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I rom, una questione italiana

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Sapete com’è, dai e dai uno si abitua perfino a farsi scivolare addosso le parole fastidiose e gli altrettanto fastidiosi luoghi comuni: gli “zingari” che vivono nel “lusso” negli “indecenti campi nomadi”, roba che basta andarli a visitare, quei campi, per rendersi conto che si tratta di storielle prive di fondamento, buone per far addormentare i bambini con la paura dell’uomo nero.
Uno si abitua, dicevo, e si abitua quasi a tutto.
Però, abbiate pazienza, quando si utilizzano argomenti che vanno contro la realtà, quella statistica intendo, allora diventa un’altra storia.
Uomini e donne, “cittadini” che scendono in piazza, “l’italiano” che finalmente si contrappone allo “zingaro” perché le “accuse di xenofobia” non lo scalfiscono più.
Be’, però una cosa diciamola, se davvero vogliamo fare un minimo, ma proprio un minimo di informazione: più della metà dei rom che vivono nel nostro paese sono cittadini italiani. E visto che sono cittadini italiani, mi fate capire che c’entra la “xenofobia”? Mi fate capire, se non chiedo troppo, che senso ha parlare della necessità di aiutare i “cittadini senza casa, senza lavoro, senza speranza”, quando buona parte dei rom cui andrebbero sottratte risorse sono essi stessi cittadini senza casa, senza lavoro, senza speranza? Ha senso, dal punto di vista giornalistico, evidenziare una contrapposizione tra italiani e stranieri perfino quando quegli stranieri non sono tali?
I rom, lo ripetiamo spesso, sono l’ultimo dei nostri tabù, probabilmente il più duro a morire.
Ma dentro questo tabù, come in un gioco di matrioske, se ne nasconde un altro, se possibile ancora più indicibile: il fatto che molti rom sono nostri concittadini. E come tali, perfino volendo affrontare la questione in un’ottica nazionalista, hanno i nostri stessi, identici diritti.
Ragion per cui, nonostante le “persone perbene” che protestano, e nonostante chi cavalca e alimenta la loro protesta, quella dei rom è una questione in buona parte italiana.
Vediamo di ricordarcelo, di quando in quando: e magari, già che ci siamo, di scriverlo.
Chissà, magari dire le cose come stanno potrebbe essere utile.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

16 Comments

  1. Basta trovare un nemico da additare, possibilmente gli ultimi per scatenare contro di loro i penultimi.
    Ricordo la storiella che mi raccontò un vecchio anarchico, uno di quello col fazzolettone nero al collo che pareva uscito da “Addio Lugano Bella”: su un tavolo ci sono dodici biscotti, attorno al tavolo un padrone, un operaio ed un immigrato (o un rom, va bene lo stesso); il padrone prende undici biscotti e dice all’operaio di stare attento, c’è il rom che vuole rubargli il suo biscotto

  2. “… più della metà dei rom che vivono nel nostro paese sono cittadini italiani.”
    Parli dei Rom, o piuttosto dei Sinti e dei Camminanti?

    • Animabella guarda che i sinti sono diversi dai ROM. Questi ultimi molto meno propensi all’integrazione.
      E io ancora a chiedere: ma agli italiani l’integrazione l’ha mai chiesta qualcuno?

      • “Animabella guarda che i sinti sono diversi dai ROM. Questi ultimi molto meno propensi all’integrazione.”
        Era proprio quello che chiedevo. E che mi risulta.

  3. Siamo tutti di passaggio e quindi nomadi e quindi siamo tutti zingari ma abbiamo bisogno di sapere che c’è qualcuno più zingaro di noi perché così sappiamo a chi imputare tutte le nefandezze che albergano nell’animo di tutti. Nessuno cita i circa 1.500.000 di zingari ed omosessuali uccisi nei campi di concentramento nazisti. Ci sarà un perché?

    • Nessuno li cita? Perchè non inizi tu, magari con uno straccio di fonte, se la trovi, ma guarda che i numeri di cui parli sono noti per essere pompatissimi, se appena appena cerchi dei riscontri oggettivi viene fuori che sono molti di meno, così come i famosi sei milioni di ebrei sono al massimo la metà, sono stati gonfiati per dare maggiore giustificazione al furto della terra palestinese, informati meglio.
      Ovviamente, anche se fossero stati solo un decimo, nulla cambia riguardo alla gravità dei crimini commessi, però cerchiamo di parlare di cose vere e non per sentito dire, ne guadagneremo in credibilità.

  4. Se qualcuno aggiunge che una volta qui era tutta campagna e che non ci sono più le mezze stagioni abbiamo fatto il pieno!
    Continuo a sforzarmi di capire il post ma non ci riesco. Sicuramente colpa mia.

  5. Anch’io provo a capire senza afferrare più di tanto. Avversione verso un popolo? Avversione verso una condizione? O verso una struttura sociale? Per quanto mi riguarda, non approvo comportamenti antisociali, furti, evasione scolastica, accampenti abusivi ecc. Il passaporto di cui sono titolari mi interessa poco.

  6. Metti qualcuno con le spalle al muro, gli togli tutto, e ti aspetti una reazione razionale, pacifica e “signorile”… o sei un idiota o sei un fasc.sta.

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