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Il nemico del mio nemico

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Vi dimostro quanto Lui sia entrato nelle vostre menti. Anzi, vi dimostro quanto Lui sia diventato le vostre menti e che, in verità, è Lui a parlare quando gli inveite contro. Vi dimostro che, quando al bar, mentre bevete il caffè, il vostro barista ammicca dicendo “A Mario, hai sentito che ha detto oggi?”, il vostro barista è proprio Lui. Come ve lo dimostro? Se avete capito di chi sto parlando, l’ho già fatto.

Dunque, posto che – almeno in senso psicologico-esistenziale – voi siete Lui e Lui è voi, e posto che, ciononostante, non avete altri nemici all’infuori di Lui e di chi lo supporta (o lo accompagna o lo sfiora o gli offre un fazzoletto), come spiegare antropologicamente l’improvvisa rivalutazione dei “diversamente berlusconiani” Quagliariello, Cicchitto e Giovanardi, se non attraverso il paradosso che la rende possibile? E quando parlo di paradosso mi riferisco all’evidente contrasto tra ciò che avete sempre detto e ciò che hanno sempre detto loro. Quello spazio cioè in cui vi siete collocati ed affermati negli ultimi vent’anni. Non è una questione filosofica, è una questione politica. Perché – cosa non proprio irrilevante – questi presunti dissidenti, dissidenti non lo sono mica per davvero (qui Fabio Chiusi lo spiega piuttosto chiaramente). E allora come motivare i sorrisi, l’entusiasmo che ha suscitato Cicchitto che definisce Il Giornale “un foglio umoristico”? E le simpatie subitanee (ma temporanee, c’è da giurarci) per il sempre antipatico Alfano?

C’è un antico proverbio arabo che dice: “Il nemico del mio nemico è mio amico”. Secondo questa logica, da voi frequentemente praticata in questi due decenni, coloro che si posizionano contro di Lui sono vostri amici (il “Che fai, mi cacci?” di Gianfranco Fini e la temporanea idolatria che ne è seguita vi ricorda niente?E non è un caso che si tenda a fare di tutta l’erba un fascio, che si tenda a rievocarla proprio oggi quella vicenda). Epperò vi sia ben chiaro che se voi, come ho cercato di dimostrare, siete Lui, coloro che si posizionano contro di Lui sono in un certo senso contro di voi. Dunque, sempre secondo questa logica, la vostra coerenza oppositiva vi conduce direttamente  ad essere non soltanto strumentalmente amici dei vostri nemici ma pure nemici di voi stessi.

Dicevo: il paradosso. Quanto contano i contenuti quando si vuole abbattere qualcuno o qualcosa? Poco o niente. I contenuti contano quando si vuole battere qualcuno sul piano culturale (e per batterlo occorre sfidarlo). La smania di abbattere che abbatte i contenuti, in sostanza. O meglio: che li rende riempitivo di quel paradosso, utile polistirolo politico: nessuno scontro è così veramente possibile.

E quindi l’amicizia col vostro nemico è possibile, non essendo possibile alcuno scontro. Del resto, l’unica cosa importante è l’esistenza posizionata contro. E chiunque si posizioni contro, che sia amico o nemico contenutisticamente parlando, è con voi. Ma se voi siete Lui e Lui è voi e Giovanardi, Quagliariello e Cicchitto sono sempre stati Lui, voi siete loro e loro sono voi. Ogni distacco è dunque pura, bella, teatrale politica finzione.

E fiction è pure tutto il resto: i titoli dei giornali che leggete per riconoscervi, le trasmissioni televisive che seguite per inveirgli (inveirvi) contro, persino gli  eventi, quelli veri e tecnicamente rilevanti sono fiction per voi: parlare di sconfitta “politica” per la fiducia resa in extremis al Governo Letta è per voi finzione. Lo è perché nessuna capitolazione è possibile nell’istinto di conservazione, nell’identificazione, sia pure inconsciamente genuina, col nemico. Chi vorrebbe vedersi capitolare?

Ci avete rotto i coglioni vent’anni con la vostra diversità antropologica. Avete rotto i coglioni vent’anni a quelli che i Giovanardi, i Quagliariello e i Cicchitto hanno provato a combatterli con le idee perché non si collocavano in quello spazio dei paradossi che è l’antiberlusconismo militante, quello spazio che si piace e si basta e si riproduce – vi siete indignati quando hanno gridato “Eluana non è morta, è stata ammazzata”? E cosa concretamente avete fatto, quante manifestazioni o tentativi referendari, per abrogare la Fini-Giovanardi?

Ci avete rotto i coglioni prima coi popoli viola, i dipietrismi, Travaglio, Santoro e Vauro, poi coi grillismi e i senonoraquandismi. Ma la verità è che siete sempre stati tanti piccoli, grandi Silvio Berlusconi. La verità è che siete sempre stati amici del vostro nemico. E già non vedete l’ora di celebrarne un altro.

4 Comments

  1. Da anni ormai mi pare di vivere dentro “1984” di Orwell, ma da ieri la cosa è diventata palese e lapalissiana a tutti gli effetti.

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