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I terroristi poveri non esistono

in società by

Non ha suscitato particolare clamore la dichiarazione del solito Bergoglio in Turchia, per il quale “la fame e la povertà alimentano la violenza e il terrorismo. Nel mondo, ci sono troppe donne e troppi uomini che soffrono per grave malnutrizione, per la crescente disoccupazione (..) e per l’aumento dell’esclusione sociale, che può indurre ad attività criminali e perfino al reclutamento di terroristi“. Si tratta di un’idea diffusa, prevalentemente accettata come vera, e quasi mai messa in discussione nel dibattito pubblico.

Ma e’ un’idea sbagliata.

C’e’ chi ha provato a metterla alla prova dei dati, come Alan Krueger, di Princeton. Krueger stesso cita il GW Bush del 2002, che affermava in pieno clima post-11 Settembre,  “Combattiamo la povertà perché la speranza è una risposta al terrore“, e cerca di prendere sul serio l’idea prevalente.

Cosa scopre? Scopre il contrario. Come gia’ avevamo imparato con il terrorismo di casa nostra, con le BR e i NAR, la violenza politica e’ un vezzo degli eruditi. Krueger esamina un caso drammatico di persistenza del fenomeno terroristico, cioe’ il Medio Oriente, e lascia parlare i numeri. E i dati dicono cose abbastanza chiare: che anche gli attentatori suicidi palestinesi hanno, nel 60% dei casi, almeno una licenza di scuola superiore – nel resto della Palestina non la possiedono 5 su 6. Lo stesso discorso si applica alla meta’ dei militanti di Hezbollah, contro una percentuale di detentori di titolo di studio di scuola superiore in Libano che supera di poco il 33%. In nessun caso ne’ i terroristi, ne’ gli esecutori materiali degli atti di terrorismo, ne’ in senso piu’ ampio i militanti delle organizzazioni terroristiche e filo-terroristiche risultano essere piu’ poveri della media: in molti casi sono, invece, significativamente piu’ benestanti. Per chi ama l’aneddotica aiutera’ ricordare che sia gli attentatori di Londra che quelli di Madrid erano cresciuti in Occidente, in molti casi laureati o comunque con un curriculum universitario e per di piu’ in discipline scientifiche.

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Cos’e’ il terrorismo, allora? Forse, lo sfogo di chi ha il tempo di alimentare un delirio psicotico, ossessivo, con letture settarie e dogmatiche, e puo’ permettersi di investire l’intera esistenza, fino alla svolta violenta, per prepararsi a indossare l’abito mentale del terrorista. Forse e’ qualcos’altro. Ma di sicuro, e questo qualcuno dovrebbe dirlo non solo al Papa ma anche e sopratutto a chi fa da grancassa delle sue affermazioni un po’ leggere, non e’ il risultato della frustrazione per le proprie misere condizioni di vita. Non vendeteci il terrorismo come arma di riscatto degli ultimi: l’analisi politica della Locomotiva di Guccini era gia’ carente per i suoi tempi, e oggi non si porta piu’ neanche se si e’ Di Battista.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

21 Comments

  1. Analisi del cazzo, fattelo dire. Come se i terroristi spuntassero magicamente da un salotto, dopo appassionanti letture. Il terreno dove nacquero le BR era quello del reparto verniciature della FIAT, e il periodo quello in cui potevi venire licenziato se sorpreso a leggere l’Unità. Poi sì, quelli che imbracciarono le armi erano per la maggior parte quelli che le suddette braccia non le dovevano impiegare dalla mattina alla sera per sfamare i figli, ma se negli anni ’70 ci fossero stati un po’ di diritti dei lavoratori col cazzo che avremmo visto il terrorismo rosso. Che è stato sconfitto non solo arrestando i brigatisti, ma pure eliminando il terreno che li appoggiava con importanti riforme del mercato del lavoro. Altrimenti per ogni brigatista arrestato ne sarebbero spuntati due nuovi.

    Così come il terrorismo arabo. Che il medio oriente sia terra di conquista da parte dell’occidente non ci piove. Poi alcuni uomini furbi cavalcano questa situazione sparando cazzate con Allah, le vergini in paradiso, la guerra santa, l’occidente cattivo eccetera. Ma se questa situazione non fosse idilliaca, ma solo un filino migliore, assisteremmo a riunioni di terroristi come quella della celebre scena dei Monty Phyton ‘cos’hanno fatto per noi i romani?’.

    • Il terrorismo usa rivendicazioni politiche esistenti, ok. Che sia da queste generato, come se si potesse dare un mondo privo di conflitti solo volendolo, e’ la tua cazzata.

  2. Lo vedi che non sei così lontano da Di Battista? Pure lui sostiene che è colpa nostra se loro so’ biricchini.
    Nostra, non vostra; se dipendesse da voi i leoni brucherebbero fianco a fianco alle gazzelle come sulla copertina de La Torre di Guardia.

  3. Il papa dice, oddio sto difendendo il papa!, “La fame alimenta violenza e terrorismo” non dice “I terroristi sono analfabeti poveri”. Penso che sia superfluo evidenziare le differenze logiche fra le due affermazioni.

  4. Beh, via, mi sembra piuttosto lapalissiano che se Re Giovanni e lo sceriffo di Nottingham non avessero vessato i cittadini Robin Hood non avrebbe avuto ragione di esistere, o sarebbe stato tutt’al più un ladrone qualsiasi.
    Bergoglio è veramente il campione indiscusso dell’ovvietà ritrita e ribollita con l’olio santo; il divertente è vedere che popò d’eco mediatici scatenano le sue performance…

    • Nessun popo’ d’eco mediatica. Se noti lo lasciano dire perchè la sua influenza politica oggi è “ZERO VIA ZERO”.

      Ben altro effetto ed eco ebbero queste parole pronunciate quasi 40 anni or sono da un altro Papa:
      “Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!
      Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!”.
      Saluti.

  5. Sempre Guccini “Però non ho mai detto che a canzoni, si fan rivoluzioni, si possa far poesia”. La Locomotiva non è affatto “un’analisi politica”, come impropriamente affermato per ottenere una chiusa ad effetto, bensì una bellissima favola. Infatti anche dopo 30 anni dal primo ascolto mi cola la lacrimuccia sul “lo raccolsero che ancora respirava”. Altrettanto non mi è mai capitato ascoltando le seppur interessanti conversazioni di Pannella/Bordin.

    • Io comincio a piangere quando dice

      Pensava al magro giorno della sua gente attorno,
      […]
      Forse una rabbia antica, generazioni senza nome
      Che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore:

  6. Un’analisi talmente misera dal punto di vista dei contenuti delle premesse e delle conclusioni da lasciare interdetti.
    Dal punto di vista metodologico poi Krueger falla enormemente e poco importa che sia un professorone di Princeton (anzi visti gli emeriti precedessori di quella “prestigiosa” università – Bernanke e lo schizofrenico Forbes con il fantasmagorico equilibrio di Nash), la cosa gioca a suo sfavore.
    Cosa significa, infatti, “In nessun caso ne’ i terroristi, ne’ gli esecutori materiali degli atti di terrorismo, ne’ in senso piu’ ampio i militanti delle organizzazioni terroristiche e filo-terroristiche risultano essere piu’ poveri della media: in molti casi sono, invece, significativamente piu’ benestanti.” Qual è il benchmark? Avere da sfamarsi significa essere meno poveri della media? Si, se la media dei poveri non ha da mangiare. No, se la media non ha, ad esempio, un alloggio. Quindi se ho un titolo di studio, ma non lo posso mettere a frutto (come accade alla maggior parte dei palestinesi) anche se ho da mangiare, sono o, meglio, mi sento, ricco o povero?
    E poi come la mettiamo con il terrorismo “funzionale” all’establishment? Quello, per capirsi, finanziato da coloro che dicono di volerlo combattere perchè così l’opinione generale acconsente più facilmente a politiche di tipo restrittivo… ce n’è di esempi veh che non vale la pena nemmeno di citare a favore e contro – il web e pieno di informazioni in merito.

    Il terrorismo non è certo l’arma di riscatto degli ultimi. Quella semmai è la rivoluzione; e solo per brevi periodi… come la Storia insegna.

    Commento: “Bleah!”

  7. Forse c’entra anche il fatto che le persone istruite (che spesso non sono quelle povere) hanno più strumenti per saper leggere quello che succede loro attorno…

  8. Grazie per questo interessante e coraggioso post. In questo paese, ci vuole davvero fegato per ribellarsi all’animabellismo della santimoniosità cattolico-sinistrorsa: pronta a giustificare qualsiasi violento si ammanti di teorie terzomondiste o comunque liberazioniste. Nessuno nega che ad ispirare ideologicamente il terrorismo ci sia anche uno sfondo di diffuso disagio sociale/economico: ma, come giustamente rilevi, saltare da questo alla conclusione che ad organizzarlo siano i diseredati in prima persona significa non solo tradire i dati, ma innanzitutto produrre conclusioni non giustificate logicamente.
    Il terrorismo è impensabile, in assenza di ideologie del Sacrificio: altrimenti, ogni società a povertà diffusa genererebbe attentati, da parte di chi ha i mezzi per organizzarli. Credo che ci soccorra anche la nozione di Marginal Man: che calza in pieno, per esempio, al giovane palestinese di ceto medio e di buoni studi, che però non trova l’opportunità di progredire ed è quindi relegato al margine inferiore della condizione sociale cui potrebbe ambire. Una situazione che deve generare livelli di risentimento davvero tossici, specie se innestata sulle ideologie sacrificali di cui sopra. E che costituisce uno dei migliori incentivi al reclutamento in una organizzazione terroristica.

  9. Forse sbaglio io però dire che è vero ‘il contrario’ di quello che dice Bergoglio è il contrario di una balla ma resta sempre una balla. Mi sembra che qui si stia spacciando un’analisi delle caratteristiche degli attentatori per un effetto causale del titolo di studio sulla probabilità di commettere attentati. o ho capito male io? Tra l’altro non capisco il senso della figura: non dice che fino al 2001 si sono abbassati sia gli attentati sia la percentuale povera della popolazione?

  10. Il vero orrore di questo articolo è legare Guccini ad un discorso che c’entra come i cavoli a merenda.
    Come dire: “Già che ci sono, do una mazzata anche a quel vecchio barbogio che mi sta sulle balle!”.
    Per il resto alcune cose giuste, vanificate da un fideismo sulla statistica un po’ cieco.
    Il fatto che la povertà cali a livello mondiale dal 65 al 48 per cento è sicuramente un bene, ma stiamo parlando di:
    1) un lasso di tempo di 25 anni
    2) l’analisi finisce nel 2006, 9 anni fa, e da allora di guerre in giro per il mondo ce ne sono state parecchie, non credo che in Iraq e Afghanistan adesso siano più ricchi
    3) se la povertà cala in tutto il mondo, ma non cala dove ci sono i covi terroristici, tutto il discorso perde completamente senso
    4) in ogni caso, quel 48% sono venticinque anni in più che muore di fame…

    Che poi i terroristi siano istruiti, è normale, perché altrimenti difficilmente potrebbero leggere i deliri dei loro capi. E questo avveniva anche qui, i feroci inquisitori erano tutte persone laureate in teologia e questo permetteva a loro di giustificare le loro atrocità col volere di Dio.
    Esattamente come succede oggi, quando, dopo migliaia di anni di evoluzione umana, continuiamo a dover constatare il fatto che la religione è l’oppio dei popoli.

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