un blog canaglia

Il paese dei tamponi

in politica by

In chimica una “soluzione tampone” serve per stabilizzare il pH su un valore desiderato attraverso l’aggiunta moderata di acidi o basi. Si tratta di un’operazione largamente impiegata nella chimica analitica, che serve ad opporsi alla variazione di quel valore, a renderlo cioè stabile nel tempo. L’efficacia, o meglio la capacità di opporsi alla variazione di pH, si misura con il cosiddetto “potere tamponante” (o capacità tampone).

In gergo si parla invece di “tampone” per descrivere una soluzione provvisoria e trovata con mezzi di fortuna, un rimedio che deve risolvere una situazione di emergenza: si può quindi mettere un tampone in un buco di una botte di vino; si può tamponare la falla di una canoa etc.

In politichese si parla spesso di “provvedimento – o decreto – tampone” per definire una misura necessaria per frenare una crisi di vario genere: da quelle occupazionali a quelle finanziarie, fino a quelle più strettamente sociali.

In questi giorni, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha presentato il suo piano per far fronte alla grave situazione delle carceri italiane, situazione per cui il nostro paese è stato condannato a più riprese dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo, sia in termini politici che in termini economici (l’Italia è stata infatti condannata a pagare a diversi detenuti un risarcimento per danni morali). Giusto per dare un’idea: le persone risarcite avevano a disposizione meno di tre metri quadri a testa; non molto di più di quanto ha a disposizione un maiale in un allevamento intensivo.

Ebbene, il ministro sostiene che sabato il Cdm approverà nientepopodimenoche un “decreto tampone”, che dovrebbe alleggerire la pressione sulle carceri attraverso misure quali la detenzione domiciliare per coloro che devono scontare pene fino a sei anni (il giudice deciderà a seconda della gravità del reato) e l’assegnazione dei detenuti – soprattutto tossicodipendenti – ad attività in favore della collettività.

Voi direte: bene, sembrano misure efficaci. Manco per niente. A quanto pare, il provvedimento riguarderà tra i 3mila e i 4mila detenuti su un totale di circa 66mila (la capienza delle carceri italiane è di 40mila posti letto reali), quindi non risolverà neanche temporaneamente il problema del sovraffollamento, al massimo lo ridurrà leggermente. Inoltre, siamo sicuri che le forze di polizia giudiziaria siano realmente nelle condizioni numeriche, pratiche, di occuparsi di altri 3-4mila detenuti agli arresti domiciliari piovuti improvvisamente dal cielo? Io qualche dubbio ce l’ho.

Voi direte: ma sei un criticone, cos’altro vorresti? Cosa vorrei? L’abrogazione della Bossi-Fini (che ha introdotto il reato di clandestinità) e della Fini-Giovanardi (che riempie le carceri di tossicodipendenti e detentori di droghe leggere). Ecco cosa vorrei. E poi vorrei che si smettesse una buona volta di parlare di “decreti tampone” nell’accezione più diffusa e si cominciasse, col pur complicato linguaggio dei chimici, a discutere di “capacità tampone”. Che ci si decidesse insomma di risolverli davvero i problemi, di stabilizzargli il pH, senza fare melina.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

La festa spenta

Oggi è il 25 aprile. Come sempre, ci sono manifestazioni e cortei
Go to Top