un blog canaglia

CHESSBOXING

Il Darwinismo sociale e il Chessboxing

in cultura/società/sport by

Nella vita non si finisce mai di imparare e di scoprire. Io, ieri, ad esempio, ho scoperto il Chessboxing.
Per chi non lo conosce il Chessboxing, o scacchipugilato, è una disciplina sportiva mista dove due avversati si affrontano a round alternati di scacchi e di boxe. Viene definito Intellectual Fight Club ed è stato creato nel 2003 da un artista olandese, Iere Rubingh, dopo essersi letto “Froid Équateur” , del cartoonista Enki Bilal . Un anno dopo, nel 2004, nasce il primo Chessboxing Club officiale a Berlino. Eh si, non ci sono solo droghe e techno a Berlino, ma anche questi simpatici mash ups.
Tornando al dunque, ieri sera finisco a questo evento annuale di Chessboxing, che si svolge, ovviamente, in uno spazio espositivo. Certo, una palestra era troppo facile.
Alla “modica” cifra di 20 euro, che fino a qualche anno fa nessuno a Berlino avrebbe speso per qualsivoglia evento, ti ritrovi catapultato ad assistere a questo show, con un pubblico a dir poco variegato, composto di sportivi, hipsters che non hanno capito dove sono, ma tanto fa figo esserci, coatti di periferia tutto muscolo e niente arrosto a supporto dei boxeurs, artisti/fotografi/curatori/blogger/fashion addicted e altri wannabes, tutti vestiti neanche fossero sul tappeto rosso alla Première di un film a Cannes. Li sopporti perché , al di la di tutto, il chessboxing ha la bellezza della poesia e la passione della musica rock, capace di rapire anche chi come me, può combattere con i pupazzi di cartapesta e ha problemi serissimi a vincere una partita di scala quaranta.
Diamo quindi il via allo show. In mezzo al ring è posizionato un tavolo da scacchi. I due contendenti vengono chiamati dal presentatore. Il primo: Pablo, 19 anni di muscoli e arroganza, un Apollo Creed coatto e in vena di menare le mani, che si gonfia e si pavoneggia per il pubblico. Fa quasi tenerezza! Arriva poi il momento del contendente: “Signori e signore, ecco a voi Daniele di Bergamo!”. Daniele ha i capelli rosci, lunghi e lisci tenuti su da una coda bassa, si presenta con una maglietta di Mickey Mouse gialla e una simpatica panzetta della birra. E tu pensi: poverino, ora sono cazzi suoi.
Ma quello che Daniele non possiede in muscoli lo recupera quanto a intelligenza, strategia e concentrazione. Si siede, e inizia a muovere pedine sullo scacchiere a colpi di spazzola. Ha davvero sfiga però. Sta per fare scacco matto quando il tempo scade e si passa all’ incontro di boxe. Tre minuti sono lunghissimi, quando tecnicamente non si sa bene cosa si sta facendo e di fronte hai un pischello con i muscoli scolpiti nel marmo e  voglioso di vincere. Daniele le prende soltanto, le prende tante, a lungo, inizia a gonfiarsi, ma si difende, non molla.  La folla inizia a passare dalle sua parte. I tre lunghissimi minuti terminano e Daniele resiste. Non crolla. Si riposiziona al tavolo ed è scatto matto. Lui è felice come un bambino, e tutti, Hipters che ancora non capiscono dove sono e modelle comprese, sono felici per lui.
Il secondo incontro viene vinto anch’esso alla scacchiera dal pugile che più aveva sofferto in combattimento. Il terzo me lo perdo, mi attende una birra con gli amici, ma 2 su 3 mi sembra un buon risultato per la statistica.
Mentre ero li, infatti, ho pensato a molte cose: al coraggio, alla tenacia, alla costanza di allenarsi, alla capacità di giocare a scacchi, ma soprattutto ho pensato a questo: il Chessboxing è una sorta di metafora contemporanea del darwinismo sociale.
“Presso i selvaggi, i deboli di corpo o di mente vengono presto eliminati, e coloro che sopravvivono presentano solitamente un vigoroso stato di salute. Noi uomini civilizzati, al contrario, facciamo del nostro meglio per ostacolare il processo di eliminazione” scrisse Darwin.
Nella versione meno scientifica e più triviale si asserisce che nella lotta tra la vita e la morte è il più forte a sopravvivere.
La forza, però, non è solo quella fisica. La vera forza è nella mente. Non parlo di furbizia o intelligenza, ma di mente. Quella si che ti salva il culo. Quindi usiamola bene.

Viola Kunst, di origine laziale misto terrone (o piu´ poeticamente magno-greca), pur lasciando gran parte del suo cuore a Roma, vive, lavora e soprattutto paga le tasse da anni (tanti) a Berlino, con allegre pause in Grecia e in Spagna. Viaggiatrice incallita, pittrice di spirito rinascimentale e indole incazzata, ama prendere per i fondelli un po´ tutto quello che le capita a tiro. Il suo cervello isterico-disfunzionale crea teorie bislacche, che la sopracitata vorrebbe inculcare a tutti. Crede che Winnie the Pooh sia l´origine dei mali del mondo e mantiene una fede incrollabile nel buon cibo di qualsivoglia provenienza, nel rock e in Jane Fonda.

11 Comments

  1. Tutto è arte quando niente è arte. Tutto è sport quando nella scatola cranica ci naviga un fluido cerebrale non ben indentificato.
    Ecco cosa ne penso di questa ennesima cazzata. Non mi esprimo su chi spende 20€ per andare a vedere questa roba. Forse una sega sarebbe tempo speso meglio ma si sa, quando si ha così tanto tempo libero a disposizione è difficile pensare di riempirlo tutto. Dei buchini nel brodo cranico ti rimangono.
    Oggi è il schacchipugilato (dall’ennesimo inglesimo nonsense), domani potrebbero inventare uno sport dove la sfida consiste nel defecare e lanciare lo stronzo in un canestro, seguita da una partitella a scala 40. Per unire il nostro istinto animale con la intellighenzia.

  2. Ovviemante ognuno ha delle opinioni su qualisasi cosa, quindi hai fatto bene ad esprimerla. Il fatto che sia stata inventata da un artista non include direttamente il chessboxing nel campo dell´arte. Credo non sia quella l´idea principale. Io i 20 euro non li ho pagati e non li avrei pagati, ma mi immagino che per chi ama la boxe o gli scacchi sia un po´ come per altre persone pagare dei soldi per vedere la squadra di calcio o il proprio cantante preferito. In quanto ex atleta professionista inoltre credo non ci sia niente di male ad impiegare il proprio tempo libero “allenandosi” invece che facendosi le seghe (con tutto il rispetto per chi si fa le seghe, cosa buona et giusta). Io l´ho trovata una combinazione affascinante, dal momento che questi atleti (amatoriali molti di loro, ma pur sempre atleti) devono allenarsi in due campi completamente diversi tra loro. In fondo esiste anche il curling 🙂

  3. Domanda: esiste un tempo prestabilito per le mosse alla scacchiera?
    In caso non esista, cosa impedisce al puglie vero di aspettare un tempo indefinito e stendere l’avversario con le mani?
    Nel caso esista, cosa succede se uno dei due giocatori non muove niente?

  4. non c’è speranza per l’umanità, continua a sfornare ragazzini nuovi cui tutto pare nuovo e tutto pare una figata pazzesca.

    (“io, modestamente, ho battuto il campione mondiale di scacchi e il campione mondiale di braccio di ferro; il campione di braccio di ferro a scacchi, e il campione di scacchi a braccio di ferro” – g. marx, più o meno coevo di omero)

  5. non sopravvive il più forte ma quello che si adatta meglio
    ciccia per parare le botte e cervello fino per muore i pezzi
    🙂

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from cultura

Go to Top