15 minuti,senza sensi di colpa e alla faccia degli ipocriti pidocchiosi.

  3. Essendo un piccolo mondo poggiato in un universo ove imperano le leggi della termodinamica, bisogna considerare che ogni agio consumato da un uomo è un pezzo di sopravvivenza sottratto ad un altro. Un po’ come i carnivori che pensano di guadagnarsi onestamente la bistecca. Alla luce della fisica, è più chiara la necessità di indignarsi per l’agio che sconfina nel lusso? Ovviamente non va santificato Monti, perché usa la morigeratezza in funzione populistica.

  4. La cosa mi ricorda lo spassosissimo cartone Disney “Le follie dell’imperatore”.
    Izma, consigliere zelante dell’imperatore, siede sul trono cercando di accogliere le istanze del popolo oppresso. Distratta dalla troppa considerazione di se stessa si rivolge seccata al contadino chiedendo: “Sì va bene, ma cosa hai detto che vi manca?” e lui: “Il pane…” a quel punto lei risolutiva: “potevi pensarci prima di diventare un pezzente!”.

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