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Il M5S e la rovina del dibattito pubblico

in politica by

Come hai fatto ad andare in rovina? – chiese Bill.
In due modi – rispose Mike – gradatamente prima, e poi di colpo.

Ernest Hemingway riportava questo scambio di battute nel suo primo romanzo, Fiesta, ed era il 1926. Ora sono passati 90 anni tondi tondi e sembra che, nelle maglie larghe dell’adattabilità delle frasi brevi, questa citazione vesta bene anche la qualità del dibattito pubblico italiano. Se è vero come è vero che la rovina è arrivata, appunto, gradatamente, mi sembra che il “colpo”, quello repentino e inatteso come un autentico gancio, sia coinciso con l’ingresso sulle scene politiche di quella compagine sgangherata che va sotto il nome (mai sufficientemente analizzato: io ancora non l’ho capito) di MoVimento 5 Stelle.

È stato un liberi tutti, a quel punto. Sì, è vero, volendo lasciar fuori la Prima Repubblica e il suo ben altro tenore del confronto, Berlusconi non è mai stato un asso di coerenza comunicativa. Una sparata prima, la sua ritrattazione dopo, alzare l’asticella con la mano destra e riabbassarla subito con la sinistra mentre si afferma che, no, mai vista nessuna asticella. Era lo stile comunicativo del singolo però, un personaggio realmente fuori dal comune per quel che si era visto fino ad allora – e dunque quasi una firma – e comunque centellinato, senza abusarne. Non a caso non mancava chi, proprio su questa contradditorietà apparentemente goffa, non perdeva occasione per bastonarlo.

L’utilizzo quotidiano e reiterato dell’approssimazione – della spannometria – come metro di misura del mondo e della sua qualità è invece un marchio di fabbrica grillino. Beninteso, nessuna novità, se non il fatto di averlo reso un metodo non occasionale, ma puntuale e quotidiano. La volgarità della banalizzazione opposta al presunto latinorum di chi “non ci dice le cose” è l’essenza stessa del MoVimento: non c’è analisi, non c’è complessità, non esistono chiaroscuri. Quello di Di Battista e di Di Maio, dei loro post esplicativi, è un universo binario, fatto di noi e di loro, in cui ogni questione è fatta a brandelli, smembrata e spalmata in una “spiegazione” che in realtà è solo narrazione. Le banche, le lobby, il rapporto con la politica, le trivelle, le indagini – non c’è stata una parola su nessuno di questi temi recenti che fosse sostanziata da un’analisi; tutto è semplicemente filtrato dalla dicotomia di buoni e cattivi, mentre la complessità viene rigettata e bollata come fumo negli occhi. Non è un caso che il sistematico rifiuto nel riconoscere la complessità sfoci in posizioni che sono assolutamente predicibili prima delle dichiarazioni: OGM? No. TAV? Ci mancherebbe. Bail-in? Per carità. Bail-out? È il contrario di quello di prima, ma comunque no. Rapporto politica e investitori? Non sia mai. Grande industria? Il male. Trivelle? Inquinano. Potrei andare avanti all’infinito. È vero? Non è vero? Non importa, fintanto che si può costruire una narrazione dicotomica. Naturalmente vale il converso, cioè un sì generalizzato e convinto a tutto quello che può sembrare buono in senso assoluto, senza fare un passo oltre nell’analisi degli scenari, della fattibilità, dei costi, dei conversi. Nulla.

Ma qual è il vero rischio di questa impostazione? Se il M5S fosse un sistema isolato, nessuno: basterebbe non votarlo – e sarebbe la democrazia, bellezza. Ma non è questo il caso, e siccome la semplicità del bicromatismo è affascinante – non richiede sforzo, non servono competenze, e voilà! si ha sempre un’opinione su tutto – il metodo inizia a prendere piede anche al di fuori dei grillini. Ditemi, ad esempio, che differenza c’è tra un Di Battista ed Emiliano sullo show che stanno mettendo in atto intorno alle trivelle. Certo, Emiliano si muove con ben altra consapevolezza politica, ma lo stile è tutto mutuato dal grillismo: il tema è complicato ma noi ce ne freghiamo, facendo leva su argomenti semplici e di facile presa, come l’ecologismo spicciolo, l’inquinamento, il petrolio, la bellezza, il mare cristallino, le rinnovabili, i torbidi rapporti tra industrie e politica. E perché no, magari in tutto questo calderone ci sta anche una bella spallata al governo, che è un po’ come il prezzemolo. Attenti a non farne indigestione, però, ché rischiate di dovere uscire dal recinto della narrativa e confrontarvi con la realtà.

8 Comments

  1. Tant’è vero che la dialettica pentastellata tende sempre a focalizzare l’attenzione sui soggetti della discussione, piuttosto che sul suo oggetto.
    Ad esempio? L’oppositore è chiaramente un mentecatto manipolato (se non foraggiato) dal PD, il che dovrebbe smontare automaticamente qualsiasi sua dichiarazione, indipendentemente da cosa stia dicendo.
    Spesso difatti, s’accompagna all’asso de briscola dei “centomiliardi restituiti alle imprese”, che sola dà patente di purezza al cavalier grillino, autentica incarnazione di giustizia e verità.

  2. L’analisi sulla galassia 5Stelle potrebbe anche rispondere al vero. Quello che non condivido è che ad aver elevato a prassi una visione in bianco e nero dei problemi non sono stari i 5Stelle, che al max rusultano patetici, quanto personaggi di ben altro spessore e da ben più di un ventennio. Cosa cambia, allora? Solo la classe e la percentuale di corrotti, corruttori e corruttibili

  3. Sembra che la tua conoscenza del M5S proviene solamente dalla lettura delle colonne di Repubblica, l’analisi, il confronto o l’approfondimento, sicuramente non ti arrivano se non partecipi, un esempio? la stesura della proposta sulla legge elettorale venne fatta dopo un’analisi di tutti i sistemi elettorali esistenti, spiegati dettagliatamente da persone competenti che rendevano comprensibile il tema; al termine ci fu la votazione. Che poi per partito preso si debba essere contro qualsiasi cosa esca fuori dalle bocche del Pd, allora sono d’accordo e se il perchè non l’hai ancora capito, allora buonanotte.
    Tutta questa avversione contro il movimento mi sa tanto di quella tipica gelosia dei soliti intellettualoidi sinistroidi, tra l’altro tipici elettori del pd, che a parte parlare non hanno mai concretizzato una mazza; poi un giorno ti svegli e vedi la gente che si organizza e prova a fare qualcosa, magari anche sbagliando, ma a voi che siete abituati solo a parlare, questo da fastidio..
    Ma un articolo su tutte le porcate che sta facendo il governo non lo scrivi mai?? sembra quasi al governo ci sia il M5S..

    • CVD
      1-primo, ‘un esempio’ vuole dire poco (le posso fare una decina di esempi di posizioni del M5S più manichee di un manicheo). Secondariamente, quel dibattito fu diciamo così pilotato dove doveva arrivare. Ad esempio, lo sa che nell’urna di fianco al referendum per cui ogni grillino trita i coglioni dalla mattina alla sera (finanziamento pubblico dei partiti) ce n’era un altro che rappresentava la scelta tra proporzionale e maggioritario?
      2-“Che poi per partito preso si debba essere contro qualsiasi cosa esca fuori dalle bocche del Pd, allora sono d’accordo e se il perchè non l’hai ancora capito, allora buonanotte.” interessante, lei quindi giudica tutti (dico tutti eh) i rappresentanti del PD, da Renzi all’ultimo stronzo di assessore, come degli imbecilli o dei delinquenti. Nel manuale del totalitarismo perfetto siamo al capitolo due. Al primo c’è ‘il capo ha sempre ragione’, e questa ce l’avete da (non)statuto quindi…
      3-“Ma un articolo su tutte le porcate che sta facendo il governo non lo scrivi mai?? sembra quasi al governo ci sia il M5S” Mah, se l’articolo è sull’impoverimento del dibattito pubblico causata dalla visione del mondo in bianco e nero non vedo perchè si dovrebbe parlare dei Marxisti per Tabacci e non del M5S. Se invece lei è interessato a sentire parlare _solo_ delle porcate del governo c’è il FQ, oppure direttamente il Blog.

  4. Ottimo post che rifugge, com’è giusto che sia, da ogni volgarità e da ogni banalizzazione.

    Guai a dividere il mondo in buoni e cattivi, non scherziamo.
    Il testo in questione rimette le cose a posto e ci spiega che qui c’è un solo cattivo-signora mia-e noi, noi tutti, siamo buoni, anzi, ‘i’ buoni: per il semplice fatto che non siamo ‘quello cattivo’; che poi è anche un po’ sporchetto, e anche un po’ inferiore, diciamocela tutta.

    “non c’è analisi, non c’è complessità, non esistono chiaroscuri”.
    Gesù, è tutto vero! Adesso finalmente si comprende perché mai il povero Renzi, uomo delle analisi, uomo delle complessità, uomo dei chiaroscuri (magari più scuri che chiari, ma va bene lo stesso) non riesce governare a modino…Ma insomma, come mai potrebbe se ‘quello là’, per capirci l’unico cattivo, rozzo e volgare, e pure sporchetto e un po’ inferiore, non afferra i suoi raffinati chiaroscuri (magari più scuri che chiari, ma va bene lo stesso) e si ostina a fare l’opposizione rozza e volgare, quella che ‘non va fatta’?

    E sì, è lui che rovina tutto, è lui che inquina i mari e la Basilicata e pure l’Emiliano.
    Soluzioni al problema?
    Io ne propongo qualcuna: per esempio la messa del ‘cattivo’ fuori legge; o magari, che so, un bel confino: ma se ne possono considerare altre, di soluzioni, senza mai trascurare le analisi, la complessità, i chiaroscuri.
    Da noi, che siamo tutti buoni, non tarderà ad arrivare la giusta soluzione che libererà finalmente Renzi e i suoi chiaroscuri (magari più scuri che chiari, ma fa lo stesso).

    • Non me ne voglia cara Annamaria, niente di personale, solo che non credo che simili esercizi di parasarcasmo da oratorio giovino alla causa; temo, ahimè, che avvalorino invece la tesi del post…

  5. Non è che sia completamente in disaccordo con i contenuti del pezzo. Molte volte al MS5 manca profondità e complessità nel trattare gli argomenti. Certo molte altre volte vanno talmente nel profondo da risultare forse rompipalle per qualcuno (mi sembra che le analisi sui rapporti potere pubblico – malavita abbiano una certa complessità) ma non è questo il punto. Mi sfugge completamente il senso del discorso. Cioè, a parte le accuse di richiamare in qualche modo un “clima” di tipo fascista che mi sembrano abbastanza anacronistiche e esageratissime rispetto al problema di troppi “ultrà” del movimento…Non capisco cosa si intende per “dibattito pubblico rovinato”. Se è il dibattito pubblico in cui si finge che esista una destra e una sinistra, le quali si criticano l’un l’altra e si indignano per le leggi votate dal governo dell’altra fazione, per poi fare esattamente la stessa cosa una volta al potere…o il dibattito pubblico in cui Berlusconi ha raccontato – e racconta tutt’ora – balle per 20 anni. O forse il dibattito pubblico che si indigna e si ribella alla presenza di pregiudicati in Parlamento, a personaggi legati alla mafia…. Forse il dibattito pubblico che porta a fare guerre in cui non centriamo una mazza e spendere miliardi per gli F-35. Il dibattito pubblico serio in cui si aboliscono tasse sulla casa a caso o si fanno arrivare 80 euro in busta paga solo a una certa categoria di lavoratori, o quello dove si governa solo con decreti-legge, fiducie, canguri ed emendamenti di comodo.
    Credo che senza l’analisi, la complessità, i chiaroscuri che fanno emergere i 5 stelle questo sarebbe un Paese peggiore. Gente comune che si fa eleggere solo per un mandato, rinunciando a una marea di soldi, lo farebbe solo per dar contro agli altri partiti a caso e dire il contrario di tutto sempre?
    Secondo me il dibattito pubblico non è far finta di battibeccarsi con l’avversario sviando così l’attenzione dalle solite intercettazioni, inciuci, furti compiuti dai politici di tutte le fazioni ogni giorno.
    Da ultimo, sono a favore della distinzione “buoni” e “cattivi” su cui l’autore non è d’accordo. Faccio fatica a non definire “buoni” quelli che fanno l’interesse del popolo, e a non definire “cattivi” quelli che, a ogni livello di potere, cercano il vantaggio personale a discapito dei cittadini e senza alcuna vergogna anche in relazione alla carica pubblica e al servizio pubblico che svolgono.
    Detto questo, non basterebbero altri duecento tuoi articoli, tra l’altro scritti molto meglio di questo commento affrettato, per delineare i mille punti criticabili del MS5.

    Riccardo

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