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Il mio complottismo e’ piu’ chic del tuo

in giornalismo by

Notevole pezzo di Michele Serra, su laRepubblica di oggi. Scrive:

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Ora. Il problema del complottismo, tipicamente, è nel pensare una serie di azioni, che per loro natura sono il riflesso di interessi contrapposti, come  invece il risultato di un disegno coerente, sul quale accordo vi è il più totale segreto – ne segue che i mezzi di stampa devono far parte del complotto senza eccezioni, perché di questo accordo alla fine mancano sempre le prove.

Non c’è bisogno di un Nobel per l’economia per capire che “la Borsa” e “i mercati”, se esistono, esistono proprio perché vi operano individui che possiedono valutazioni, informazioni, strategie ed interessi opposti. Dai loro scambi (nel caso dei mercati finanziari si scambiano rischi, scadenze, e cose del genere), ciascuno vantaggioso per entrambe le parti, si crea della ricchezza. Questo vale per gli scambi in generale: generano ricchezza che, cumulata attraverso le generazioni, permette a Michele Serra di scrivere le cose che scrive su un iPad dalla poltrona della sua casa dei Parioli, aspettando che uno stagista malpagato impagini e sistemi la punteggiatura, e che un altro imposti l’immagine da condividere sui social. Questi scambi avvengono proprio per l’eterogeneità degli individui, delle loro preferenze, dei loro interessi, delle loro storie e anche delle informazioni di cui dispongono.

Nell’articolo di oggi, invece, Michele Serra ci spiega – senza timore di smentita, con l’aria di chi la sa lunga – che mercati e borse non sono luoghi ove diversi individui e istituzioni scambiano. No: sono entità compatte e coerenti che agiscono all’unisono, nel caso specifico per arrestare le Sorti Magnifiche e Progressive promesse dall’avanzata della sinistra in Grecia.

Ma è bene tenersi alla larga da certa dietrologia facilona. Ovviamente.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

51 Comments

  1. Non mi pare si tratti di complottismo quello di Serra, ma di un riferimento abbastanza evidente alle dipendenze sempre più intrecciate tra politica, impresa e finanza, e alle manipolazioni che è possibile fare agendo su cerchie ristrette ma ben organizzate di speculatori, in modo da alterare i mercati finanziari e fare pressione sull’agenda politica.
    E’ chiaro che i mercati siano liberi e che l’economia segua le sue leggi, ma è altrettanto chiaro che una serie ben coordinata di transazioni finanziarie, vendita di titoli di stato e valutazioni di agenzie di rating, riesca ad innescare dinamiche non trascurabili, a livello economico e quindi politico.
    Non per niente, impennate improvvise dello spread hanno agevolato sia alcuni avvicendamenti politici qui in sud Europa, sia soprattutto l’imposizione dell’austerity.
    Più che di complottismo chic, si parla più verosimilmente di attori reali come Troika & friends, o no?
    Dubbio a latere: perchè Serra ti fa rosicare così tanto?

    • Quindi tu appartieni a quella schiera di fenomeni che si sono bevuti la favola di Berlusconi per cui lui sarebbe stato disarcionato per colpa di qualche oscuro complotto, ordito a seconda dell’occorrenza dalla culona, dalla Troika, dalla Deutsche Bank, dall’IMF, dai Poteri Forti?

      • Appartengo a quella schiera che osserva come sono state indirizzate sotto ricatto le politiche economiche di Portogallo, Spagna, Irlanda, Grecia e Italia. Non complotti, ma fatti. E non sono affatto simpatizzante di Berlusconi.

        • E chissa’ perche’ solo sulle politiche economiche di questi paesi c’e’ stato da ridire, a livello internazionale. Che poi, quale sarebbe stato il ricatto?

          • ricatto: vi siete ammazzati di debiti e ora state fallendo? non vi aiutiamo se non a X condizioni.. immagino che avremmo dovuto aiutarli incondizionatamente e fallire dietro di loro..

          • Scusa sai, non ero in copia nella mail con l’allegato “ricatti.doc”, ma aspetta forse è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale… Lascio cadere, non voglio seguirti nel tuo plurium interrogatio. Ci risentiamo qui a fine marzo.

  2. Cioè sono gli scambi in borsa a generare ricchezza?
    Cazzo abbiamo inventato il moto perpetuo! Bastava così poco… se tu dai una cosa a me, io poi do una cosa a te.
    Se poi però le cose finiscono o sono poche?
    Ma che problema c’è? Scambiamo numeri no?! Basta credere che dietro quei numeri ci sia qualcosa.
    Ma allora siamo tutti ricchissimi!!! Il vero complotto è farci credere che ci sia la crisi, porca miseria. Adesso ho capito!
    Grazie Mazzone.

  3. il punto del’ articolo di Serra mi pare tutto diverso. Ma è più chic fare un ‘ intemerata roboante che ragionare sui concetti. Tra l’ altro, che cosa cambia se Serra scrive da una poltrona dei Parioli anziché da una panchina di Ostia Lido ? Forse è’ una sottile citazione di McLuhan (il mezzo e’ il messaggio) o semplicemente il vecchio armamentario populista per cui se non vivi nell’ indigenza più nera non puoi parlare di giustizia sociale ? Che rosicone !

  4. E te da dove l’hai scritto l’articolo? Adesso c’è lo dici così che si possa avere un buon metro attendibile per giudicarti… Come se avesse detto cose fuori dal mondo poi…

  5. Hai travisato completamente il pensiero di Serra, il quale, se ha un difetto, è quello di risultare un tantino ovvio. Non mi pare che lo stipendio di Serra esca dalle mie tasche né dalle tue , così come non mi risulta che egli risieda ai Parioli ( a meno che non sia tuo dirimpettaio ) .

    • Non mi pare di aver travisato alcunche’. Serra afferma che “i mercati” e “le borse” sono attori politici. Un attore politico e’ un gruppo organizzato per ottenere dei fini politici – generalmente piu’ ampi del proprio guadagno personale. Solo un cialtrone senza fine puo’ pensare una cosa del genere dei “mercati”. E questo ovviamente non rende le grandi banche d’affari dei consessi angelici privi di contatti con la politica. Ma se cercate la merda nel rapporto tra banche e politica non c’e’ bisogno di andare ad Atene: Roma, Siena, Torino e Milano, con le Fondazioni e i loro giochini di potere ai danni degli italiani, sono un problema abbastanza vicino.

  6. questa immagine idilliaca della borsa che attraverso le generazioni consente l’accumulo di ricchezza fa sorridere teneramente. e lehman brothers allora ? e le agenzie di rating che mentono spudoratamente a vantaggio di pochi ed a danno di molti ? ma mi faccia il piacere,direbbe totò.

  7. Par di capire che a Mazzone manchi (non credo per colpa sua, ma perchè nessuno glielo ha spiegato) l’abc del “How word revolvs around money”.
    Ora, anche un babbeo con la terza elementare immagino sappia distinguere tra un organismo politico ed uno economico-finanziario. Fin qui non ci piove.
    Ma siamo ad un livello infinitesimamente lontano da quello del complotto se si afferma che le “istituzioni” economico finanziare influenzano le “istituzioni” politiche. Eccome se lo fanno! Ad ogni livello. Locale e globale.
    E lo fanno con ogni arma a disposizione, lecita ed anche non.
    Si tratta infatti di capire chi tra le due parti ha in mano la leva più efficace. E siccome il potere economico è una leva di gran lunga più efficace di quello politico, ecco che uno prevale sull’altro.
    Non si capisce infatti com’è che sia così difficile fare una tassa patrimoniale. Ed è solo uno degli esempi.
    In altri termini la storia insegna che chi dispone di mezzi economici cospicui, detta anche le regole politiche. Facile no?!
    E’ come se si dovessero trovare di fronte uno con un’arma da fuoco ed uno con una katana. Entrambe sono armi letali ed efficaci, ma è altamente probabile che a vincere il duello sarebbe quello con l’arma da fuoco.
    E l’esempio migliore ce lo danno i fatti degli ultimi anni: con una situazione economica meno tragica di quella odierna, 3 anni fa i mercati acquistavano titoli del nostro debito con interessi quattro volte maggiori di quelli odierni, quando tutti gli indicatori oggi dicono che siamo un Paese con seri problemi di solvibilità, se non altro almeno uguali se non peggiori di quelli di tre anni fa.
    Porca troia, roba da mandare direttamente dallo psichiatra per manifesta incapacità di intendere e volere tutti coloro che oggi acquistano titoli di stato italiani ad un quinto della rendita che garantivano 3 anni or sono. Quindi se ciò accade è perchè chi o coloro che acquistano oggi i nostri titoli, lo fanno perchè gli è stato garantito che il loro investimento non andrà perso. Eppure S&P ci ha declassato ulteriormente; “Ehi, babbeo, come mai continui a prestare denaro a quello li con la promessa di riaverlo tra 10 anni con un misero 2% di interesse, se ti stiamo dicendo che tra 10 anni potresti non rivedere più i tuoi soldini?”. Risposta:”Mah, così! Perchè gli italioti e soprattutto Mazzone, mi sono simpatici. Massì dai, al limite mi farò una villa dentro il Colosseo, se proprio non ce la faranno a restituirmeli, dai!”
    E chiudo: il vero tema che nessuno vuole affrontare è il fatto di continuare a considerare il denaro alla stregua di una merce, mentre quando fu creato, esso rappresentava esclusivamente il surrogato raffinato del baratto.
    E un doblone era fatto con una lega d’oro. Altro che la carta colorata di adesso!

    • perchè gli italiani – non il potere economico – ma gli italiani, posessori di casa e già morti di tasse – anche – sulla casa, non vogliono nessuna patrimoniale?

  8. Il risultato precede il ragionamento, se piace lo sanno dall’inizio.
    Eppoi non vorremo mica negare il complotto dei banchieri, possibilmente ebrei, dimostrato dall’esistenza del sito?

  9. Di fatto e nonostante le numerose interpretazioni che vogliamo dare dopo la Grecia saremo i prossimi.
    Non a caso la manovra di Draghi è orientata a proteggere i nostri confini con salvifico orrore della cancelliera.

    A Serra (ma anche a Mazzone) chiederei seguendo le trame del discorso: alle prossime toccherà votare la coppia Salvini/Berlusconi, perchè non abbiamo più nulla da perdere?

  10. Hai totalmente centrato il punto. Non è solo Serra, quasi tutti, dipingono oggi i mercati come attori politici, e i loro risultati come deliberati. Tanto che ormai è un dato quasi acquisito alla coscienza comune media. Si tratta di una gigantesca opera di falsificazione/ignoranza/propaganda ideologica. Volta ovviamente a invocare e giustificare l’intervento statale: patriottico contro la sottrazione di sovranità da parte degli invasori stranieri mascherati da mercati ed etico contro i valori disumani del capitalismo, il dominio dell’interesse e della sete di ricchezza.. perchè la politica e l’etica tornino a dominare l’economia come direbbe un Diego Fusaro (su Radio Padania o a qualche convention leghista, ultimamente).

    • Rispondo alla domanda sulla “patrimoniale”.
      Quali italiani non la vogliono? Io la vorrei, un amico libero professionista anche. La maggior parte delle persone che conosco e che comunque appartengono alla categoria dei “meno disonesti” la vorrebbe, se, come dovrebbe essere, andasse a colpire in maniera progressiva soprattutto i patrimoni di una certa consistenza. Ma di che diavolo stai parlando!?

      Sul tema della prevalenza del potere economico su quello politico, sarebbe stata fatta secondo te “…una gigantesca opera di falsificazione/ignoranza/propaganda ideologica. Volta ovviamente a invocare e giustificare l’intervento statale…”?

      Evidentemente il tuo pusher ti dà roba davvero di ottima qualità. Sei smentito dai fatti della storia degli ultimi 30 anni. Le economie “pianificate” sono tutte fallite (o sono state fatte fallire a seconda che si voglia pensare ad un “goblotto”) o, come nel caso della Cina, si sono convertite in intervento statale forte per garantire il mantenimento di livelli salariali infimi e, quindi, di elevata competitività drogata nonostante la crescita economica in doppia cifra per anni (basta pensare ad esempio al limite del numero di nuove auto immatricolabili imposto da Pechino… alla faccia del libero mercato di stocazzo!).
      Ed è certo come il fatto che domani sorgerà il sole che sono gli interessi economici ad indirizzare la politica e non la politiche a piegare i mercati a fini etici come scrivi tu.
      Sei tu ad essere indottrinato fino nel midollo con concetti come “crescita infinita, PIL, libero scambio” ed altre fregnacce che avrai appreso in qualche classe di econometria alla superiori.
      Da ultimo sei smentito dai fatti; un regola base del mercato è la legge della domanda e dell’offerta. Se vi è surplus di offerta il prezzo al dettaglio cala. Per cui cos’è tutto sto agitarsi per la deflazione? Se i salari non salgono perchè dovrebbero salire i prezzi?
      Ma è ovvio. Perchè, come disse Tremonti, prima che fosse fatto fuori, se un bene costa 1, come mai me lo trovo in vendita a 10? Perchè di quel 9 vive tutta l’enorme massa non produttiva alla quale appartiene ad esempio la maggioranza degli italiani tra i quali anche tu, io, Mazzone, tutti gli ospiti fancazzisti di questo blog e tutto l’apparato statale dei cosiddetti “servizi”, ma anche e soprattutto tutti coloro che vivono di finanza (banche, istituti di credito, brookers di borsa, multinazionali etc etc).
      E quel “9” in più NON è deciso dalle regole del libero mercato, altimenti sarebbe semplicemente un “1” o massimo un “2”, bensì dalle suddette istituzioni finanziarie che hanno anche la trendenza a far rimettere la testa a posto di coloro che provano ad alzarla.
      Vabbè tu resta con le tue convinzioni. Non è necessario che tutti capiscano questi concetti. Resta pure ancorato all’idea nostalgica di mercati puri dove la “mano invisibile” di Smith alla fine mette a posto tutto quanto. Si davvero! E, mi raccomando, chiedi a Babbo Natale di portarti Belen in reggicalze come regalo o, al limite, chiedi alla Befana di riempirti la calza di “dobloni”!

      • non è facile risponderti, perchè sei abbastanza delirante però ci provo…

        1 e le persone che conosco io non la vorrebbero.. quindi? quando hai finito di basarti sulle persone che conosci ne riparliamo..

        2 ho scritto che si dipingono i risultati dei mercati come deliberati, è questo è indiscutibilmente falso. “Mercati” sta per milioni di persone che compiono atti di vendita e acquisto. Queste persone non sono dirette da un’unica autorità, non seguono un unico fine, non partecipano a un unico piano. Quindi non esistono atti deliberati dei mercati, come esistono atti di persone, aziende, enti o governi.. perchè il mercato non è un’organizzazione che risponde a un unico decisore. La personalizzazione dei mercati, e il fatto di dipingere ciò che vi avviene come deliberato, è sicuramente una menzogna, che qualcuno ripete per ignoranza e qualcuno per scopi politici: per giustificare l’azione dello stato, il crescendo di spesa pubblica, interventi legislativi, tasse, etc.. Il mercato viene buono come nemico a cui contrapporsi.

        Quanto alla crescita infinita e le altre cose le hai tirate in mezzo tu a caso evidentemente in preda all’isterismo..

        La storia degli ultimi 30 anni non smentisce niente.. “sono gli interessi economici ad indirizzare la politica e non la politiche a piegare i mercati a fini etici come scrivi tu..”

        Io ho scritto che la propaganda antimercato è volta a giustificare l’intervento etico contro il mercato e lo confermo: i partiti di destra e di sinistra che attaccano il mercato con le bugie di cui sopra, gli contrappongono l’idea di un intervento statale etico. Lo declinano diversamente, ma Vendola, Salvini, Storace, Ferrando, etc.. fanno tutti così. Dopodichè se riescano a porlo in essere veramente è un altro discorso, ma che il fondamento di molte leggi e ancor di più di molti programmi sia una contrapposizine etica al mercato è assolutamente evidente. Appartiene a tutte le culture dominanti in Italia: sinistra, chiesa e destra.

        Se tu non fossi vissuto su un pero sapresti che il fatto che gli interessi economici indirizzano la politica è una delle principali critiche liberali allo stato. Ci sono biblioteche che tu non hai letto su questo. Lungi dall’essere qualcosa che voglio negare, è se mai qualcosa di inevitabile, perchè proprio della logica del sistema, e di fronte a cui bisogna semplicemente ridurre lo stato e la politica.

        Lo stato non è quell’ideale che tu hai in testa, ma esattamente quell’apparato, quel potere, quelle persone che vedi ogni giorno. Lo stato è un gigantesco apparato per dirigere la società: mettere tasse, fare leggi, permettere, vietare, redistribuire, pianificare, etc.. è del tutto naturale sia che generi una guerra fra bande per influenzare, dominare, spartirsi, questo potere, sia che chiunque si ponga a dirigerlo risulti inadeguato. I mezzi politici consentono di disporre delle risorse e delle vite di tutte le persone del territorio statale, sono limitati dall’inefficienza dello stato stesso e dall’illegalità, ma idealmente permettono a chi occupa i posti giusti di disporre di una di queste risorse non sue e di farlo in modi che non esisterebbero altrimenti. Non esiste semplicemente nessuno che dovrebbe avere questo diritto: se anche chi stesse lì non fosse comprato da alcuna lobby e fosse disinteressato a ogni interesse economico, sempre sarebbe ingiusto che stesse lì, puntoe e basta.

        Non stiamo male perchè non abbiamo abbastanza stato, o perchè lo stato italiano non è un vero stato con tutti i crismi. Stiamo male perchè abbiamo troppo stato. So che è una grande delusione a volte la realtà, ma abbiamo una storia di crescita del debito, crescita della spesa, crescita della pressione fiscale, crescita del numero di leggi, crescita del peso dello stato, crescita delle spese della politica, crescita delle burocrazie, etc.. Mentre la gente come te si alienava dalla realtà continuando a ripetere fra sè e sè: “no, no, questo non è veramente lo stato, voi non sapete come è bello lo stato, quando arriverà lo stato vi farà filare tutti”.. come fosse Babbo Natale o Baffone.. lo stato ha continuato a crescere e oggi abbiamo il risultato.

        La deflazione, che sempre in preda all’isterismo tiri in mezzo a caso, lungi dallo smentirmi mi lascia indifferente: stampare moneta e darsi all’inflazione è una politica statalista invocata a destra e a manca. L’abbiamo praticata finchè abbiamo potuto e ne subiamo ancora oggi i danni. Quindi chi cavolo si sta agitando per la deflazione? Salvini che vuole uscire dall’euro per stampare moneta, o Grillo, o Fassina, o tutti gli altri che hanno idee simili si staranno agitando, ma ti faccio presente che loro la pensano esattamente come te e sono esattamente il bersaglio delle mie ciritiche.

        “Perchè, come disse Tremonti, prima che fosse fatto fuori, se un bene costa 1, come mai me lo trovo in vendita a 10?” Cosa vuol dire che una cosa costa 1? Quanto costa un libro per esempio? il prezzo della carta? dell’inchiostro? della rilegatura? della stampa? Quindi costa cinquanta centesimi o un paio di euro, se ha molte fotografie a colori? E se me lo vendono a 15 euro sto mantenendo dei “nullafacenti”? nel libro ho anche i costi della struttura dell’impresa, della redazione, dell’amministrazione, dell’ufficio stampa, dell’ufficio diritti, della direzione, della gestione del personale, del magazzino, della distribuzione, del libraio, dell’autore, delle tasse, degli accantonamenti e degli investimenti che deve fare un’impresa, del meccanismo delle rese, etc.. cosa è in più in quel prezzo? in più ci sono i costi dello stato – la pressione fiscale, le infrastrutture, i servizi, la burocrazia, i regolamenti, etc..

    • Io la vorrei. Perchè sono uno dei pochi (a giudicare dalle statistiche) stronzi che quando s’è fatto due anni in partita IVA ha pagato fino all’ultimo cazzo di centesimo.
      Pagare tutti, pagare meno.

      • Stefano “pagare tutti pagare meno” è una balla. Quando è salito il gettito, lo stato ha incassato di più, ma la pressione fiscale non è scesa. Quando è aumentata l’entrata per recupero di evasione, la pressione fiscale non è scesa. In parole povere quando lo stato ha avuto più soldi ha sempre speso più soldi e non ha mai ridotto le tasse.

        Inoltre viviamo in una situazione di eccessiva pressione fiscale, per di più allocata male perchè molto insistente su imprese e lavoro. A questo punto la patrimoniale, così come ogni altro aumento di tasse, è semplicemente anti-economico a prescindere da qualsiasi ideologia (non è come quando la proponeva Einaudi). Possiamo discutere sullo stato e il mercato all’infinito, ma non esiste persona sana di mente che non riconosca che abbiamo un problema col fisco italiano.

        Infine – e qui puoi non seguirmi – la trovo sbagliata sul piano ideale: il mio patrimonio non deve essere posto a garanzia delle puttanate che fanno i politici, non deve passare ulteriormente l’idea che casa mia possa garantire i loro sprechi e i loro provvedimenti distruttivi. Dobbiamo vivere all’altezza delle nostre risorse, non fare debiti fino a crepare. Bisogna arginare le possibilità di spesa dello stato e della politica, mentre la patrimoniale dà ai politici il messaggio opposto. Spendete, spendete,.. fate tante belle Tav, ponti sullo stretto, Mose, Expo, Olimpiadi, missioni di pace.. mangiate e distribuitene a tutti i vostri amici che tanto c’è sempre qualche babbeo pronto a dare l’oro per la patria..

        • Il tuo argomento è un po’ fallace. Primo è ‘ come ‘non facciamo la XXX (mettici qualunque cosa a caso) perchè tanto è un magna magna’. Quindi non facciamo nulla, manco paghiamo le tasse. Parcheggiamo anche in seconda fila, tanto lo fanno tutti e il comune usa le multe per fare cassa.
          Secondo: a me interessa cosa fanno i politici coi miei soldi, ci mancherebbe. Ma mi interessa anche che ciascuno contribuisca secondo la propria capacità. A me che i soldi se li magni un politico e li dia agli amici e gli amici degli amici, piuttosto che se li magni un dentista che dichiara 10k l’anno e gira col mercedes fa girare il cazzo uguale. Entrambi stanno approfittando della propria posizione per ottenere guadagni illegittimi. Essere derubato da Mario piuttosto che da Gino non mi rende particolarmente felice.

        • Una curiosità: secondo te chi sono gli unici veri “produttori” di beni materiali? Coloro i quali possono a buon titolo dire “Noi siamo quelli che produciamo!”

          Non so a casa tua, ma a casa mia gli unici che possono affermare una cosa del genere sono gli operatori del comparto agricolo/alimentare.
          E sono anche gli unici che ti consentono, fino al quanto non inventeranno alimenti totalmente di sintesi, di riempirti la pancia (che fino a prova contraria è qualcosa che i nostri nonni facevano un sacco di fatica a fare fino alla fine degli anni 50 del secolo scorso).
          Anche il comparto industriale non riempie la pancia. Certo è giusto un gradino sotto visto che trasforma le materie prime in oggetti fruibili e che ci facilitano la vita; ma avere la Ferrari e non avere da mangiare fa una certa differenza.
          Ciò detto tu appartieni alla prima categoria? Scommetto di no visto che gli operatori del primario sono meno del 3% della forza lavoro
          Tutto il resto sono servizi.
          Quindi in estrema sintesi quel 3% deve produrre per il restante 97% che sono (siamo) a tutti gli effetti parassiti simbiontici; chi più, chi meno.
          Politici: solo parassiti (tendenzialmente persone che non sanno fare alcun mestiere utile al consorzio civile o che lo sanno fare ma lo fanno male – Calderoli faceva schifo come chirurgo maxillo facciale; la Serracchiani aveva le ragnatele nello studio etc etc)
          Apparato burocratico: più parassiti che altro
          Servizi al cittadino: parassiti che restituisconoin termini di servizi meno di quello che incamerano
          Commercianti: parassiti al 90% (non producono ciò che commerciano e ci fanno pure la cresta perchè loro, poverini, contribuiscono a “distribuire”).

          Quindi tu cosa sei: il TUO patrimonio è stato al 97% parassitato a meno che tu non abbia terreno e non produca da solo ciò di cui ti nutri.

          Sei un conformista del neoliberismo che serve solo a giustificare il parassitismo del 97% della popolazione rispetto a quel 3% che gli dà da mangiare.
          Adiòs!

      • Bisogna diminuire le tasse sulle classi inferiori, non aumentarle ancora a discapito dei ricchi.
        Una patrimoniale, anzi, anche il solo invocarla e minacciarla continuamente, provoca una fuga di capitali, i ricchi letteralmente se ne vanno: esiste una competizione tra Stati, in cui ogni Stato è un competitore che offre delle condizioni di fare impresa. Patrimoniale dopo patrimoniale diventeremmo un Paese di straccioni.
        Detto questo lo Stato sta invece favorendo le grandi imprese in ogni modo, a discapito sia della classe media che delle classi inferiori, tant’è che ormai ha poco senso parlare di classi.
        Una patrimoniale penalizzerebbe la ricchezza sia del piccolo imprenditore, che del manager di una corporation, ma se la ricchezza del manager si esplica soprattutto in diminuzione del lusso, l’impoverimento dell’imprenditore penalizza l’impresa stessa e i suoi dipendenti. A questo è da aggiungere un incremento degli emolumenti dei manager spropositato, manager che sono al soldo degli stessi poteri forti così come la classe politica dominante.

  11. Pazzesco questo intervento di Mazzone, un vero esempio di mirror-climbing!

    Mi piacerebbe che mi facesse un esempio di come i mercati finanziari generano ricchezza, intesa come ricchezza della quale tutti possono godere e non semplicemente un incremento della ricchezza di chi ricco lo è già e che per effetto di una banalissima legge matematica rende più povero chi lo è già.
    Ma mazzone scrive dal suo Ipad, che finché la borsa tira, le azioni Apple crescono e lui guadagna almeno 27 o 28 euro all’anno.
    Che sia quella la ricchezza?

  12. Sorvolando sullo stile di Mazzone che trovo sempre confusionario, bilioso e poco incisivo, questa volta sono peró d’accordo con il tema. L’amaca di Serra é ridicola perché mette in relazione due cose senza che queste possano essere dimostrate: l’andamento dei mercati e i sondaggi delle elezioni greche. Perché il complottismo é l’arte di parlare di quello che non si sa (per cui ogni posizione diventa indifendibile ed inattaccabile al tempo stesso). Se voleva essere un invito a non cadere nella dietrologia, Serra fa esattamente l’opposto con questa amaca. Un piú prosaico sguardo all’andamento del prezzo del petrolio avrebbe fornito spiegazioni ben piú solide agli indici dei mercati, evitando la costruzione di babau che fanno un po’ a cazzotti con il giudizio critico.

    • Le quotazioni del petrolio sono molto più semplicemente legate all’imminente smarcamento degli USA dal novero di coloro che consumano più di quanto producono per passare a quello di coloro che sono autosufficienti dal punto di vista energetico; la parola fracking dice nulla?
      Ovvio che intere aree geografiche che basano le loro economia sul greggio stiano vedendo i sorci neri e, poverini, stiano pensando che non potranno più permettersi una pista da sci in pieno deserto.
      Che poi la Grecia abbia un PIL (tanto per restare in argomento) minore di quello della Lombardia e che si stata usata come Paese “cavia” per valutare gli effetti e studiare i possibili strumenti politici ed economici da mettere in atto durante una crisi finanziaria determinata da attacchi speculativi pilotati dei mercati è altro paio di maniche.
      E siccome stiamo parlando di “complotti”, le prove a favore della tesi della crisi pilotata, rispetto a quelle contrarie sono perlomeno equivalenti… quindi è impossibile dire chi ha ragione.
      In ogni caso un sistema economico finanziario che mette un intero Paese in default (e prima della Grecia ci fu l’Argentina) è marcio sia che si voglia ritenere tale default frutto di manovre occulte di presunte troike, ma anche qualora sia semplicemente frutto delle “regole” di mercato. Significa che le regole fanno schifo, ovvio.
      Non comprendere questo concetto basilare è come non comprendere, ad esempio, che le risorse materiali del pianeta hanno un limite. Follia allo stato puro.

      • Le quotazioni del petrolio sono legate a tante cose:

        – allo shale gas
        – all’apprezzamento del dollaro (che non e’ casuale, vedi taglio del QE da parte della FED)
        – al ritrovamento dei nuovi giacimenti petroliferi (vedi Russia in Artico)
        – alla politica dell’OPEC (che non taglia la produzione quando potrebbe)
        – a nuovi attori sulla scena (vedi Iraq)

        Cosi tanto per dire quanto sei superficialotto nelle tue analisi. Non mi stupisce che ti piaccia l’amaca di Serra. Ognuno si costruisce il babau che vuole.

      • Aggiungo, sei pure disinformato visto che chi sta vedendo i sorci neri non sono gli arabi che si possono tranquillamente permettere un barile sugli 80 dollari, ma altri paesi come Russia e Venezuela.

        • Le quotazioni del greggio odierne sono a meno di 60 dollari al barile; se tu lo continui ad acquistare ad 80 dal tuo amico sceicco è un problema tuo. Prima di dare del disinformato ad altri, vedi di dare una rapida occhiata alla velocità di connessione del tuo collegamento internet che mi sembra sia rimasta a 56 Kb e quindi il tuo pc sta ancora caricando la pagina delle quotazioni di due mesi fa.
          Su ciò che determina le quotazioni del petrolio sono d’accordo; però dipende dal diverso peso che esse hanno ed il shale gas fa la parte del leone in quella lista
          Non ho MAI letto Serra… non leggo la stampa di regime. Wrong answer Biip Biip Biip!
          Ma se uno scrive una cosa che condivido lo dico. Punto.

          • So benissimo che il barile è a 60, 80 è la quotazione a cui si dovrebbe mantenere stabile per rendere poco concorrenziale lo shale gas. Il punto è che il prezzo è ben al di sotto di quella quota e ci sta rimanendo. Ergo una montagna di merda sta arrivando dall’est se non l’hai capito, visto che con quei tassi d’interesse la recessione russa è sicura (ed una recessione russa avrebbe effetti su molti altri paesi inclusi quelli europei nonostante la diminuzione degli scambi commerciali avvenute per effetto delle sanzioni e controsanzioni). Per questo le borse vanno male, perchè tira aria di buriana ed anche brutta brutta. Il fatto che Serra veda nell’andamento dei mercati una “paura” per Tsipras significa, se vogliamo credere nella sua buonafede, che non sa distinguere un gomito dal deretano. Ed in questo caso tu con lui.

          • Cazzate enormi le tue. Se solo sapessi leggere i libri di storia ti renderesti conto che coloro che hanno voluto fare in passato l’Europa con la “E” maiuscola (Il Bonaparte e l’Hitler) non potevano prescindere da una alleanza o, in alternativa, dalla conquista ed assoggettamento del territorio russo (almeno la parte europea) in quanto naturale serbatoio di materie prime, energetiche ed anche alimentari… vatti a dare un’occhiata di quanti vagoni cerealicoli passano ogni giorno il nostro confine diretti da “mamma” Barilla!
            Quindi l’essersi appecoronati 60 anni fa alle logiche del mercato liberista americano in funzione della sua e non della nostra sopravvivenza – non serve che ti dica che non è la domanda interna ad averne fatto l’economia più potente a livello mondiale negli ultimi 50 anni (in fin dei conti sono solo 250 milioni di coglioni obesi e con le pistole anche sotto il cuscino) – è stata un cazzata immensa della quale ora paghiamo il fio.
            E non godiamo neppure degli eventuali effetti benefici che la ripresa in USA potrebbe avere perchè il suo maggiore patner commerciale europeo (UK) non è neppure nella zona euro.
            Quindi cornuti, mazziati ed anche inchiappettati dai mercati finanziari che, manco a farlo apposta, sono influenzati da agenzie di rating USA; insomma una vecchissima storia la cui sacrosanta veridicità trova sempre qualche coglione che risponde “goblotto! goblotto!” per scarsità di argomentazione.
            Quindi rispedisco al mittente il giudizio nei mie confronti e, se io non sono in grado di distinguere un gomito dal deretano, tu non sei in grado di vedere che nel deretano hai un palo di frassino… e neppure levigato.
            Di Serra, lo ribadisco, non me ne importa veramente una minchia. Non lo leggo e me ne frego dei suoi articoli.

            PS
            come mai Obama ha aperto a Cuba? Dopo averci imposto le sanzioni nei confronti della Russia, adesso lui toglie quelle a L’Avana e noi “Bravo! Bene! Bis!” Ah, ma lo ha chiesto il Papa vero! (guarda caso Argentino!).
            Non lo vedi lo spostamento dell’asse degli interessi degli USA nuovamente verso quelle aree dopo 40 anni e visto che noi stiamo qui ormai ben instradati a farci del male da soli senza che loro si debbano più di tanto impegnare?!

  13. @ Spago
    Vabbè resta pure della tua idea.
    Per mercati si intendeva (come credo li intendesse Serra) i mercati finanziari non certo il fruttivendolo sotto casa.

    Per il resto ti consiglio la visione di un simpatico cartone animato del 1954 finanziato dalla Alfred P. Sloan Foundation i cui intenti didattici per le giovani menti americane, sempre che tu capisca un po’ di inglese s’intende, sono ben evidenti…

    Chiudo con:
    – non ho MAI investito una lira e, successivamente, un centesimo di euro in borsa
    – coerentemente con la mia visione del mondo ritengo che il denaro NON sia una merce, bensì il surrogato raffinato del baratto
    – se dipendesse da me, ma per fortuna non dipende, promuoverei ogni politica che tenda ad una sorta di autarchia di sussistenza in modo tale da creare un sorta di cuscinetto sulla quale contare in caso di gravi crisi di beni di consumo ed energetici (dice niente una Gazprom che dovesse chiudere domani i rubinetti?)
    – sono a favore dell’euro ed, anzi, vorrei una vera integrazione delle politiche fiscali nell’eurozona
    – sarei favorevole ad un politica protezionistica nei confronti delle merci prodotte nei paesi non UE
    – farei adottare un’unica lingua (importa sega quale: inglese, tedesco, francese, spagnolo…pur ritenendo la prima come scelta naturale) a tutti i paesi dell’UE, così come fu imposto l’italiano quando fu fatta l’unità d’Italia

    Per il resto rispedisco al mittente l’epiteto di “isterico” e ricambio con un “babbeo conformista”. Si vede che fai proprio fatica ad uscire dagli schemi che ti hanno fatto mandare a memoria da giovane. Amen.
    Passo e chiudo. Mi sono rotto il cazzo e non serve a niente evidentemente.
    Just cazzegging.

        • Dipende dal fatto che tu come tanti altri NON vedete le alternative perchè non sono publicizzate. Era una critica al sistema (“come siamo messi”). Saluti.

          • Mi prendi in giro, vero? Si tratta di fondi “etici” (whatever that means) che investono in azioni e obbligazioni come qualunque altro fondo. Quindi “giocano in borsa” come dicono al bar. L’ennesimo cazzaro da tastiera che pretende di fare quello che la sa lunga -_-

          • Il cazzaro sei tu!
            Chi ha mai detto che la legge della domanda e dell’offerta non ha un suo “razionale” nella natura delle cose?
            Quindi i fondi etici sono quotati in borsa, ma NON “giocano” in borsa; investono in attività ove l’aspetto della sostenibilità sia preponderante rispetto al mero guadagno.
            E’ la differenza tra il giorno e la notte.
            Certo. Non garantiscono rendimenti a due cifre percentuali. Proprio perchè sono “etici”.
            Facile adescare gente promettendo il 15% di rendimento annuale ed essere poi costretti a cercare fette sempre più ampie di investitori solo per pagare gli interessi… mai sentito parlare di “catene di sant’antonio”?
            Porca puttana, non serve essere un professore di economia a Yale per capire che un sistema “greedy” manda a puttane tanti per garantire tanto a pochi. Tu, sei uno di quei tanti. Sei come quei babbei che comprarono Tiscali a 400.000 lire per poi ritrovarsele a 7.000 di lì a pochi mesi!
            Bravo! Vai a dare il tuo denaro a Soru vai!

  14. Però non ci potete cascare sempre!!! Lo sapete che per Mazzone l’economia, nel 2014, è una cosa pulita e lineare, che non indulge mai verso se stessa. Tu nasci e decidi se diventare salariato, imprenditore, o Luca Mazzone, senza barriere all’entrata di sorta. E non dimenticate che la borsa si muove sempre e solo secondo razionalità e convenienza reciproca, mai secondo l’influenza dei grandi investitori, dei lobbisti e degli speculatori.
    Ma la cosa sorprendente è che nella marea di amache di Serra piene di cazzate irripetibili, il Nostro ne è andata a pizzicare una della poche sensate (sebbene piuttosto scontata).

  15. Trovo i libertari la setta più interessante dell’inizio del 21esimo secolo. É difficile trovare menti così ideologizzate al giorno d’oggi. Molto divertente.

  16. Serra scopre l’acqua calda e fa previsioni da comunista che puntualmente vengono smentite (Tsipras continua ad indebitare la Grecia).
    I mercati hanno sì da una parte una propria autonomia, ma dall’altra i grandi attori finanziari possono intervenire per dirottare certi valori.
    Lo spread ad esempio fu alzato con una vendita massiccia di Btp da parte di Deutschebank nel 2011 congiuntamente ad una pressione politica verso l’ Italia. *
    E i mass-media, che sono in mano agli stessi attori finanziari, fecero lo sporco lavoro di propaganda di terrore e criminalizzando il nostro governo, provocandone la caduta e piazzando un loro uomo (Monti). Un vero e proprio golpe alla luce del sole.
    Come non ci si accorga di tutto questo, tacciando come complottista chi lo faccia notare mi sembra da persona in malafede o senza capacità di critica, di filtro, dell’informazione.

    *http://www.milanofinanza.it/news/la-consob-mette-sotto-la-lente-deutsche-bank-per-vendita-btp-201108021514541169
    http://www.byoblu.com/post/2012/12/11/lo-spread-un-imbroglio-dei-tedeschi.aspx

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