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Il Governo non ha capito a cosa servono i Dottorati

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Riceviamo e pubblichiamo da Gherardo Vita, dottorando in Fisica al MIT

“Il governo si prepara a stanziare oltre 16 milioni di euro per un programma di inserimento nel mondo del lavoro di chi è in possesso di un PhD, ossia un dottorato di ricerca.
Già questo da solo dovrebbe far ridere. O piangere. Detta in breve per chi non lo sapesse, il PhD è il livello più alto di formazione che una persona possa ottenere e si ottiene dopo una laurea e un master. Dopo il PhD tipicamente la metà si dedica full-time a fare ricerca in enti o università (academia), mentre l’altra metà entra nel mondo del lavoro.

Vista l’altissimo livello di formazione e il numero tutto sommato limitato di coloro che detengono un PhD, essi sono merce pregiatissima per le aziende. Infatti di solito li strapagano.

Gli stipendi variano molto da settore a settore, ma in generale negli Stati Uniti uno con un PhD al primo impiego in azienda guadagna in media più di 80.000$ l’anno, cifre che aumentano notevolmente fino a più che raddoppiare se si va nei settori più richiesti (computer science, finance, economics e consulting) e/o si esce da università prestigiose.
Ad esempio lo stipendo medio al primo impiego di uno che ha preso un phd in informatica ad MIT nel 2014 era di 140.000$, 215.000$ per quelli di matematica. (dati qui)
Cose analoghe ci sono anche senza andare oltre oceano, in Germania è piuttosto facile trovare posti a 5-6.000€ al mese se si ha un PhD in ingegneria o informatica.

Per sintetizzare tutto in un solo dato, basta dire che il tasso di disoccupazione di chi ha un phd in America oscilla tra l’1% e il 2%. Sostanzialmente, rumore di fondo. Quindi che in Italia serva aiutare con soldi pubblici chi ha un PhD a trovare lavoro è quanto meno allarmante.
Ma se si va oltre il titolo, le cose sono ancora più tragicomiche.

Inizialmente mi sarei aspettato che un programma del genere servisse a colmare il gap tra gli stipendi molto alti che i PhD prendono sul mercato del lavoro internazionale e quelli del lavoratore medio di un’azienda italiana. D’altronde si sa, per varie ragioni, le aziende italiane investono poco o nulla in R&D e spesso coloro che devono assumere sono altamente più incompetenti del candidato da assumere.
Pertanto poteva starci che il governo dicesse «Guardate care aziende, in tutto il mondo i PhD portano un grosso valore aggiunto alle aziende in cui vanno quindi sarebbe bene che ne assumeste un po’, anche perchè se no se ne vanno all’estero. E’ vero costano, ma ci crediamo così tanto che siamo disposti a darvi dei soldi per farveli “provare” ad un costo per voi che è come quello di un lavoratore normale».

Invece:
“Da bando, il contratto di lavoro prevederà un minimo salariale di 30 MILA EURO LORDI annuali fino ad un massimo salariale di 35 mila euro.
Il Miur finanzierà l’80% dello stipendio per il primo anno di contratto, il 60% per il secondo anno e il 50% per il terzo, per un investimento complessivo di oltre 16 milioni di euro.
Le posizioni riservate ai dottori di ricerca sono principalmente concentrate su due aree tematiche: Information Technology (il 49%) e Salute e scienze della vita (il 21%). ”

Cioè praticamente il programma serve a cofinanziare l’inserimento in azienda di possessori PhD a 1.500€ al mese, con un costo per l’azienda ridotto fino all’80%.
E’ vergognoso anche solo pensare una cosa del genere.
Con l’80% pagato dallo stato all’azienda questi lavoratori costano 6.000€ l’anno, meno di uno stagista, meno di un contratto di collaborazione occasionale, cioè niente.

Potete pertanto immaginare la tragicomicità delle offerte.
Una tra le più belle credo sia quella del Salumificio che cerca un “Visual Designer – Responsabile Marketing”.

D’altronde chiamali scemi. Quando ti ricapita di metterti in casa un PhD al prezzo di uno stagista del liceo?”

6 Comments

  1. La differenza tra USA, Germania e Italia è che in quest’ultima il dottorato non ha una valenza significativa come titolo di studio. In un paese che soffre di bassa produttività, basso numero di manager laureati e alto costo del lavoro, iniziative del genere sono senz’altro lodevoli perché spingono verso il riconoscimento di questo titolo laddove per essere chiamati “dottore” basta la laurea magistrale. Tra tre anni poi si vedrà se quelle posizioni verranno riconfermate, ma intanto è un’opportunità in piú per chi vuol far valere i 3-4 anni di studio aggiuntivi.

    Da dove esce poi la cifra di 1500€ netti al mese partendo da un lordo di 30-35000 rimane un mistero, visto che l’aliquota IRPEF (III scaglione) è del 27% fino a 28000 e sale a 38% per la parte eccedente, quindi si parla di stipendi tra 1700 e 2000 €, in linea quindi con quelli di un ingegnere al primo impiego.

  2. Ho dato un’occhiata alle posizioni aperte sul sito, ed in realta’ la maggior parte di esse offrono retribuzioni al di sotto dei 25000E, con qualche picco qua e la di 21000 e 30000

  3. D’altronde anche i politici e i dirigenti del MIUR che hanno scritto questo bando non hanno probabilmente idea di cosa sia un dottorato…

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