un blog canaglia

I tatuaggi hanno rotto il cazzo

in società by

Poi c’è quell’amico che nel bel mezzo di una serata estiva, con l’espressione della suocera che non vede l’ora di diffondere un pettegolezzo, confessa a te e alla comitiva la sua irrevocabile decisione estetica: “Raga, a settembre mi faccio il tatuaggio”.

Siete sul terrazzo di Mario, che festeggia il suo ventottesimo compleanno. L’aria è tiepida, l’umore del gruppo bassino perché Mario è depresso per via di quella stronza della sua ex, che l’ha lasciato per un giamaicano coi rasta. “Dài, Mario, ma che ti frega? È pure vegetariana! E le vegetariane non fanno i pompini” prova a sdrammatizzare Mimmo, interrotto da una potente gomitata della Carla, che non si sa se è infastidita perché è vegetariana, perché non fa i pompini, per tutte e due o perché dài, Mario già ha il morale sotto i piedi, non infieriamo. Qualcuno aggiunge che ‘sta storia dei pompini non è vera perché una volta al mare ha conosciuto una vegetariana che… “Ah, no, scusate era intollerante al glutine” si corregge poco dopo. Nessuno ride. Sul maxischermo di Mario viene proiettato un porno giapponese.

“Sì, raga, a settembre mi faccio un tribale sull’avambraccio” dice il tuo amico con l’entusiasmo dello sfigato che sta per diventare un Fabrizio Corona dei poveri. Poi prende lo smartphone, cerca l’immagine del capolavoro che a breve sarà impresso su quella cosa rinsecchita che si ostina a chiamare “braccio”  e lo fa girare tra i presenti per dimostrare che è già tutto deciso. “Bello” dice qualcuno; “fico!” qualcun altro; “che significa?” chiede la Carla. Il tuo amico sorride: si aspettava quella domanda, la desiderava. “I guerrieri masai si facevano questo tatuaggio prima di andare in guerra; significa l’uomo è uomo, il deserto è deserto: non confonderti” spiega il Piero Angela dei tatuaggi.

Ad un certo punto,  abbandoni il grigio del muro del terrazzo, quella scritta “Stronzo chi lege e chi mi correge” sapientemente incisa da qualche bontempone, per tornare a guardare negli occhi il futuro guerriero masai. Già lo immagini in pieno dicembre a sette gradi sotto lo zero con la maglietta a maniche corte per mostrare al mondo il suo nuovo tribale. Già lo vedi atteggiarsi a gran fico in presenza di qualche ragazza alla quale offrirà rigorosamente il lato tatuato. Vedi persino le foto su facebook del suo tatuaggio e sotto una sfilza di like e di commenti  tipo “Grandeeee! Finalmenteeee!”, “Bello! E mo chi te ferma!? ahahahah”, “Noooooo! Ma è permanente???”.

Tu immagini tutto questo ma taci. Ti alzi pacatamente, ti avvicini all’amico, che sta ancora esibendo l’immagine tribale sullo smartphone, e gli tiri uno schiaffone. Ma potente. “Ma che sei matto???” urla lui toccandosi la guancia. Non dici niente, torni a sedere. La tua faccia non tradisce emozioni. Gli altri sono impietriti, intuiscono che quei discorsi sui tatuaggi masai devono entrarci qualcosa.  Sul maxischermo continua ad andare il porno giapponese.

“I tatuaggi hanno rotto il cazzo” dici allargando le braccia come a significare “tu mi parli di tribali e guerrieri masai, uno schiaffone di rimprovero è il minimo sindacale”. Poi ti metti ad elencare.

Le magliette a maniche corte in pieno inverno per mostrare al mondo quei quattro tatuaggi di merda; gli ideogrammi tatuati sull’avambraccio o sul polpaccio e che significano “Gianfranco”; il fatto che c’è sempre qualche coglione che chiede “che significa?”; il tatuaggio delle labbra sul collo (perdio, ma avete la merda nel cervello?); i nomi dei figli; il nome della fidanzata/o; i nomi in carattere gotico; la data di nascita in numeri romani; gli animali dietro la schiena (lupi, orsi, aquile e pesci di varia natura e dimensione);  le equazioni matematiche, i versi di Ungaretti (roba come “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”), il simbolo dell’infinito sul polso (infinito come il tuo non capire un cazzo, idiota); le stelline, perdio, le stelline; il bracciale maori; le maschere maori; le tartarughe maori; quelli che si fanno i tatuaggi delle star; quelli che si tatuano le frasi delle canzoni tipo “La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”; quelli che si tatuano gli aforismi in latino anche se non sanno manco che cazzo significano; quelle che si tatuano un tribale sul fondoschiena (che se te lo puoi permettere va pure bene, ma se hai un culo che fa provincia…);  gli angeli che manco in una chiesa barocca; le ali sulla schiena; il fatto che tra quarant’anni avremo un esercito di nonni e nonne pieni di fottuti tatuaggi.

Non vola più una mosca. Mario, che era depresso, sembra essersi ripreso e ti guarda compiaciuto. Pure a lui i tatuaggi stanno sulle palle. Il tuo amico guerriero masai non capisce, prova a sdrammatizzare dicendo che sei il solito rompicoglioni. Ride addirittura. Allora capisci che è tutto inutile, che il tatuaggio se lo farà comunque. E che ne verrà un altro, poi un altro ancora. “Sì, i tatuaggi hanno proprio rotto il cazzo” sussurri a Mario. Poi finalmente arriva sua mamma con la torta e si canta tutti insieme “Tanti auguri a te”.

E’ nato a Bergamo 35 anni fa da una famiglia molto cattolica. E’ scappato dal collegio Sant’Alessandro a 17 anni e ha abitato dieci anni nell’India del Sud, dove ha vissuto producendo mosaici di ceramica (uno l’anno) destinati agli americani ricchi della Costa Occidentale. Poi si è trasferito per sei mesi in un gurudwara di sikh dissidenti, nel Punjab (India nordoccidentale). Tornato in Italia per problemi di visto, attualmente si mantiene affittando su Airb&B il monolocale in zona Corvetto (a Milano) ereditato da una zia. Pratica il buddhismo theravada, ma non regolarmente. Tifa per l’Atalanta.

56 Comments

  1. Uhm.. si, fa ridere, come al solito, ma i tuoi “cosa X ha rotto i coglioni” sono un copiaincolla l’uno dell’altro con minime variazioni giusto per stare in tema col titolo. Va bene tutto, ma al 4′ che leggo uguale agli altri tre hai un po’ rotto i coglioni pure tu n’eh.
    Ammetto che anche io avrei voluto dare un bel po’ di schiaffi in situazioni simili, lo ammetto.

    • mi par chiaro che è una precisa scelta stilistica.

      Rappresentazione di “normalità” sociale e poi…arrivano quelle cose lì che…han rotto il cazzo, davvero.
      Lo schiaffo è pura simbologia: vorrei ma non posso, quindi…faccio un post.

      Per quel che mi riguarda sono post stupendi. La pensiamo in maniera simile.

  2. Tutto terribilmente vero ma poi ho letto la frase: ” IL FATTO CHE TRA QUARANT’ANNI AVREMO UN ESERCITO DI NONNI E NONNE PIENE DI FOTTUTI TATUAGGI” e me parso una cosa molto, molto bella, perché non mi pare che secoli di nonni e nonne con i capelli azzurrini e i riporti da far paura siano stati un bel vedere. Che come per le acconciature così per i tatuaggi è solo questione di (buon) gusto del bello ?

  3. Sottocategoria: quelli che si tatuano la data in numeri romani ma, non conoscendo i numeri romani nè loro nè i tatuatori, la sbagliano

  4. Hanno rotto il cazzo i post su ciò che ha rotto il cazzo, lo sai? E non è vero che le vegetariane non fanno i pompini ma in caso son le vegane che non ingoiano, giù a Bergamo almeno. E comunque non c’è nulla di male nel farsi un tatuaggio! Io ho l’aquila tirolese sul braccio che è il mio modo per ricordare che in fondo siamo austriaci anche se tifiamo Germania ai mondiali. Ah, già, campioni del mondo weltmeister 4 volte vediamo se anche quello ti ha ratto il cazzo ahahahaha Los von Rom

    • 4 volte come l’Italia? bravi, siete arrivati dopo ma ce l’avete fatta anche voi 🙂

      Io mi volevo tatuare un galletto sull’uccello , per ricordare che siamo italiani ma tifiamo Francia ai mondiali.
      Makes sense, or?

  5. Ma lasciatelo scrivere! Chissenefrega di cosa ha parlato, chissenefrega se avete o no un tatuaggio o la ragazza veg, chissenefrega se ha fatto altri post nello stesso stile. M’ha fatto ride, lo leggo con piacere. Non c’è altro da aggiungere!

  6. Di questo post condivido tutto: mi hanno rotto il cazzo i tatuaggi coatti, quelli esteticamente accettabili e sobri li tollero, anche se aspetto con impazienza il momento in cui i tatuaggi saranno “out” e ci si sveglierà in massa da questa follia collettiva. Ho anche deciso che la prossima volta che rinnovo la carta d’identità scriverò nella riga “segni particolari”: nessun tatuaggio.

  7. Sì però i tatuaggi fanno cagare. Voglio dire, fa cagare un sacco di roba, anche quelli che si rompono i coglioni, ma questo non toglie il fatto che i tatuaggi fanno cagare. Altamente.

  8. prima non mi piaceva questa serie di post un po’ così, poi tutti i commentatori nervosi mi hanno ispirato simpatia nei vostri confronti, e adesso non so piu’ cosa fare del pomeriggio.
    grazie tante.

  9. Considerando una fascia centrale rappresentata da quelli che possiamo definire equilibrati (che hanno o non hanno i tatuaggi ma non è che se ne facciano una ragione di vita), alle estremità troviamo i fissati per i tatuaggi che si possono identificare nella categoria dei fissati che ce l’hanno e quelli fissati che non se lo sono mai fatto; i primi li hai descritti in modo perfetto (la canotta a -7 è un must) ma ti sei dimenticato di quegli altri…quelli che stanno a scrutare se c’è un tatuaggio nel raggio di 50m per poi tirare fuori tutto il repertorio che spazia dall’atteggiamento scandalistico: -guaaarda…chissà perchè una così bella ragazza si è andata a sciupare in quel modo!- (deturpata da una rosa 5x5cm sulla scapola) a quello saggio: -eeehh…pensa che me lo volevo fare anche io ma poi ho pensato a quando sarei invecchiato!- (credo proprio che dopo l’alzeihmer la seconda piaga dell’anzianità saranno i tatuaggi) fino ad arrivare ai complottisti:-uuuhh…quello è il tatuaggio che si fanno in galera i drogati e gli uominisessuali!- (io ci metterei anche i terroristi ed i pirati). E non pensate che i fissati senza tatuatggio siano pochi, basta pensare allo scalpore che ha fatto la farfallina di Belen….oppure pensavate che a sbavare davanti alla TV ci fossero solo strani individui dalla pelle colorata?

  10. una cosa sola. Io i masai li ho visti. possono tatuarsi come carta da parati che a meno di utilizzo di biacca al posto dell’inchiostro sarebbero comunque conformi all’originale.

  11. ahahaahah stupendaaaa !!! E data la prefazione io cambierei il titolo in “le vegetariane e i tatuaggi hanno rotto il cazzo” ! XD

  12. Continua così, i tuoi post sono la cosa più divertente che leggo in questo letamaio virtuale che è internet da almeno tre, quattro mesi. Attendo con ansia gli altri post della serie, suggerirei anche un eventuale soggetto “i nudisti hanno rotto il cazzo”.

  13. Grazie per il meraviglioso buongiorno, è esattamente ciò che penso, giusto l’altro giorno pensavo a quanto mi stanno sul cazzo, non ne ho mai fatto uno e mai me farò, se mi piace un fiore lo metto tra i capelli.

  14. affatto……………..Pessimo titolo e un articolo al limite dello “sclero”.
    negli anni ’60, i miei capelli lunghi, provocavano la stessa reazione. Oggi passano inosservati.
    Non ti piacciono i tatuaggi? OK, puo’ essere un ottimo argomento di conversazione.
    Ma non si fa un titolo indottrinante su un argomento innocuo .

  15. In che mondo un gruppo di amici ad un compleanno trasmette su un maxischermo un porno giapponese mentre la mamma del festeggiato porta una torta?

  16. Tu sei davvero uno sfigato voglio vedere se te la da una bella fica tutta tatuata…tu povero dentro accetteresti al volo almeno dopo tanto o forse x la prima volta sfoghi tutta la tua repressione….se vi fanno tanto schifo non capisco perche li guardate tanto…

    • ma quanto sei idiota??? Scommetto che te ce li hai tutti (scritte in latino, farfalline, farfallette, tribbbali, citazioni a caso, scritte in cinese più minchiate varie come il tuo QI minchione). Ripigliati, capra!

  17. BellA risposta toffee ….si si guarda quelli “anti tatuaggio” appena hanno visto la farfallina di Belen hanno cambiato canale….ahahah buffoni..

  18. Povero Mario, eravamo tutti li per festeggiarlo. Nnostante tutto aveva deciso di festeggiare lo stesso. Nn eravamo molti ma nn ci conoscevamo tutti. Gli altri ridevano e scherzavano ma lui, nei suoi occhi aveva tristezza, in lui leggevo quel timore di essere stato tradito dentro era come se vedessi il suo cuore strizzato da una morsa e il suo sguardo era espressione di quel dolore. Ci sono passato e sapevo che era troppo presto per frasi di incoraggiamento o di consolazione quando il dolore è così vivo so per esperienza che come amico era giusto che io stessi semplicemente li con lui o per ascoltare i deliri di un cuore infranto oppure ascoltare che magari lo sguardo magico di una nuova ragazza riaccendesse quel fuoco che una stronza superficiale aveva spento.
    Avevo notato che Mario durante la festa si isolava spesso io nn volevo dargli il pilotto, abbiamo tutti il diritto di soffrire come desideriamo anche rischiando di sfiorare la pateticità dei personaggi dei film di Sandra Bullok o della vita amorosa della Pausini( almeno quella ci fa i miliardi). Quindi mi tenevo a distanza di sicurezza e se lo vedevo con l’occhio lucido mi avvicinavo discretamente.
    Il vento soffiava leggero in quella sera estiva, rinfrescava magicamente. La luna era piu grande del solito, chiudevo gli occhi mentre vivevo il piacere che la natura offre in serate come queste.
    Stavo così bene che pensai di Andare da Mario per godere di tutto questo insieme, pensavo: forse finalmente si sfogherà e l’abbraccio di un amico nn lo farà sentire solo e abbandonato. Purtroppo arrivai pochi secondi piu tardi, i suoi pseudoamici avevano cominciato a consolarlo parlando di pompini e giamaicani. Ti pare uno si lascia e tu qual è l’immagine che offri alla sua mente? Pompino, giamaicano, e vegano o che cazzo glutine qualcosa?? Ma che cazzo stanno dicendo!?!
    Ipocrisie della società di oggi. Come fanno ma oltre alla mamma avete mai amato una donna?? Ho cercato un argomento qualsiasi per cercare di cancellare nella mente di Mario quelle immagini che lo stavano per far piangere, altro che vento e luna qui sta per partire la disperazione. Un lampo nella mente, un idea feci vedere a tutti il tatuaggio che volevo farmi a settembre. Alcuni chiedevano altri approvavano, Mario sembrava sollevato che le argomentazioni si fossero fatte piu leggere. C’era solo un coglione che sembrava irritato dalla mia argomentazione leggera e quando i nostri sguardi si incrociarono SBEMMM si alzó e mi diede un pizzone dicendo che i tatuaggi gli avevano rotto il cazzo: uno psicopatico. Mario lo guardô stupito, io lo guardai e basta. Mentre il timpano fischiava pensavo perchè cazzo ha fatto una cosa del genere.
    Come si fa in questi casi con i tipi un po maneschi, forse perchè invidiosi come bambini che l’attenzione nn sia su di loro, Mario gli fece un sorriso falsissimo e lo allontanó da me. Poverino nn sapeva che la ragione del mio tatuaggio era per ricordare la mia vittoria del campionato Italiano di Thai che avevo appena vinto. Guardai Mario, lui mi guardo supplichevole, come dire perdonalo nn sa è stupido.
    Lasciai perdere, tanto mia madre picchiava molto più forte. La festa andava avanti e il fatto che io nn abbia fatto nulla sembrava aver sollevato Mario. Anche lui nn ama i tattoo ma di certo nn gli danno così fastidio. Gli piacciono sugli altri, ha solo un po paura degli aghi e di avere una cosa indelebile sul corpo. I tatuaggi raccontano la storia della tua vita, sempre che tu ne abbia una e come tutte le cose nn possono piacere a tutti.
    La festa era finita e dopo un caloroso saluto con Mario mi accingevo a tornare a casa e Dio, che è grande e buono, chi mi fa incontrare sulla strada di casa beh lascio immaginare a voi :)). Ora quel ragazzo ora ha un bel tatuaggio sulla guancia, 5 bellissime nocche, ed uno sulla pancia la bellissima impronta della mia scarpa. Ragazze nn vi spaventate tra maschietti certe cose sono normali ed infondo infondo una giustizia che trascende la vita esiste ;))

  19. com’è quella parola tedesca che significa “imbarazzo per conto terzi?”
    Quella, David, quella cosa lì è ciò che provo ora.

  20. E la mamma non dice niente a proposito del porno giapponese in maxi schermo?
    -criticare uno stolto per la sua stoltezza,non è da stolti?-
    Saluti a tutti

    • No, è solo un simpatico gioco di parole o più semplicemente una ripetizione degna della terminologia arcaica di mio nonno. Criticare significa esprimere pareri o più aggressivamente, giudicare. Raccontare un punto di vista diverso mi sembrava simpatico. Sono un tatuatore e ridurre un’arte millenaria, all’espressione di un paio di idee banali mi sembra una mancanza di rispetto. È vero molti tatuaggi sono “da stolti”, esprimono banalità che fanno ridere o “rompono il cazzo” a sentirne parlare. Peró c’è anche da considerare che per tatuarsi serve coraggio. Fare la scelta giusta con una latente paura di soffrire o di sbagliare espressione artistica è difficile. Nella mia esperienza, molti clienti fanno piccoli tatuaggi banali, semplicemente per rompere il ghiaccio e conoscere un percorso che potrebbe essere troppo doloroso. Mi dispiace se ho tralasciato il porno “papino” ma proprio non mi era rimasto impresso, peró almeno ho capito che ti riferivi a me. Dato che il racconto iniziale è una critica ad un tatuato, mi avresti dovuto porre il quesito in questo modo : “Criticare uno stolto che critica la stoltezza di un’altro stolto, nn è da stolti? E ti risponderei : ” Criticare uno stolto che ha criticato uno stolto che a sua volta criticava un’altro stolto per la sua stoltezza, nn è da rosicone che si sega davanti ai porno giapponesi?
      Salute a tutti e scusate se sono prolisso ma questo breve dibattito è l’espressione perfetta della società di oggi. Ognuno si fa difensore di un martire combattendo a spada tratta contro tutti in difesa del debole. Il risultato? Rabbia e divisione. Questo ci rende innocui e chi sta al potere continua ad approfittarsi di un Italia malata della Sindrome dell’eroe. Dietro ogni Leader che ha cambiato la storia fino ad oggi, dove nella parte di mondo civilizzata, la vita umana sembra aver preso finalmente quasi la giusta importanza, c’era un popolo. Un popolo unito. Volgliamo cambiare le cose? Allora sforziamoci di essere un popolo unito dove le diversità vengono contemplate rivelate ed accettate. Basterebbe un po più di empatia ed il resto verrebbe da solo. So che è fuori tema ed esagerato ma veramente si evince rabbia e odio gratuiti anche dietro un semplice forum, pensate nella vita reale!! Ci stiamo fottendo e invece potremmo unirci ( non fottendoci e scusate l’incoerenza 😉

  21. Siccome in genere ragiono al contrario, l’unico tatuaggio che ho, piccolino e nascosto, che riguarda me e solo me, me lo feci quando una tizia mi mollò, ed è un tatuaggio d’amore, diciamo un inno al sesso e alla terra.
    Ecco, questo per dire che ognuno ha il suo stile, e questo si riverserà anche sulla sua carne e pelle.
    Quello che in fondo critichiamo non è quindi tanto il tatoo – l’oggetto – in sé, quanto lo stile. Se uno mi si presenta con la testa di Padre Pio a grandezza naturale sulla coscia lo vedo semplicemente grottesco, e in più lo dico, perché me lo sta facendo vedere, e le mie sono opinioni sul paesaggio, non sul diritto del paesaggio di esistere.
    Che poi, al limite lo dico qua, cioè in una discussione sul fenomeno culturale in sé, o tra amici, certo non vado dal tipo a dirgli ehi, fai cagare!
    Certo il pezzo d’apertura di questa discussione ci va giù duro evidenziando i lati più grotteschi, ma è anche un qualcosa di utile non solo per la comprensione in sé del fenomeno, ma anche per il malcapitato frettoloso che magari, leggendolo, ci penserà un pochino di più prima di tatuarsi una qualche spaventosa insulsaggine sulla schiena. Libero di farlo? Ovvio, Nessuno poi lo fermerà per strada, e certo nessuno sarà obbligato a leggere la poesia di Flavia Vento che si è inciso sul petto, ma neanche lui sarà obbligato a leggere un blog che lo scherza o critica.

  22. ‘zzo, me ne hai beccati due, i nomi dei figli e la stellina (che non ho chiesto e l’amico tatuatore ha deciso di fare per i cazzi suoi), sale a tre con l’errore.
    Grande 🙂

  23. Si evince palesemente che sono TUTTI ipocriti, ignoranti e che pur di non fare figure di merda con la fichetta di turno col cervello pieno di fregnacce, si farebbero ciucciare le palle da uno squalo nano.

    I TATUAGGI HANNO ROTTO LI COJONI! A PAPPOLARIIIIIIIII! E BASTA.

    Stima e rispetto. W la fica.

  24. Ma no, ma dai, ma come ti esprimi… ma come può un essere umano intellettualmente ben dotato e culturamente sapiente come te, lasciarti andare a cotanto turpiloquio?

    PERCHE LI TATUAGGI HANNO ROTTO LI COJOOooooNIIIIiiiiiiii! Ecco perchè!

    Si vabbè ma potresti esprimerti in modo pacato, ben educato, rispettando le idee-stronze degli altri e lisciando il pelo alle fichette cerebro-lese col cervello pieno di Maria De Filippa: ALTRIMENTI NON SCOPI, e diamine su su su…

    Ma dai, non capisci che la libertà!!! Ma non capisci che le ideologie!!!! Ma non capisci che la dignità!!

    CAPISCO LA FICA SANTODDIO! e li tatuaggi hanno rotto li cojoni U.U

    Ecco perchè dico: ONORE E RISPETTO a chi si tatua per scopà! U.U

  25. ITALIA FALLITA PROFESSIONALMENTE, E, PEGGIO, NELL’ANIMA!

    Il tatuaggio è il chiaro e lampante indice dell’attuale totale regresso ad una fase tribale.
    Aumentato con l’aumento del disagio economico, e con il totale crollo dei valori, quali Rispetto, Amore, Responsabilità, Umiltà, viene ormai agognato dal mare di cafoni arroganti e superficiali come unica modalità per sentirsi importanti, per affermare la loro illusoria sicurezza.

    È l’Italia il paese di MENTECATTI per eccellenza,
    in un mondo di MALATI DI MENTE:
    11/07/2016 – Tatuatore confessa: “guadagno soldi rovinando la pelle di molti coglioni”. Una recente intervista shock ad un tatuatore rivela: “Questo lavoro? Lo faccio per soldi, mica per arte” – dichiara – “ed essendo arte appannaggio di pochi, questi idioti sono convinti che andando in massa migliorano l’aspetto fisico, quando in realtà stanno semplicemente STUPRANDO il loro corpo”.

    E sotto lo sguardo attonito dei presenti il tatuatore ha aggiunto: “Ma poi vi siete mai chiesti come mai questi tornino sempre? L’ordine dei tatuatori ha messo in giro negli inchiostri una sostanza in grado di creare DIPENDENZA e ASSUEFAZIONE, come per le sigarette, quando questa viene a mancare, allora il soggetto sentirà bisogno di riassumerla, ovverosia di farsi un nuovo tatuaggio, ecco perché vengono a farse di continuo: idioti drogati a loro insaputa”

    Ma il tutto non finisce qui, il nostro sedicente tatuatore ha anche detto che: “E’ incredibile come basti mettere in giro calciatori mongoloidi o attori trogloditi, che poi tutti e dico TUTTI, madonna cara si tatuano!
    Presto o tardi renderemo di moda la pelle BIANCA e lì sarà il business della medicina, in particolare dei dermatologi, già molte cliniche si stanno specializzando nella rimozione e nelle allergie cutanee provocate dalla stessa merda che io spaccio.
    Tra l’altro il motivo per cui autorità come VERONESI o BERRINO non ne parlano sta nel fatto che LORO STESSI sono i primi ad architettare questo gioco di potere mediatico e intanto io guadagno sulla pelle degli altri, stronzi.”

    E anche sapendo questo, come per altre mille porcate, pensate che il mentecatto italiano smetta? Che si migliori?
    ITALIA FALLITA PROFESSIONALMENTE, E, PEGGIO, NELL’ANIMA!

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