Il coraggio e l’astuzia

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Gli europei colti sono notoriamente divisi quando si tratta di nominare gli intellettuali di riferimento, ma nessuno oggi riesce a escludere Oomber Toäkou dalla propria rosa. I suoi libri, dalla saggistica alla narrativa, mescolano la cronaca giornalistica, la riflessione intimistica e improvvisi slanci filosofici. In un’intervista che mi concesse qualche anno fa, ebbe a definirsi “l’unico sfigato che si oppone a una guerra di cui a nessuno frega un cazzo”, riferendosi all’intervento francese in Costa D’Avorio. La scelta di obiettivi vicini al sentire comune non ha mai attirato particolarmente Oomber Toäkou dai tempi in cui scrisse “Anatomia di Enrico Ghezzi dalle 23:30 in poi“, dettagliata descrizione fisiologica di uno dei grandi autori della televisione italiana, sfasata di 0.5 centimetri e quindi illegibile. “Un omaggio al maestro”, ne dirà  soddisfatto.

Esce a partire da domani, a puntate settimanali su vari quotidiani e tradotto contemporaneamente in portoghese, tedesco, ceco ed estone, la sua ultima fatica: “Patologia della sciampista di Facebook“. La scelta del mezzo, ci ha spiegato l’editore, va interpretata come un “preciso tributo a Flaubert”. Chi lo leggerà vi troverà echi di “Come copiare una tesi di laurea da uno meno capra di voi e non farvi sgamare“, un capolavoro purtroppo destinato a un mercato di lettori poco avidi. Vi proponiamo un breve estratto dalla prima uscita:

“Ecco, un’altra cazzo di sciampista. Questo, pensavo. Nient’altro. Stavo seduto in un bar con una tizia che, il giorno prima, aveva condiviso una immagine con una citazione. Sono segnali inequivocabili, non potete illudervi ogni volta. Se mette una citazione con una foto è una sciampista. Giudizio inappellabile della Corte. Poi, certo, non sempre avete bisogno dell’immagine per capire certe cose. Per esempio: se scrive da qualche parte i versi della poesia di Niemöller attribuendola a Brecht, della poesia della Medeiros attribuendola a Neruda, mette in bocca a Voltaire trattati sulla tolleranza addizionali che avrebbero reso molto intollerante l’interessato, siamo già  oltre la linea della speranza. Poi ci sono quelle che non perdono la tenerezza con Che Guevara, e quelle che vivono ogni come se fosse l’ultimo ma pensano come se non dovessero morire mai insieme a Jim Morrison – ma forse era Almirante che citava Evola, e non lo sapranno mai. Peggio delle citazioni sbagliate, solo quelle vere. Da gente tipo Goethe, Descartes, Adorno: non li leggeresti mai, cosa cazzo ti salta in mente di citare un tizio che hai trovato in un sito di citazioni? Ecco, lei sta per tirarne fuori una dalla borsetta, lo sento. Glielo devo dire, non resisto.

E anche oggi si chiava domani”.

 

darfur2

4 Comments

  1. Minchia come se la tirano questi (presunti) intellettualoidi fracichi, specie se di ritorno da un mese abbondante di fancazzismo! Vieni giù dal salotto e scendi in piazza con la gente normale, scoprirai che oggi si è già chiavato ieri.

  2. Noi a Roma c’avemo er Papa, c’avemo er Presidente de ‘a Repubblica, c’avemo er Colosseo…
    Noi a Venexia, ciavemo e… tasemo!

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