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Il lato goth dell’amore

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Ava Adore per me ha un significato speciale: ho comprato il cd che contiene il singolo il giorno del mio matrimonio. Tutto, in questa canzone è perfetto: suono, ritmo, testo, video.

Ava Adore è il primo singolo di Adore, l’album che gli Smashing Pumpkins diedero alle stampe nel 1998. La band, che è sull’orlo della disintegrazione, sperimenta: pur rimanendo nel complesso fedele agli stilemi che l’hanno contraddistinta fino al precedente lavoro, tenta la strada dell’applicazione di uno strato di elettronica ad un suono che resta a tutti gli effetti in bilico tra aggressione rock e zucchero pop. Bill Corgan, che sta soffrendo molto per una serie di problemi personali, un po’ per moda e un po’ forse per esorcizzare il dolore, tenta la carta “goth”.

La canzone si pare con un loop basso che ci accompagna per tutto il brano. il suo suono freddo, cupo ed ossessivo, distorto non impedisce, nel ritornello, un ritorno a sonorità più tradizionalmente rockettare. La chitarra taglia come un rasoio, e il suo suono si amalgama in modo perfetto con la sequenza. Ava Adore che fa venive voglia di ballare, a me in particolare anche di produrmi nelle smorfie e negli spasmi di Corgan nel clip (niente paura: lo faccio solo dietro le pareti di casa mia, senza testimoni, verso l’una del mattino con una pesante cuffia nelle orecchie, che peraltro mi fa sudare in modo ripugnante).

Il testo di questa canzone mi ha sempre stuzzicato l’amigdala perché, attraverso la giustapposizione sapiente di brutalità e romanticismo, esprime con grande efficacia l’ambivalenza del sentimento amoroso :

“Sei tu quella che adoro / sarai sempre la mia puttana / la madre dei miei figli / e una figlia agli occhi del mio cuore / (…) / in te mi sento sporco / in te conto le stelle / in te mi sento tanto carino / in te sento la fame / in te sfascio le macchine / in te assaporo dio”.

L’amore, infatti, può essere tante cose diverse. Alcune anche contemporaneamente. Sempre per citare Ava Adore:

“a lover in my bed / and a gun to my head”.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

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