un blog canaglia

I sacerdoti dell’onestà che armano la mano della “kasta”

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A volte è curioso, come vanno a finire le cose: oppure no, a patto di avere un minimo di lungimiranza.
Prendete questa faccenda dell’onestà, per esempio.
Ci sono voluti anni di inoculazioni pazienti e costanti, somministrate a forza di progressivi e implacabili innalzamenti dell’asticella giustizialista, per irrigare accuratamente il terreno e apparecchiare un paese pronto a gridare indignato alle manette non soltanto di fronte agli scandali conclamati da giudizi definitivi, ma perfino al cospetto della più flebile agitazione di un mezzo, e non meglio identificato, avviso di garanzia.
C’è voluta la progressiva emersione di fronti forcaioli multipli, da quello giornalistico fino all’escalation del livello movimentista prima e parlamentare poi, per imprimere a lettere di fuoco la parola “onestà” nel cervello degli italiani, come se si trattasse di una prodigiosa panacea per sconfiggere malattie che a regola di bazzica andrebbero curate con la politica: fino a innalzare il suo opposto, vale a dire la cosiddetta “anti-politica”, al rango di unico faro possibile cui ispirare le proprie opinioni, le proprie azioni, finanche le proprie scelte elettorali.
Ebbene, qual è stato, alla fine della fiera, l’effetto di tutto questo fermento?
Un paese governato da legioni di onestissimi imbecilli del tutto inadeguati alla politica, come pure abbiamo paventato a più riprese in molti, non senza un brivido di terrore gelido lungo la schiena?
A occhio e croce no. A occhio e croce, se possibile, è andata a finire ancora peggio di così.
E’ andata a finire, e la vicenda di Marino lo dimostra in modo molto chiaro, che i primi a utilizzare la dilagante facilità di sdegno costruita “dal partito degli onesti” con tanta minuzia sono stati gli stessi che quegli onesti avversavano, o credevano di avversare, più di qualunque altro: gli esponenti della cosiddetta “vecchia politica”, i volponi delle strategie e delle tattiche, le talpe da procura, i professionisti decennali delle trame machiavelliche e delle macchine del fango.
Così, prendendo al volo e utilizzando, senza fare neppure un po’ di fatica, il clima di indignazione galoppante e perenne messo a punto dagli amici “con la schiena dritta” in anni e anni di piagnistei, lamentazioni e minacce, uno dei noti gruppi di tradizionali marpioni (nel caso di specie quello del PD) ha potuto imporre a suo piacimento le dimissioni del sindaco di Roma limitandosi a tirare fuori un paio di scontrini.
Questo bel risultato, amici che lanciate anatemi strabuzzando gli occhi al grido di slogan che terminano con “a” accentate, si deve a ciò che avete fabbricato voi: vi illudevate di giocare ai piccoli Robespierre per sconfiggere la “kasta”, e invece avete finito per regalarle un paese che reagisce con pavloviana e scientifica prontezza a tutte le loro schifezze. E quindi le avete fornito, vostro malgrado, il più efficace degli strumenti per perpetuarsi e prosperare.
Che bella impresa, eh?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

7 Comments

  1. Ah, ecco. Roma privata del suo amato sindaco e “riconsegnata alla Kasta” per colpa dei 5Stelle.
    E non solo Roma: anche l’Italia, che non se la passa troppo bene, sta come sta per colpa dei 5Stelle che l’hanno “consegnata alla Kasta”.
    Post delirante. Tralascio per questo gli altri dettagli, come il passaggio sugli scontrini.

    P.S. Vogliamo dire qualcosina del Santo Padre? Di quello (sì, sì, proprio quello) che- in virtù di un processo di ‘crescita e maturazione’- ora appare finalmente nella sua vera luce, rivelata al mondo dalla benedizione giacinta?

      • A no? E a chi si riferisce, secondo lei, il post superisterico e delirante che appare qua sopra? Al lupo cattivo? Agli amici del giaguaro?
        La paura fa novanta, non c’è che dire; e suscita incredibili livelli di livore, isteria, delirio, disonestà intellettuale.
        Molto bene. La rabbia delirante di Capriccioli&C mi diverte alla grande.

  2. Dire che il M5S sia la causa (principale) del fatto che ci troviamo dei ladroni nella P.A. mi sembra fuori strada. In contromano per la precisione.

    Forse non basta a contrastare il malaffare, le do pienamente ragione su questo punto, ma va nella direzione giusta

  3. Che il post si rifersca ai grillini è lapalissiano. Che poi l’autore (!) voglia dare la colpa del disastro nazionale a quelli che non lo hanno mai governato, pure. Che poi preferisca il gangsterismo al giustizialismo, anche. Il colle oppio se lo deve essere fumato tutto, per scrivere tali amenità…

  4. Tutto senza fare nessun nome. Squisitissime postille di qualunquismo come è solito fare sto blog. Colpa di tutti colpa di nessuno. A parte la rosicata contro la non attribuzione del miglior blog dell’anno, lì n’intemerata con rosicata circostanziata che non finiva più 😉

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