un blog canaglia

Il candidato grillino ed il complotto dei media di regime

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di Ilario D”Amato

Incognita Grillo in Campania: partiti in allarme“. Questo il titolo dell”articolo firmato da Adolfo Pappalardo pubblicato il 6 febbraio da “Il Mattino”.

Un articolo in cui si mette in luce l”imbarazzo e la preoccupazione di Pd e Pdl perché Grillo potrebbe “sfondare” anche in Campania. Un articolo che poi analizza e dà voce ad alcuni candidati del “MoVimento”. Ce ne sarebbe abbastanza perché i “grillini”, che spesso lamentano di essere esclusi dai “media di regime”, fossero contenti.

E invece.

E invece la pagina rimbalza su Facebook di pagina in pagina. A San Giorgio a Cremano (provincia di Napoli) non la prendono bene: “E il Mattino scopre il Movimento 5 Stelle.”, commentano. Quali sono le critiche?

Il giornalista Pappalardo ha osato scrivere (“come per sarcasmo”) che Grillo sia un comico. “Che schif e gente che sit” (= che schifezza di gente che siete), taglia corto Fedele. Ma il bello deve ancora arrivare.

Sergio Puglia, uno dei candidati che aveva ottenuto spazio all”interno dell”articolo, la prende sul personale: “PESSIMO articolo!!!”. Cosa avrà mai osato scrivere Pappalardo?

A pié della mia foto anziché approfondire le notizie sulla mia professione, che ormai conoscono anche i ragazzi che si divertono a scrivere due righe per i giornalini locali, ha scritto con sufficienza “sul profilo fa sapere che è esperto di informatica.” ahahahahahhahahahah

Nel curriculum che lo stesso Puglia fornisce, la prima attività lavorativa che incontriamo è “Produzione Software Paghe e Contributi – Settore Lavoro”. Forse si sente offeso dalla qualifica di “esperto”. O forse avrebbe voluto che il giornalista inserisse anche i numerosissimi “Master” (da 18 ore complessive) inseriti nell”elenco? Non è chiaro.

Quello che è chiaro è che Puglia se la prende duramente con Pappalardo, mettendo in dubbio anche la professionalità del giornalista:

Questo è un pessimo modo di approfondire le notizie da dare ai cittadini per informarli. Tanto più che IL MATTINO di Napoli percepisce dallo Stato un Finanziamento pubblico all”editoria (con i nostri soldi, con le nostre tasse, finanziano quel giornale). Quindi dovrebbe, a maggior ragione, fare informazione di qualità (dovrebbe!).

La soluzione per punire questi giornalistacci che si permettono di non fare inchieste minuziose sulla professione dei candidati del MoVimento?

RICORDO. PRIMA A ME STESSO. CHE NEL PROGRAMMA DEL MOVIMENTO 5 STELLE C”E”: “Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche”.

Provo timidamente a far notare che se il collega ha scritto qualcosa di falso, lo si può denunciare per diffamazione a mezzo stampa. Se il collega ha violato la deontologia professionale, lo si può segnalare all”Ordine dei giornalisti della Campania. E che l”eliminazione del finanziamento ai giornali, da solo, non risolve nulla.

Ma nulla, il candidato grillino -inquisitore e giudice- ha già emesso la sentenza: il giornalista Andrea Pappalardo “si è concentrato a far apparire i candidati dei sufficienti”, perché altrimenti “si sarebbe accorto che nel CV avevo tutt”altre professionalità da mettere in risalto”.

E Gianluca Rizzo svela il complotto: “TROPPO TARDI, sono fuori tempo massimo questi giornali. L”onda sta arrivando”.

Conosco bene le minuzie alle quali si affidano i foglietti pagati dallo Stato: non basta dire che non si è commesso alcun reato previsto dal codice. C”è un reato per me più grave di molti altri, ed è quello di disonestà intellettuale. (.) E” un comportamento DI MERDA. Artato. Volto ad ottenere precisi risultati. (.) Non è giornalismo, non è cronaca: è esercizio MOLESTO di una professione. (.) Allo stesso modo Vega viene raggiunta da “Disoccupata, scrive sul Web “competenze? Iscritta al Meetup da molti anni”. Quale messaggio si vuole dare ai lettori confezionando una frase in questo modo? Si vuole dire che c”è una povera minus habens che non sa fare nulla e ha come unica competenza il fatto di essere iscritta ad un sito. E” il tipo di messaggio che vorrebbero mettere in testa alla gente. Ed è FALSO, è DISONESTO. Spero di essere stato chiaro.

Chiarissimo. Peccato che la candidata Vega Colonnese faccia sapere, sul suo stesso profilo, di essere disoccupata. Quindi è quello che ha scritto il signor Rizzo ad essere falso, oltre che disonesto. Superiamo agevolmente commenti della caratura di “un giornale di merda da non leggere assolutamente. e” buono per pulirsi il culo in caso di emergenza o incartarci il pesce pero”. ah dimenticavo. va bene anche come lettiera per i gatti” e “Il Mattino. una testata giornalistica che non ha giornalisti ma “giornalai”. con tutto il rispetto per i giornalai. e state ancora dicendo che questa gente deve essere sovvenzionata con contributi statali. ma per piacere!!!“. Proseguiamo. Il candidato grillino accusa il giornalista di avere una precisa strategia disinformativa:

chi ha scritto l”articolo non è un fesso, ossia non trascrive “bugie”, ma verità inserite in un modo tale da dare il messaggio che gli hanno commissionato, opps pardon, il messaggio che ha ritenuto dare.

Andrea Cioffi “ha vinto le parlamentarie grilline con 169 voti”? Complotto: “serve a sminuire la vittoria delle parlamentarie”.

Vega Colonnese è “disoccupata” e come unica competenza ha quella di essere iscritta al MeetUp? Complotto: “serve a sminuire la professionalità e le competenze di quella persona”, perché “per un attivista la frase Meetup ha un suo peso ed una sua certezza di attivismo ed “ortodossia” del metodo del MoVimento 5 Stelle” (sì, avete letto bene: ortodossia).

Del povero Sergio abbiamo già parlato, ma cosa dire di Danilo Cascone? Nulla. O meglio, la fantasia grillin-complottista non conosce freni ed elabora che “inserendo una verità oggettiva, asetticamente esposta, serve a dare alle altre che seguono (Vega, Andrea e Sergio) la stessa valenza “oggettiva””. Ancora una volta, complotto. Applausi.

Ma perché questo vomito di insulti ed accuse dovrebbe interessarci? Perché, a mio avviso, è la perfetta rappresentazione del modo di pensare di una certa parte dei grillini: se i giornali non parlano di loro è un complotto; se ne parlano, lo fanno per sminuirli. E questo sempre, senza alcuna eccezione. Se si appella Grillo “comico” è un complotto. Se si scrive quello che gli stessi candidati scrivono di sé sul proprio profilo è un complotto. Accerchiati da ogni parte, si rinchiudono nel branco dove ognuno dà ragione all”altro, vantandosi di non leggere i giornali (tutti pagati) né di vedere la televisione (tutta collusa). È un mondo in bianco e nero, dove è facile intuire chi interpreterà la parte del cavaliere coraggioso contro il drago cattivo. Dichiarano di subire un torto, ma non fanno nulla per porvi rimedio. Nessuna denuncia, nessuna segnalazione all”Ordine. Eppure i giudizi che esprimono sono forti, accuse precise. Un”inerzia che stride fortemente con la parvenza di “attivismo” che il “MoVimento” vuole dare di sé. E questi non sono attivisti qualunque, ma candidati. Gente che vorrebbe governare un Paese. Parafrasando Levi, “se questi sono i candidati.”

27 Comments

  1. Ricordo che qua nei commenti valgono solo i voti degli autori di Libernazione. Tutti gli altri partecipano coi like. Esprimere pareri, tuttavia, è consentito: ma sappiate che non li conteggerò. Besos.

  2. Allora, io voto questo post rispetto a quello di Ilaria. La spiegazione del meccanismo con cui i grillini interagiscono coi media è ottima, e davvero interessante. Quindi per me ‘sto post passa. Ma sfrondiamo, Ila’. E’ un po’ macchinoso. Come dire, si percepisce una vaga idea di confusione. Vinci tu, stavolta: ma pe r me devi iniziare a togliere un po’. Baci.

  3. Sono molto indeciso. In entrambi i post traspare quel senso di superiorita’ antropologica, culturale e morale che mi turba.
    Pero’ il post di Ilario e’ stilisticamente piu’ originale, pur essendo entrambi contenutisticamente poco utili (i.e. = non ho imparato nulla che non sapessi gia’ ne’ dall’uno ne’ dall’altro).
    Mi spiace per Lucia.

  4. Sono d’accordo con Capriccioli, il post è un poco macchinoso. Infarcire il testo di epiteti ed espressioni ad effetto (“grillino giudice e inquisitore”, “fantasia grillin-complottista”)può essere un’operazione rischiosa: se non si è equilibrati e non si ha senso della misura, annoia. Ci sono troppe citazioni e troppo lunghe: è un post, non una punizione. Ad ogni modo, c’è qualche spunto interessante e confido che al prossimo giro migliorerai. Lo voto.

  5. Cosa mi piace: l’opinione nel merito; l’approccio argomentativo di dettaglio, frase per frase; la pazienza.
    Cosa non mi piace: l’argomento specifico: so che Grillo e i suoi seguaci erano e sono di stretta attualità, ma abbiamo già visto veramente molte dichiarazioni grilline ridicole, ultimamente, e forse più rilevanti di queste; lo stile complessivo: per me un post del genere, senza una buona innaffiata di ironia, finisce per bruciare nella pentola; il finale-finale: “parafrasando Levi” per me è “mi serve una chiusura, una qualunque”.
    Senza rancore, Ilario, è un bel post e condivido anche quello che hai scritto, ma preferisco l’altro.

  6. Preferisco l’altro. Questo è un buon post ma ad un certo punto mi sembra, leggendolo, di essere finito in un vicolo cieco e mi ha fatto venire voglia di fumare nervosamente.Solo che sto cercando di smettere.Senza rancore, Ilario.

      • forse il problema vero sta proprio nel fatto che il tuo post mi ha evocato il vicolo cieco dove siamo finiti veramente e la mia valutazione è nata da una sorta di ansia di rimozione.sto usando la sigaretta elettonica e ieri dopo tre mesi ho ricomprato un pacco di marlboro.non deve riaccadere!:)

  7. Ilario ti capisco, ho lo stesso problema con l’abbondanza di parole e l’eccesso di argomentazioni. Ma qui avevi trovato un tema perfetto, con un tempismo perfetto, e una chiusura puntuale e che li lascia senza scampo, giustamente..
    Ma non meritano tutte queste parole. Per questo non ti voto.
    🙂

  8. RIporto l’intro al commento all’altro post perché vale anche qui:

    “Dunque, io sono contrario ai giudici ed al giudicare: per questo motivo, invitato a giudicare i post da Capriccioli, mi sono chiuso in stanza ed ho fatto una contestazione bruciando una foto di Capriccioli, una mia foto ed una foto di Pannella che male non fa mai…”

    Per il resto post dall’argomento centrato. Ale ha ragione (BUM!) a dire che è un po’ troppo lungo e macchinoso; Sassi ha ragione (BABOOOOOM!!!) a dire che ci sono troppi aggettivi un po’ inutili. Ma la sostanza, in questo caso, prevale sulla forma: se posso permettermi un consiglio sui prossimi post (BABABABABOOOOOOOOMMMMM!!!!!!), falli meno lunghi e meno “valutativi”. Voto Ilario

  9. Premetto che avevo giurato a me stesso, dopo mortificanti esperienze da giurato in concorsi musicali, di far parte nella vita solo di giurie di qualità in concorsi nel cui titolo siano comprese le parole “miss maglietta bagnata”. Parole che non vedo. Neanche una. Che vergogna. Comunque. Ho letto attentamente i due post. Gli argomenti sono gustosi entrambi. Lucia ha scritto una lunga premessa alla citazione di Benni. Cosa pensa lei, che é quello che interessa a me, lo si capisce perfettamente, ma non me lo dice. Quindi non é un post da blog, é un post da facebook, in cui invece molte cose possono essere date per scontate. stilisticamente, é tanto timida e il blog ha nel sottopancia la parola ” canaglia”. Che reputo importante. Ilario ha una scrittura più interessante ( in senso stilistico) anche se un po troppo contorta. Soprattutto ha scritto un articolo, non un post. L’ultimo capoverso, con una breve premessa, sarebbe stato un post perfetto. Così invece diventa un altra cosa. P.Q.M. il mio voto é: scheda bianca.

  10. Il post di Lucia è accattivante e mi ha spinto a riflettere, anche se non posso dire che presenti argomenti letalmente efficaci contro l’omofobia. Inoltre, ma questa può essere una mia fisima, non mi piace l’idea di inserire citazioni di opere letterarie in post di blog. Il pezzo di Ilario, d’altra parte, è ricco di spunti e puntuale, ma l’ho trovato un po’ faticoso. Voto Lucia.

    • hai ragione, devo trovare un bilanciamento tra la voglia di dimostrare punto su punto l’illogicità di certi comportamenti e la fruibilità del testo (come dicono quelli che studiano). Farò tesoro di questi suggerimenti, promesso!

  11. La dinamica descritta nell’ultimo paragrafo, nel gergo Internettiano, si chiama ‘CircleJerking’, o polarizzazione nell’ambito psicologico.

    • Non sono d’accordo con quello che dici, ma mi piace come lo dici.
      Comunque, il resto del pezzo è una semplice analisi dei fatti. Se mi togli anche il finale, con un tanto di “A MIO AVVISO” a far capire che no, non ho nessuna verità in tasca, mi lasci solo il compito di copista

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