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Il coccodrillo come fa?

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Berlusconi teme la deriva autoritaria quando l’autoritario non è lui o, almeno, quando non è un suo amico. L’ex Cavaliere non ha torto nel denunciare lo squilibrio istituzionale che si va delineando, ma è certamente l’ultimo a poterne parlare: perché è complice di tutto quanto è avvenuto. E nulla sarebbe cambiato se il successore di Napolitano fosse stato eletto con una larga maggioranza, perché l’equilibrio di un sistema non può fare affidamento sul fatto che il Capo dello Stato non impazzisca improvvisamente.

Berlusconi ora si dice preoccupato dal quadro che risulta dalle riforme che dimezzano il numero di parlamentari e dalla legge elettorale che ne garantisce in larga parte la nomina. Tutto giusto, ma più ora denuncia il fatto e più manifesta la sua cattiva fede e la sua totale inaffidabilità. Il sistema che fin qui ha contribuito a impostare, tanto per fare un esempio, scongiura in modo assoluto che mai più l’elezione di un Presidente della Repubblica avrà bisogno della convergenza tra diverse forze politiche. Se per eleggere Mattarella il Pd ha avuto bisogno di qualche rinforzino, la prossima volta il partito egemone avrà – per definizione – i numeri per eleggere l’arbitro che preferisce senza alcun bisogno di condividere la scelta con altri. Per Berlusconi, che ora versa lacrime da coccodrillo, sarebbe stata in ogni caso – e a prescindere dai limiti anagrafici – l’ultima trattativa per il Colle. Se ne lamenta solo perché non sarà a lui a goderne.

2 Comments

  1. Perché, ha mai detto o fatto qualcosa, quantomeno da “politico”, senza la più profonda malafede e facendo leva su tutta la sua più plateale inaffidabilità?
    No, lo domando così, per capire…

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