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Cattura

Il bricolage dei noncredandy

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Correva il quinto anno del signore nel ventunesimo secolo, e Romano Prodi (precisamente il 9 marzo), annunciando che si sarebbe recato a votare al referendum sulla legge 40, ebbe a definirsi “cattolico adulto”. Come reggesse il concetto non si è mai capito, ma è pacifico che si possa intendere come una “pecorella smarrita” qualora la medesima posizione sia assunta da un punkabbestia e non da un blasonato professore e politico di corso. Un po’ come avviene anche in quella barzelletta in cui l’omosessuale con il cabinato in rada è un gay, mentre quello con il pedalò sulla secca è semplicemente un ricchione.
Quella del cattolico adulto non è comunque l’unica declinazione singolare che si è data al rapporto tra i singoli e la relativa adesione a una fede o a una cultura religiosa. Un altro simpatico ritrovato della retorica è l'”ateo devoto”. L’idea in origine era di Leo Strauss, una simpatica canaglia heideggeriana che in Italia è stata tradotta un po’ da Giuliano Ferrara e un po’ (per la parte più divertente) dalla buonanima di Manlio Sgalambro.
Qui però non si aderisce ad alcuna professione di reticenza, ed anche dell’ateo devoto distribuiamo giudizio impunemente, e senza peripatetici paywall: insomma, è un’altra cazzata.

Il tema non è pero ammorbato solo da atei devoti e cattolici adulti. Ci sono infatti anche i “non credenti trendy”. Sono quelli, apprendo qui su LiberNazione, che appunto non “credono”  e però non disdegnano di comporre il presepio a Natale preoccupandosi di collocare il Nazareno (ancora prepattizio) tra il bue, l’asinello e quella bimba ormai giovinotta su cui Giuseppe non aveva intenzione. Dei vezzi di costoro potremmo pure fregarcene, come in effetti ce ne freghiamo di quelli dei cattolici adulti che votano ai referendum dei senza Dio e prendono l’ostia, o come ignoriamo quelli degli atei devoti che baciano la pantofola di un capo di Stato vestito di bianco.

Il problema è che gli stessi non credenti trendy (di qui in poi detti “noncredandy“) spiegano che il Natale è ormai una tradizione che trascende il suo senso religioso (ok, lo dicono in italiano più stentato, ma è questo).  E fin qui va anche  bene, perché ognuno prende il calendario e ci fa quel che vuole (c’è chi lo tiene in bagno, per dire!). Purtroppo però aggiungono che ritengono in qualche modo fuori luogo se quello stesso presepio che loro confezionano a casa se lo ritrovano anche all’università. Il problema è, non già quello annoso della presenza di simboli religiosi nei luoghi pubblici, ma nel rischio grave che i noncredandy denunciano: ovvero che il Natale da tradizione possa finire per trasformarsi addirittura (pensate!) in un rito religioso.

Argomenti deboli, d’accordo, ma che pure rappresentano un kamasutra concettuale davvero ardito. Il presepio, gli alberelli, gli addobbi e tutto il resto vanno bene perché ce lo chiede la moda europea, ma all’università non si sculetta e quindi si va vestiti da sfigati: tradizioni (presepi compresi), palmari, cravatte e vibratori vanno lasciati a casa. Motivo? Eh, se avessi avuto il bene di capirlo, signori, ve lo avrei detto. Non fosse altro che per far dispetto alla reticenza tanto cara a Sgalambro e a Strauss (sempre Leo, non quello dei jeans, né quello del valzer).

I noncredandy del resto non spiegano anche un sacco di altre cose. Con Babbo Natale come la mettiamo? Presto detto: non è un simbolo religioso ed è di moda, quindi è ammesso, anche nella variante penzolante dalle ringhiere. Ma con la Befana? Quella vecchia stronza (tranquilli, si può dire, non è vostra nonna!) non è un simbolo religioso, eppure l’Epifania è una festa importante per i cristiani. Non so se è chiaro, ma i pastori del presepe dal 26 dicembre in poi (cinepanettone a parte) non sanno cosa fare. E così fino al 6 gennaio, giorno in cui arrivano tre tizi con altrettanti doni inutili. Solo che la befana con la sua bella scopa (!) tra le gambe è trendy e può esporre la sua mercanzia alla buvette di qualsiasi facoltà, mentre Gaspare, Melchiorre e Baldassarre non lo sono, e quindi non possono entrare all’università. Ora, perché avviene questo? Una risposta potrebbe essere nel fatto che vestivano malissimo e che i cammelli puzzano, e ai noncredandy è normale che non piaccia. Oppure dipende dallo spinoff, mai andato oltre il pilota, di Matteo (non Renzi, né Salvini e figurasi Orfini) secondo il quale i tre li aveva mandati Erode per scovare il marmocchio?

Ma niente di tutto questo. Alla fine il problema lo si risolverà sempre – almeno fino a prova contraria – con una sana dose di discriminazione: è vero, quindi, che la Befana trova le sue origini nel sud della penisola italiana, ma nessuno sa meglio dei Magi (che poi secondo lo stesso Matteo erano astronomi e non monarchi) che si è sempre meridionali di qualcuno. Cosa fare allora? Negare, negare sempre, anche di fornte all’evidenza. Le sentinelle noncredandy vi scoprono nell’aula magna a posizionare il pastore con la pecora sulle spalle? Non perdete il controllo, sfoderate un bel sorriso e giustificatevi: «No, ma che hai capito?  E’ un vezzo, un hobby. Come spiegarti…? Ecco: è bricolage».

10 Comments

  1. non ti è mai venuto in mente che quel ‘cattolico adulto’ abbia voluto semplicemente significare ‘ho la mia testa (quindi vado a votare nonostante la CEI mi abbia detto di stare sul divano), sono credente ma non penso che le mie idee religiose debbano imporre qualcosa ai non credenti’?

  2. Gentile Stefano, è evidente. Forse anche troppo, non crede? E a lei è venuto in mente che “cattolico adulto” era un salto mortale per non indispettire né i cattolici né i laci che dovevano portare – e portarono – di lì apochi mesi Prodi a Palazzo Chigi con l’aereo elettorale più pazzo del mondo?

    • indubbiamente, però se bolliamo ogni comportamento corretto come ‘paraculo’ poi che facciamo?
      Prodi non è mai stato nè un baciapile nè il Dawkins di turno, era in linea col personaggio.
      L’avesse detto la Binetti, sarei scoppiato a ridere.

      • Ma no, nessun bollo da paraculo. Esigenze politiche, che hanno vantaggi e pagano dazio quando è il momento. Del resto il riferimento ai cattolici adulti va letto nel contesto delle successive variazioni sul tema elencate nel post. Un post che, le do una notizia, era un serissimo esercizio di cazzeggio.

  3. e che volete farmi credere, che io nonostante la mia tenera – e perciò trendy – età non potrò mai diventare presidente del consiglio solo perché sono un ateo minorenne??????????????!

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