un blog canaglia

Il partito del mostro di Firenze

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Fatemi capire: se per ipotesi il mostro di Firenze avesse “aderito” (questa è la parola usata nell’articolo, e questo risulta dalla Biografia di Breivik) al PCI, o alla DC, o ai Repubblicani, ciò avrebbe autorizzato i giornali a scrivere un titolo con su scritto che in Italia c’era stato un “voto shock” perché “il partito DEL mostro di Firenze” andava al governo?
Voglio dire: il fatto che in un partito militi attivamente un terrorista trasforma automaticamente quel partito in una massa di analoghi terroristi, o peggio in un “humus” nel quale i terroristi crescono, prosperano e si determinano a compiere le proprie gesta?
Perché è questo che quel titolo, al di là della forma che a regola di bazzica potrebbe anche essere reputata ineccepibile, suggerisce. E’ questo che evoca, specie per quelli (e sono tanti) che danno una scorsa veloce e non leggono l’articolo: in Norvegia val al governo il partito DI un pazzo assassino. Il quale, tra l’altro, osserva dalla sua cella con un “ghigno”. Va da sé che la cosa, tanto per cambiare, è uno “shock”.
Dite la verità: se foste uno del Partito del Progresso norvegese, che come tanti altri porta avanti le sue idee (condivisibili o no) senza avere mai saputo neanche com’è fatta una pistola, non avreste qualcosina da ridire?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

3 Comments

  1. Stesso pensiero che ho avuto leggendo quel titolo stamattina. Se il futuro dell’informazione è online, e questi sono i titoli e i titolisti che dobbiamo aspettarci, ridatemi la carta.

  2. La stessa percezione che ho provato anch’io: un pò come dire a questo punto che Enrico Berlinguer era un brigadista , se tanto mi dà tanto. Breivik non era nemmeno un militante attivo o, magari, un consigliere provinciale (non che questo cambi d’una virgola il senso della discussione), quindi l’articolo è francamente fuorviante o “dispregiativo” quando sottolinea l’adesione di Breivik a tale movimento (che per le idee che propugna può essere criticabile o meno, ma non in modo così grossolano).
    Basandoci su questa logica, Immaginatevi i nostri programmi televisivi d’approfondimento politico se, ogni qualvolta entrasse in studio un leghista, lo apostrofassero con un “Ecco a voi un esponente del partito di Belsito”, sottolineandone così l’attitudine alla truffa (ugual discorso coi vari Lusi per la defunta Margherita, o Penati per il PD, al netto dei processi in corso per tutti e tre).

  3. Intanto questo non mi sembra tanto un “terrorista” (se questo è terrorismo allora gli Usa come li definiamo?) quanto più un pazzo.
    Inoltre, è vero, poteva aderire al pci, ai repubblicani, eccetera, e questo non sposterebbe il ragionamento di una virgola, però ha scelto di aderire al partito del progresso, qualcosa vorrà pur dire. Non che siano tutti matti come lui, certo, ma questo mi sembra ovvio e banale, anche se concordo sul fatto che che ricordare l’ovvio non fa mai male.

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