I neri non puzzano. Finchè non lavorano

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Il centrosinistra evoluto fa del suo progressismo bandiera sventolando sull’asta del programma Italia luogo comune  la riforma dello ius soli, tanto che Bersani annunciava che qualora avessero vinto (meglio: qualora andassero al governo) la loro prima riforma sarebbe questa: chi è nato in italia è cittadino italiano. E poi si sa, loro sono da sempre i paladini di nuove politiche d’immigrazione e integrazione, aiuti umanitari agli sfollati, e insomma i razzisti sono brutti sporchi e cattivi, ma soprattutto sono sempre gli altri. Perchè loro con i neri ci si fanno le foto. E non puzzano.

Finchè non lavorano.
Perchè se ci sono posti di lavoro, soprattutto in aziende statali, quelli, sia chiaro, sono degli italiani, meglio se indigeni della provincia in cui ha sede l’azienda.
I neri non puzzano proprio perchè non lavorano e quindi non sudano. E per noi è importante continuare a dire che non puzzano.
Però possono fare qualche lavoro che non li faccia sudare, tipo vendere cd e borse taroccate agli angoli dei marciapiedi,  o i lavavetri ai semafori. E guai a quei sindaci di destra o leghisti e forze dell ordine che li fermano multandoli, quelli sono dei razzisti. Bisogna girarsi dall’altra parte, far finta di nulla, lasciarli lavorare in nero, consentirgli reati di contraffazione, non pagare le tasse, insomma noi non siamo razzisti: devono pur campare.
E invece  Alenia Aermacchi, società controllata di Finmeccanica, leader nella realizzazione di sistemi aereonautici, nella sua sede di Grottaglie tiene impiegati  200 operai rumeni. Che modi!
Inoltre “l’azienda paga questi lavoratoti fuori sede come manodopera altamente specializzata”.  Come si permettono, a 20 euro al giorno come gli africani di Nardò a raccogliere le angurie , quello è il lavoro per gli stranieri.

Così ritroviamo tutti  i campioni del siamo tutti fratelli  pd, sel, idv, udc  impegnati in interventi contro queste scelte aziendali  antistatali. Persino Fiom CGil: “doveva creare nuovi posti di lavoro, non toglierli. Questa è una ingiustificata violazione del diritto fondamentale di ogni singolo cittadino di questa nazione: il lavoro.”
Di questa nazione, capito? Quelli delle altre nazioni avranno pure un giorno (grazie al programma Italia Luogo Comune se riusciranno prima ad andare al governo e poi a trovare la maggioranza per metterlo in pratica) diritto alla cittadinanza italiana se nati in Italia, ma i loro padri non hanno diritto al lavoro se stranieri.

E cosi con queste idee si interviene nelle libere scelte manageriali di un azienda statale. Non solo violando ogni diritto umano e civile, ma anche economico.

Perchè poi il problema è sempre quello: un’azienda statale non deve essere competitiva, deve prima di tutto assicurare ai politici di turno il diritto di parola e intervento sulle assunzioni.

Alla base, oltre al razzismo latente di questi progressisti, c’è la visione della società e dell’economia che abbiamo, e vogliamo costruire per il futuro di questo Paese: un paese che per uscire dall crisi ha bisogno di interventi politici tali a rendere le aziende libere e indipendenti dalla politica e dallo stato che con una mano offre loro ingenti incentivi e con altre dieci le tartassa burocraticamente e finanziariamente. Aziende che devono confrontarsi e riuscire ad essere competitive  in un mercato globale sfruttando e agevolando il libero scambio transnazionale di risorse economiche, progettuali, e umane.

 

Alenia potrà progettare i boeing più potenti del mondo, ma spezzando le reni ai rumeni non voleremo mai.

 

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11 Comments

  1. sono assolutamente d’accordo con lo spirito dell’articolo, ma secondo me c’è un problema di fondo: assumono i rumeni per pagarli di meno.
    Ovvero, ci facciamo fare salary dumping. Se tu provassi a cercare lavoro nella Silicon Valley, ad esempio, scopriresti che un sw engineer straniero non lo possono pagare meno di una certa cifra (che non ricordo esattamente, circa 90k dollari annui). In questo modo, a loro non conviene assumere un americano o un cinese, conviene assumere quello più bravo, perchè lo pagano praticamente lo stesso.

    Altrimenti, vedremmo i tre buildings di Mountain View pieni solo di ingegneri indiani, assunti a 30k $ l’anno (che per loro sarebbe un’enormità), stipendio che a un americano residente a Frisco userebbe solo per l’affitto, nutrendosi di bacche e radici e vestendosi di pelli.

  2. non c’è alcun documento che testimoni vengano pagati meno, neppure da chi ne lamenta l’assunzione. sappaimo però che sono assunti come manodopera specializzata.

  3. poichè da vent’anni mi occupo di diritto dell’immigrazione a livello professionale, penso di poter fare un’osservazione, spero non pedante. quel tipo di assunzione per legge presuppone oltrechè la dimostrazione della necessità di assumere manodopera particolarmente qualificata, anche che venga assicurato al lavoratore straniero (ancor più se comunitario come i romeni) il trattamento previsto dai contratti collettivi italiani. Ciò dev’essere documentato preventivamente, ai fini del nullaosta necessario per l’ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari, e comunque può essere oggetto di controlli anche in costanza del rapporto di lavoro. Comunque non vedo cosa c’entra il sacrosanto (e davvero minimale) riconoscimento del principio dello ius soli per l’acquisto della cittadinanza da parte dei figli degli immigrati, con l’assunzione precaria dei lavoratori rumeni (ripeto: comunitari)in luogo di italiani.

  4. Dimenticavo: i lavoratori comunitari (ad es. romeni) hanno diritto alla libera circolazione e stabilimento nel territorio degli Stati membri. Il mercato del lavoro – per i cittadini comunitari – è comunitario. Non esiste la possibilità di discriminare un cittadino comunitario che ha titolo ad essere assunto esattamente come un italiano. la norma già prevista dal Trattato istitutivo dell’UE
    è sancita ora dal trattato di Lisbona.

    • per carità bruno, corretto quello che dici, ma i lavoratori in questione nei fatti non sono specializzati come si vuole far credere e visto che il pretesto ad attingere all’estero è l’estrema necessità urgente di operai specializzati, mi sembra abbastanza chiara la presa in giro..
      visto che a livello di stipendio sono equiparabili ad un lavoratore nostrano (alt un momento, un dipendente nostrano prende queste cifre, ma se andasse in trasferta, prenderebbe maggiorazioni specifiche) e , ribabisco, nei fatti la competenza specifica è molto scarsa, sarebbe corretto puntare alla miriade di persone del territorio che si trovano senza lavoro, anche sempre con contratti interinali, piuttosto che a casa senza stipendio..
      ci tengo a precisare che, oltre alla poca esperienza, i lavoratori rumeni hanno età che vanno dai 20 agli oltre 60 anni in alcuni casi, con una media piuttosto elevata..
      ciò vuol dire che in ambito locale si potrebbero prendere in considerazione sia i giovani disoccupati, sia i meno giovani che hanno perso il lavoro..
      a questo punto, ribadendo la correttezza di quello che hai scritto te, non mi pare ci siano sufficienti motivi per preferire questi lavoratori ai nostri, se non per mere questione di risparmio economico..credo non ci siano dubbi che l’azienda in questione abbia un ritorno economico a livello di scarico o chissà cos’altro..

  5. bruno ma è questo che ho scritto. so bene che è esattamente uguale. per questo cio che contesto sono le dichiarazioni di quei partiti e persino della fiom. “stanno togliendo lavoro agli italiani, l azienda non puo assumere loro, il diritto dei cittadini italiani al lavoro”

  6. Forse mi sfugge qualcosa, ma non è scandaloso che si ricorra a lavoratori in somministrazione (italiani o rumeni che siano)quando i dipendenti (italiani o rumeni che siano) sono in cassa integrazione?

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