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Il cittadino è minorenne

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Quindi, a conti fatti, senza entrare nei dettagli, il riassunto delle riforme in corso pare essere questo: il Senato viene nominato dai consigli regionali, la Camera per buona parte dai vertici dei partiti e le Province dai sindaci e dai consiglieri comunali.
Il cittadino diventa di fatto una specie di minorenne limitato. Il suo voto ha un peso essenzialmente ratificante, non partecipante. Come se votasse ‘Si’ o ‘No’ ad un referendum.
Attenzione, non voglio dire che ciò sia un bene o un male. Scatto solamente una fotografia. Non è che adesso o negli ultimi 40 anni la ‘partecipazione del cittadino’ abbia apportato chissà quali cambiamenti epocali e garantito miglioramenti della vita civile. Assolutamente. Anzi, considerati gli standard attuali, il contrario. Quindi che si cambi rotta è inevitabile. Succede. Qualcuno urlerà allo scandalo ed al solito “è un Colpo di Stato”. Qualcuno farà le primarie, aperte, chiuse, di coalizione etc etc. Altri diranno che la non partecipazione al voto sia un segnale di progresso civile in linea con l’affluenza bassa di tutto (quasi) il mondo occidentale. Che nei paesi ricchi emergenti le elezioni nemmeno ci stanno e si vive lo stesso, a volte anche meglio. Che l’astinenza dal voto sia un successo messianico, perché la democrazia rappresentativa ha fallito. Si dirà che questo sia il modo indispensabile per modernizzare il paese. Si dirà:”e che pensi che la democrazia diretta dei voti online sia meglio?”. Per l’amor di dio, lasciamo perdere proprio. “La città è malata, il popolo è minorenne”. Alessandra Moretti e Deborah Serracchiani sono maggiorenni. Tu cittadino sei limitato invece, pussa via cittadino, vatti a sfogare con i raid contro gli immigrati, così ti senti attivo e politicamente protagonista.

Probabilmente se il Parlamento chiudesse domattina nessuno ne sentirebbe la mancanza, tanto poco risulta incidente se non nell’introdurre tasse e burocrazia.

Probabilmente, come direbbero gli esperti ed i demagoghi, siamo in una fase di democrazia plebiscitaria ratificante che si adegua alle necessità della competizione globale dei tempi che corrono, dove l’eventuale agibilità del voto deve servire solamente a confermare cose già decise a tavolino da altri soggetti ‘veramente’ competenti ed in sedi più ristrette e ‘prestigiose’.

Ma va tutto bene. Non è assolutamente un problema. Fate tranquilli. Fate queste benedette riforme perché come ci ripetete a manetta ‘una democrazia che non decide non è una democrazia.’ L’importante è che si sappia. Perché se prima ci siete stati e poi però, se non vi conviene più, cominciate ad indignarvi, ecco, l’indignazione postuma evitatecela. “L’abbiamo sbagliato” risparmiatecelo. Piuttosto sparatevi via endovenosa dosi massicce di dexedrina, riutilizzate autisticamente i Lego, ritornate nei quartieri della vostra infanzia e rigiocate a nascondino, andate a puttane o a caccia di cervi, iscrivetevi a corsi di sub, dedicatevi al baratto, non lavatevi più e grattatevi tutto il giorno, immaginatevi sognanti che in caso di morte vi dedicheranno un film dal titolo ‘Non escludo il ritorno’. (Escludetelo invece). E, cosa fondamentale per il bene vostro e di chi vi sta vicino, la conseguente sovraeccitazione anfetaminica scaricatela, con la costanza adeguata, in modo brutale e senza titubanze di alcun tipo, violentemente su voi stessi, se volete anche a telecamere accese su La7. Ve ne saremo sicuramente ed immensamente grati.

Soundtrack1:’Stellina’, Edda

Soundtrack2:’ Stand Behind The Man Behind The Wire’ Stefano Pilia

Soundtrack3:‘On the water’, Future Islands

Film1:‘Italia ultimo atto’, Massimo Pirri

31 Comments

  1. L’unica forma di protesta rimasta e non violenta è il non voto. Ringraziando sempre lo stimatissimo nostro Presidente della Repubblica G. Napolitano.

  2. Il cittadino è minorenne. L’ha provato e riprovato negli ultimi vent’anni. Votando Berlusconi, votando D’Alema perchè era contro Berlusconi, votando la Lega e rivotandola quando s’è rivelata persino peggio di quello che voleva combattere, dando milioni di voti a un comico con manie dirigistiche che urla ‘uno vale uno’, dando la colpa agli immigrati dell’andamento dell’economia quando la propria aspirazione media è trovare un lavoro alle poste.

    Altro che governo di nominati, ci meritiamo Pol Pot.

  3. Ciò che rende la (liberal)democrazia “il peggior sistema di governo ad eccezione di tutti gli altri” è solo un particolare piccolo piccolo: che periodicamente il popolo, immaturo per definizione ma saggio per necessità, invece di linciare un’intera classe dirigente dovrebbe linciare sé stesso e perciò se ne astiene. Un bel vantaggio. Unico ma decisivo, con buona pace dei rivoluzionisti in attesa del messia.

    • Si astiene, perchè democraticamente elegge le fave invece dei politici per governare un paese. Le uniche figure politiche elette dai cittadini (come ben Lei dovrebbe sapere) a suffragio sono i Sindaci, i Presidenti di Provincia e di Regione. E anche per loro nonostante le boiate che combinano l’amnistia è garantita. Per cui di strade percorribili se non il non voto io non ne vedo. A meno che Lei non sia un eversore con il pallino della caccia. Ma questo è altro argomento.

      • IO mi astengo, “il popolo” o la sua maggioranza vota, magari turandosi il naso, per ceffi che rifanno una legge elettorale ad ogni legislatura guardandosi bene (il popolo minorenne, i ceffi votonominati e i democraticisti) di adottare L’UNICO sistema elettorale che dà LIBERTA’ REALE di scelta: quello uninominale maggioritario con un solo candidato per lista scelto con le primarie per tanti piccoli collegi quanti saranno gli eletti.
        Tutti gli altri, e soprattutto il proporzionale puro con preferenze in circoscrizioni di milioni di abitanti, sono truffe che si basano sull’utopia che OGNI cittadino sia un politologo che sa scegliere tra decine di candidati. Ma non lo è e non può esserlo. Specchietti democraticistici per allodole, o allocchi. E’ per questo che la (liberal)democrazia pone paletti a-democratici inviolabili anche per la maggioranza; l’utopia del popolo infallibile porta alle “democrazie” alla Muhammad Mursi.

  4. Alla base avrai sempre una instabilità politica soprattutto dove lo scarto nei collegi tra i partiti è ridotto. La differenza alla fine la fanno i piccoli.
    Io comunque ragionavo sulla desistenza che ormai l’individuo tiene dentro di se impossibilitato a determinare un cambiamento o un rinnovamento di questa losca politica.

      • … appunto qualora ne esistesse ancora uno!
        Quindi almeno sia che chi si piazza sullo scranno perchè è inabile a compiere qualsiasi altro lavoro utile alla società, lo possa fare al massimo per un paio di lustri (il che mi sembra sufficiente per sistemare se stesso e la famiglia) e poi si levi dai coglioni.
        Varrebbe per dibbatista o crimino come varrebbe anche per scrafalotto e bon-ano…
        Suvvia, lo sa che ho ragione!

  5. Apprezzo molto quando si discute senza insultarsi, specialmente quando trovo anche idee e proposte ragionevoli. Complimenti a tutti.
    Tuttavia sento anche l’obbligo, per onestà intellettuale, di sottolineare che il problema di questa losca politica, qui ed ora, è che l’unica maggioranza che a norma di questa costituzione, di questi gruppi parlamentari e di questo presidente della repubblica si è rivelata possibile è quella attualmente vigente in questo parlamento.
    Io ho volontariamente disperso il mio voto alle politiche del 2013 e mi sono astenuto alle europee del 2014, e perciò mi chiedo: a uno che ha scelto di ritrovarsi oggi a fare il presidente del consiglio con questa/e maggioranza/e parlamentare/istituzionale che senso ha fare proposte come quelle suesposte (anche da me)?
    Diciamo che sono proposte per candidati ed elettori in vista delle future elezioni politiche? Allora dovremmo almeno limitare le proposte all’alternativa tra l’indigesto italicum e il consultellum che ha sostituito il porcellum. Dura, eh?

    • Io non ho mai disperso il mio voto. Ma vivo questi ultimi anni nella più completa sfiducia istituzionale aggrappato all’illusione di un’utopia scolastica ormai abbandonata da moltissimi decenni e dando asilo alla convinzione che ci meritiamo qualcosa di meglio.
      Dunque vorrei un giorno eleggere chi mi deve comandare e vorrei un giorno potergli dire, stai a casa che non è il tuo mestiere. E anche no.

  6. Uno: al momento consultellum forever

    Due: governo = potere esecutivo (governante di casa)
    parlamento= potere legislativo (padrone di casa)

    Non è il contario e non è difficile da capire. In una legislatura i governi possono cambiare anche ogni mese o anche non avere necessariamente la fiducia e svolgere il compito dell’ordinaria gestione della baracca comunque (decreti esecutivi).

    Purtroppo ormai è passata la vulgata che chi è al governo comanda è questa è la più insulta delle travisazioni a cui siamo andati incontro come popolino grazie all’intensa attività di lavaggio del cervello di mamma RAI e zia Mediaset.

    PS a chi chiede un’azione di governo snella rispondo che sono oltre 30 anni che in Italia i governi legiferano alla velocità della luce con i decreti legge “urgenti” e la questione di fiducia e che è grazie alla legislazione d’urgenza il cui rapporto rispetto a quella del parlamento è di 10 a 1 che abbiamo una giungla normativa ed una burocrazia medievale.

    Non servono nuove leggi. Serve far applicare quelle che ci sono.

      • Se facesse il suo si… ma non fa il suo ed invece invade il territorio altrui!

        Vuoi un esempio? Vado veloce così mi segui…
        Nel novembre 2013 diventa legge il DDL Carrozza sull’Istruzione e Università
        Prevede il riordino della durata delle scuole di specializzazione mediche
        Scrive che tale riordino è demandato ai decreti attuativi da promulgarsi entro marzo 2014.
        Non succede nulla.
        A settembre 2014, quando ormai sta per finire l’anno accademico di riferimento, ancora nulla.
        Crimì riesce a far approvare un emendamento alla legge di stabilità che prevede che il riordino avvenga entro marzo 2015!
        Nel frattempo il MIUR emana i decreti attuativi per il concorso nazionale.
        Abbiamo visto tutti il casino (informatico) che ha rischiato di mandare tutto all’aria; per fortuna trovano un’escmotage.
        A dicembre se tutto va bene ci sarà l’avvio delle attività formative dell’anno accademico 2013/2014 (in pratica 5500 specializzandi, inizieranno le loro attività oltre un’anno dopo l’inizio ufficiale dell’anno accademico).
        Ancora non si vede alba dei decreti di riordino (l’emendamento prevedeva l’espletamento del prossimo concorso entro marzo 2015!).

        Allora io voglio che la “governante” di casa sia sempre quella, ci mancherebbe. Ma vorrei che si occupasse di tenere la casa in ordine invece che andare in giro a vendere i mobili o a discutere con il comune per la fornitura del gas.
        Per queste cose c’è l’amministratore che è stato delegato dal proprietario.
        Che poi la governante debba godere della fiducia dell’amministratore, bene. Ma se va oltre le sue competenze, passi lunghi e ben distesi che di colf è pieno il Paese!
        Credo di essermi spiegato vero?!

  7. Ti sei spiegato molto bene ma rimane però il conto che la gestione in questo caso è molto più complicata che non il semplice rapporto tra governante e padrone di casa. Forse e dico forse il conflitto di poteri è troppo sbilanciato in relazione alle “cariche” rappresentate soprattutto per chi dovrebbe pulire casa. Il quale è troppo sovra-esposto rispetto agli umori di partito. Un battito di ali e lo fanno cadere come una foglia secca.

    • Ho semplificato, ma la stabilità è un totem come lo è la crescita economica infinita.
      Magari al posto della stabilità mi piacerebbe una “visione” politica (ad esempio provare ad immaginare delle politiche per arrivare almeno al 50% di autosufficienza energetica entro 20 anni).

  8. @ GIORGIO N. – dal momento che concordo pienamente con il tuo

    “Due: governo = potere esecutivo (governante di casa)
    parlamento= potere legislativo (padrone di casa),

    trovo alquanto contraddittorio il “consultellum forever”, ma non me ne stupisco leggendo la condivisibilissima analisi dell’attuale stato dei rapporti governo-parlamento, nella quale manca però un elemento fondamentale, senza il quale non si capisce come mai si sia arrivati all’attuale sfacelo istituzionale: la violazione sistematica da almeno sessant’anni dell’art.67 della Costituzione (Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.)

    Ciò ha costituito l’eversione che ha trasformato la democrazia in partitocrazia, facendo sì che il parlamento valesse zero, il governo 0,1 e le segreterie dei partiti 99.9. Non è un caso che per contare qualcosa in tale regime l’importante diventa la conquista del vertice di un partito.

    E’ per questo che ritengo il sistema proporzionale, e tanto più quello “puro” come il consultellum, quanto di peggio si possa desiderare in una situazione che dal proporzionale è stata creata (prima repubblica) e in un paese che neanche dopo un referendum vinto con l’83% ha potuto godere dell’uninominale puro, ma solo (grazie a Scalfaro) con quella polpetta avvelenata del 25% di proporzionale contenuto nel mattarellum. Come fu facile, per l’ex Cav., varare il porcellum!

    Obama è a capo di un governo che chiamano “amministrazione”, e deve guadagnarsi il consenso di parlamentari che possono fregarsene degli ordini del partito, ma per quattro anni è inamovibile. E se non riesce a fare le cose che ha promesso perché i legislatori decidono altro può (anzi deve) sempre fare la brava governante.

    N.B. – Nessun membro dell’esecutivo americano può essere anche parlamentare. Non affronto il tema del presidenzialismo, mi limito a far notare che quel sistema politico dura da oltre due secoli e ha continuato a funzionare nonostante l’azione nefasta di una pletora di presidenti imbecilli.

    • D’accordo con lei. Il suo ragionamento completa il mio e lo condivido appieno.
      Il Consultellum però almeno ha le preferenze ed è al momento l’unica legge elettorale valida con cui si potrebbe votare.

      Dalla partitocrazia se ne esce con il limite dei due mandati. Lo vado dicendo ovunque perchè tra tutte le proposte fatte dal M5S era l’unica veramente benefica per il sistema partitocratico (oltre ovviamente alla fedina penale intonsa per potersi candidare).

      Si può dire tutto il male possibile di Grillo ed io non sono certo uno di quelli che difende le scelte autolesioniste fatte con le espulsioni e la politica dell’opposizione dura e pura, ma a Grillo va dato atto della coerenza (rara virtù in politica) perchè qualora si fosse candidato e fosse in Parlamento – con la visibilità mediatica che ciò comporta – la storia adesso forse sarebbe diversa, al netto delle sue interperanze…
      Ma è stato condannato per omicidio colposo a seguito di incidente stradale (quindi nulla a che fare con la condotta morale), ma in coerenza ha detto che i condannati in via definitiva non potevano candidarsi.
      Cioè la rivoluzione copernicana in politica ha avuto la stessa visibilità della scoreggia di una pulce…
      Un problema, oltre ai partiti c’è ed è il sistema dell’informazione.

      • @ giorgio: a quanto mi risulta sembra esserci (il dubbio è d’obbligo…) nell’italicum una possibilità che me lo fa preferire al consultellum e consiste nella maggiore probabilità che in un sistema tri- o multipartitico il vincitore non superi il 40%, nel qual caso si va al ballottaggio tra due soli candidati.
        In questo caso, che io presumo di gran lunga il più probabile nella maggioranza dei collegi, la preferenza è reale e non si esprime all’interno della stessa lista ma scegliendo tra una lista e l’altra, spezzando la concezione dell’ “appartenenza” partitica in favore del giudizio critico sul valore del candidato. Come dire, dal sistema tolemaico a quello copernicano. Comunque, sarebbe un avvicinamento al sistema uninominale e non un allontanamento.

  9. @Giorgio

    Sono sempre daccordo.
    Però non dimenticarti che il sistema di informazione è in vita per la politica. Sono legati dallo stesso cordone ombelicale ED è IMPENSABILE ritenere che si scriva nei giornali quello che la politica non vuole sia scritto.

    @SNOB

    A proposito di Obama. Mi chiedo come possa amministrare di conto suo non avendo più a disposizione i voti del suo partito. Dunque da questo mese l’amministrazione Obama è nuda e cruda per i prossimi due anni. Ma ha un senso tutto ciò?

    • Certo che ha un senso, anzi l’unico senso alla base del sistema liberaldemocratico: il potere del popolo si estrinseca nel potere legislativo, mentre quello esecutivo deve per l’appunto “eseguire”. E se un Presidente vuole perseguire una certa politica deve conquistarsi il consenso del Congresso e del Senato, altrimenti dovrà arrendersi al ruolo di “governante” nel senso chiarito da Giorgio N.; ruolo nient’affatto disprezzabile, come comunemente si pensa nell’Europa continentale, ma massima espressione della nobiltà della politica quando vissuta come servizio per la comunità qui ed ora, e non come trionfo utopistico di una visione del mondo sulla sconfitta di un’altra visione del mondo (eredità giacobina ritenuta da Hannah Arendt causa del totalitarismo congenito al modello di partito eurocontinentale).

    • “…è IMPENSABILE ritenere che si scriva nei giornali quello che la politica non vuole sia scritto.”
      Non sono d’accordo. Il sistema dell’informazione avrebbe come primo dovere quello di fare il debunking (demistificare) del potere, Ciò in quanto il potere per sua stessa natura tende alla prevaricazione. Non serve che mi spieghi e l’ha detto pure Bergoglio oggi nel discorso al parlamento europeo.
      In una democrazia chi comanda DEVE essere criticato con particolare ferocia e non godere di immunità mediatica. E’ una regola fondamentale e non è neppure difficile da far rispettare oggi.

  10. E’ la legittima scelta di una governante che preferisce non chiedere al suo padrone cosa deve fare. La sua Costituzione gliene dà il potere, e non obbliga il Parlamento (ma neanche glielo proibisce) a legiferare su tutto. Ma Obama per quattro anni ha fatto molto, e per altri due ha fatto così così; se per gli ultimi due farà poco o niente è sempre un gigante rispetto a chi ha la disgrazia (per noi) di governare in Italia.
    Per chiarezza: non sono un fan di Obama, rilevo solo che il sistema politico in cui opera gli permette di operare meglio di qualsiasi politico in paesi con più di venti milioni di abitanti. Se la liberaldemocrazia, “peggior sistema ecc. ecc.” sarà un giorno superata, o più probabilmente riformata, avremo solo un sistema meno peggiore, ma MAI perfetto: è scientifico.

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