un blog canaglia

Il mio paese e altri animali

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Da quando l’antropomorfo vicepresidente del senato Calderoli ha detto che il ministro Kyenge gli ricorda un orango, è tutto un sperticarsi, da parte di alcuni, a trovare similitudini tra animali e persone. Il tutto per provare che no, non c’è nulla di razzista nell’accostare una persona di colore a un primate. Questo simpatico gioco degli animali mi pare sia particolarmente in voga tra quelli che vogliono fare i politicamente scorretti a prescindere, che pensano che si possa dire qualsiasi cosa senza doverne rendere conto, che tutto vale. E poi anche da quelli che usano ancora la parola negro perché quando erano giovani loro si usava e in fondo in fondo un ministo originario del Congo proprio non lo mandano giù. E allora dai a confessare di assomigliare a cavalli, maiali, giraffe, topi e via discorrendo. Quello che sfugge a questi zoologi da strapazzo è una cosa semplice semplice: chiamare una persona di colore orango non è offensivo di per sé, ma lo è in quanto l’accostamento è usato da sempre per sottointendere che le persone di colore sono meno intelligenti, inferiori. Non è diverso dal dare della vacca a una donna: mica le vacche sono brutti animali, peccato che l’accostamento sia usato da sempre per offendere. Se un accostamento è offensivo, quando lo si usa ci si accolla tutte le implicazioni che esso porta con sé, senza nascondersi dietro un gioco degli animali che pure all’asilo farebbe finire in punizione.

 

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

6 Comments

  1. io sono uno di quelli che quando ero giovane io; e in fondo in fondo un bel niente, mia cara.
    …magari è la volta buona che qualcuno che ha tempo riesce a spiegarmi perché “negro” è una parola razzista…?
    in italiano, intendo. posso imparare un sacco di cose dall’ispettore tibbs, ma la lingua italiana credo di no.

    (posso dire cos’ho io contro kienge ministro? è raccomandata dalla sua chiesa. qualcuno vuole leggermi nel pensiero e rispondere che in realtà non mi piace perché è negra? beh, si sbaglia.)

  2. io sono uno di quelli che quando ero giovane io; e in fondo in fondo un bel niente, mia cara.
    …magari è la volta buona che qualcuno che ha tempo riesce a spiegarmi perché “negro” è una parola razzista…?
    in italiano, intendo. posso imparare un sacco di cose dall’ispettore tibbs, ma la lingua italiana credo di no.

    (posso dire cos’ho io contro kienge ministro? è raccomandata dalla sua chiesa. qualcuno vuole leggermi nel pensiero e rispondere che in realtà non mi piace perché è negra? beh, si sbaglia.)

    • già. ti spiace? degli altri però posso dirlo anche rudemente, da carfagna a lette passando – perché no – per bonino. solo con kienge devo stare attento, perché… perché?

  3. Veramente io sul ministro Kyenge sento di tutto, spesso sono cose irrilevanti rispetto alle sue qualita’ politiche. Se e’ cosi’ criticabile per quelle, non si capisce perche’ il colore della sua pelle catturi cosi’ tanta attenzione.

    Per la parola negro vale il discorso sull’orango, la vacca, ecc. Se uno lo usa facendo finta di non sapere che ha connotazioni offensive, poi non si puo’ lamentare se viene definito razzista.

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