un blog canaglia

Il diritto a essere dei poveri stronzi

in mondo/società by

Quanti di voi non hanno dormito per i 900 morti nel Mediterraneo? Quanti di voi hanno lasciato lì la cena, lo stomaco troppo chiuso dal dolore per potere affrontare un’altra forchettata? Quanti di voi si sono recati di corsa dallo psicologo per dare sfogo a un insormontabile senso di lutto? Quanti, pochi? Pochissimi? Nessuno?

Io di certo no. La verità è che non me ne frega un cazzo.

La mia reazione alla notizia è stata un “poverini” biascicato davanti al televisore, prima di passare all’ultima puntata di House of Cards e spendere il resto della giornata a mangiareberescoparedormire tranquillamente, con l’unico pensiero della sveglia maledetta il lunedì mattina.

E voi, cosa avete fatto? Stracciate le vesti, siete corsi giù in Sicilia ad aiutare quei poveri disgraziati appena sbarcati dal gommone? Vi siete arruolati in una qualche milizia anti-qualcosa per difendere a spada tratta i più deboli? Vi siete candidati al parlamento europeo per ribadire l’importanza dei diritti umani?

Niente di tutto questo, vero?

E non venitemi a dire che voi fate volontariato nella mensa di stocazzo tutte le domeniche a pranzo, o che a cinque anni avete adottato un bimbo negro della vostra età che ora grazie ai vostri soldi è presidente degli Stati Uniti. Nella maggior parte dei casi sono poco più che hobby, riempitori di buchi di tempo, fillers, passatempi passeggeri pronti ad essere accantonati di fronte alle priorità della vita reale (priorità che comprendono una vasta gamma da “nonna morente all’ospedale” a “partita di calcetto”).

Allora, sarà mica che, sottosotto, neppure a voi frega un cazzo?

E non state sbagliando, eh. Siete semplicemente dei poveri, stronzissimi esseri umani. Avete i vostri guai, i vostri casini, le vostre personali battaglie da affrontare quotidianamente, e non potete di certo perdere tempo a preoccuparvi di perfetti sconosciuti. È così che funziona, tiriamo avanti con le nostre vite a discapito dei miliardi di tragedie che si affacciano continuamente sulla porta della realtà. Un giorno ce ne sarà anche per noi, però ce ne freghiamo. Non possiamo fare altro. È persino un nostro diritto, è forse è ora che venga riconosciuto, senza troppi scassamenti di minchia da parte dei soliti moralisti da cappuccino&gazzetta che discutono su cosa è giusto e cosa è sbagliato. L’universo va in malora, e abbiamo il sacrosanto diritto di strafottercene.

Siamo figli della nostra piccolezza, e forse, in fondo, va bene così.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

26 Comments

  1. “L’universo va in malora, e abbiamo il sacrosanto diritto di strafottercene.” se l’universo andasse in malora per motivi indipendenti da noi, il diritto a strafottercene sarebbe davvero sacrosanto. Il problema è che l’universo va in malora (anche) per colpa nostra, ie globalizzazione. Quindi non abbiamo il dovere di aiutare, ma abbiamo il dovere di non far del male.

    • Posso essere d’accordo sul senso del discorso, ma la globalizzazione ha migliorato le condizioni di vita di milioni di persone nel mondo e ha permesso, con la rivoluzione verde, di ridurre drasticamente il livello di povertà nel mondo. (I dati si possono trovare ovunque, anche nel sito della Fao.)

      • Non sto affatto dando la colpa alla globalizzazione: il mondo è globalizzato, con vantaggi e svantaggi (immigrazione), tocca farci carico anche degli svantaggi.

  2. Ma io non perderò il sonno neppure quando moriranno Berlusconi e Salvini!
    Al massimo cercherò di non mostrare soddisfazione.
    Ma questo cosa significa, cosa vuol dire?
    Il fatto di aiutare quei poveri disgraziati non può essere delegato alla coscienza individuale, la solidarietà deve essere collettiva, altrimenti non funziona.
    Altrimenti ci ritroviamo nello stesso meccanismo della carità cristiana, ovvero io, ricco, dò a te quel che mi pare e piace e solo quando ne ho voglia, così io rimango ricco e tu continui a strisciare ai miei piedi. La carità cristiana è lo strumento di perpetuazione delle ingiustizie sociali.
    E la solidarietà individuale, una buona fetta del volontariato, è strettamente assimilabile alla carità cristiana, non solo inutile, ma anche deleteria!
    Però per evitare che al governo vadano quei due soggetti negativi di cui parlavo poc’anzi, è necessaria la presa di coscienza collettiva, che qualcosa si deve fare, che la gente non può morire così, in mare, solo perché cerca di fuggire da guerre, morte, miseria, fame e disperazione.
    La strada è lunghissima, l’ignoranza enorme, qualche cretino propone di affondare i barconi prima che partano, così i miserabili possono crepare lontano dai nostri occhi, ma è anche l’unica percorribile.
    Consapevolezza, istruzione, informazione, intelligenza, servono tutte e non sono mai sufficienti.
    Prima ce ne rendiamo conto, meglio è.

    • Ah quindi c’è bisogno di una carità collettiva e forzosa? Infatti, pensa un po’, tutte le più grandi opere di aiuto al prossimo vengono da iniziative individuali (o di gruppi di individui). Quando si è organizzata la “carità” in maniera collettiva e forzosa, abbiamo avuto ben altro: fabbriche di morte. No grazie.

  3. Pagare il viaggio di entrata a chi vuole entrare e lasciarlo competere con i lavoratori italiani costerebbe meno e aiuterebbe di più delle politiche di controllo.
    Sono d’accordo, insomma, sull’accoglienza (finalizzata all’integrazione più che all’assistenzialismo perpetuo: per quello, ricevuto, bastano molti italiani.)

  4. Parafraso in meno parole: “Non me ne frega un cazzo, e per non sentirmi in colpa dirò che siamo tutti così, anzi che è giusto e naturale. P.S. Come sono figo e controcorrente rispetto a voi intellettuali di sinistra – ma il popolo è come me e con me”.

    Su queste minchiate ci campa Giuliano Ferrara da vent’anni, arrivi tardi.

  5. L’universo non va in malora. L’universo se ne frega di quello che accade su un minuscolo pianeta in uno buco di sistema solare. Sei fatalista. Hai diritto di esserlo. E’ il tuo punto di vista. In parte anche il mio. Seppur non condivida le tue conclusioni, descrivi una parte della realtà. E la realtà non è bella o brutta, è quel che è. Per quella povera gente mi sono dispiaciuto sul serio per il tempo di un pasto o poco più. Poi sono ritornato alla mia vita, al mio lavoro, al mio grigiore. Non ho preso la macchina e non sono andato a raccogliere cadaveri o ad aiutare i profughi o i clandestini. Ci stracciamo le vesti in pubblico per motivi che attengono a volte all”etichetta pubblica che dev’essere tale in un paese cattolico (guai a dire che non ti interessi del prossimo), a volte all’isteria di massa (modello Lady Diana), altre semplicemente per riempirsi la bocca. Però non tutti sono così e rispetto chi davvero ha provato un profondo senso di costrizione e si impegna sul fronte dei soccorsi senza chiedere nulla in cambio. Il resto è politica e come tale fa schifo a prescindere.

  6. Tutto vero, tutto sacrosanto…fino a che questi maledettissimi sconosciuti ci busseranno alla porta o ancora peggio ce la tireranno giù. Poi fottersene (cosa in cui siamo bravissimi oltre che fotterci) sarà molto più difficile.
    Almeno l’Australia non ha questi doppi moralismi da cattolico-bigotto con la pancia piena. I barconi non li lascia nemmeno approdare. E chi si è visto si è visto.

  7. Fa davvero cagare questo articolo! non hai la più pallida idea di quanto il mondo vada in malora per la gente come te!
    Non hai la più pallida idea che già solo rattristarsi per quei 900 morti sia già molto di più che strafottersene come fai tu!
    Complimenti, continua a vivere la tua vita del cazzo

  8. Articolo ben scritto. Ineccepibile nei contenuti e furbo nelle intenzioni. Il commento di Dario (uno che proprio scava in profondità per capire) ne è la prova.

  9. Se però non continuassero a sbatterli in ogni fottuto media 24 ore al giorno come se fossero annegati sotto le case di ognuno di noi, sarei anche d’accordo… anche considerando che del vecchietto solo che muore nell’appartamento accanto al nostro ce ne frega perfino di meno fintanto che non comincia a puzzare.

  10. una cosa è essere stronzi, un’altra è scrivere un articolo per rivendicarlo quasi con orgoglio. una bella provocazione da ventenne universitario. immagino la soddisfazione con la ceres in mano nello scrivere ste 4 vaccate.

    • Volevo scriverlo io.. Ma che valore aggiunto da un articolo del genere? Si va semplicemente ad accodare alle innumerevoli minchiate scritte in questi giorni su questo tema. Non sprecate preziosi byte sul vostro DB, la cosa più difficile da fare in certi casi è rimanere in silenzio. Provateci anche voi ogni tanto.. Col tempo si rivela sempre la scelta migliore, fidatevi.

  11. Strano post, è una specie di contrappunto del “aiutateli a casa loro”. Sì, perché qui non c’è una chiamata al volontariato, c’è una chiamata a delle scelte politiche che variano dal bombardamento delle navi all’integrazione, con tutta la gamma intermedia, e non è poco. Il volontariato è una bellissima cosa, ma quasi irrilevante. E sì, tendenzialmente i neuroni specchio funzionanti servono a commuoversi e a farsi rappresentare da chi fa scelte politiche umanitarie. Se questo è il tuo caso, bene, votati il tuo Salvini, ma non mettere nel mucchio anche noi.

  12. Sei un grande e basta.
    Hai riassunto in poche righe molte perle di (scomoda) saggezza.

    Magari avessimo qualcuno come te come direttore di un giornale o telegiornale.
    Sarebbe una figata.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from mondo

Go to Top