Il Barça svizzero e la Diada

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Uno dei miei primi ricordi legati a Barcellona e’ la Diada. E’ una festa particolare, perche’ i catalani celebrano una sconfitta e la fine della loro autonomia. Mi stava simpatico questo ottimismo che trasforma un lutto in una marcia dell’orgoglio identitario, anche se bisogna dire che dopo un po’ questa storia dell’autonomia viene a noia agli stranieri, perche’ diventa un argomento di conversazione costante con i locali, fonte di litigi interminabili tra di loro, e di inevitabili dissapori se ci si azzarda a dire la propria sbagliando posizione.

Ad ogni modo, per mesi mi sono detto “ora scrivo due righe sulla Catalogna”, e ogni volta pensavo che fare tutti quei distinguo e’ noioso, e in fondo non interessa a nessuno. Perche’ l’autonomismo catalano e’ pedante e noioso se ci hai a che fare tutti i giorni, ma ha anche il suo fascino: e’ non violento, e’ sostenuto da gente che vuole piu’ apertura, piu’ multiculturalismo, piu’ mercato, piu’ tolleranza. Sopratutto, e’ mosso dall’orgoglio di se stessi e non dall’odio verso qualcuno – poi un nemico fa sempre comodo dialetticamente, ma la differenza si nota. Ad ogni modo, nell’elencare queste cose mi ero annoiato io: a chi interessano queste storie? A nessuno, mi sono detto per ormai piu’ di un anno, e ho desistito.

Finche’, stasera, non ricordo per quale motivo stavo navigando nella pagina del FC Barcelona. Mi cade l’occhio su un dettaglio: uno svizzero e’ stato presidente del Barcelona per quattro volte?

Presidenti del Futbol Club Barcelona

La storia di Hans Gamper e’ splendida: come in molti durante la Belle Epoque, viaggia, esplora, e fonda societa’ sportive. Una, in particolare, viene cosi’ fondata nella vibrante Barcellona di fine secolo. Tutto inizia con un annuncio un po’ anonimo:

 

Futbol_club_barcelona_-_notas_de_sport

 

Pompeu Fabra era ancora giovane, e Gamper scrive in castigliano un annuncio per trovare quattro amici con cui giocare. Non era uno qualsiasi, ad essere onesti: aveva gia’ fondato il FC Basel e il FC Zurich, il lavoro l’aveva portato a giocare a Lyon (dove pero’ si era dedicato al rugby), e ora eccolo a Barcellona a cercare nuovi compagni di gioco. Li trova, nominano  “presidente” un compagno di squadra inglese, e inizia la storia della polisportiva.

A decenni di distanza, per uno scherzo della storia, nel mondo i colori blaugrana sono diventati un simbolo di catalanita’. In realta’, piu’ probabilmente, Gamper li scelse in omaggio alla squadra di Basilea (Wiki suggerisce anche Zurigo, ma la bandiera del cantone come la maglia storica non hanno tonalita’ di rosso). Ed ecco che vedere Neymar e Messi con la maglia del Lecce assume i tratti di un ritorno alle origini, invece che di un’avventura cromatica.

Ora, il Barça , prima che abitassi a Barna, mi stava comprensibilmente antipatico. Quella storia di “mes que un club” mi sembrava un modo per darsi un tono (e l’UNICEF, e il tiquitaca, e le giacche di Sala-i-Martin). La storia del FC Barcelona, con l’avventuriero di Winterthur che finisce per guidare un club identitario per i catalani all’alba del franchismo, e infine si suicida dopo la chiusura dello Stadio e viene sepolto al Montjuic rimette tutto in un insieme coerente: il nazionalismo catalano, le cose che non sapevo dire perche’ mi piacevano, e la fine del mio simpatizzare per gli avversari del FC Barcelona.

Resta solo da capire cosa cazzo pensasse Maradona quando ha iniziato a farsi perche’ era scontento. Ma d’altra parte.

 

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

1 Comment

  1. vorrei che Lei, per cancellare il dubbio concreto di una banale ricerca del finale ad effetto, argomentasse un po’ di più e meno superficialmente su Maradona e il Barça.
    Per il resto che dubbio c’è? Barcelona campeon, ovviamente.

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