un blog canaglia

I missionari senza responsabilità

in giornalismo by

Sarà che a volte ragiono in modo un po’ troppo semplice: e quindi, magari, ho una visione troppo semplice anche delle professioni, ivi compresa quella di giornalista.
Però quando vedo in televisione questo stuolo di reporter d’assalto che ripetono, con l’espressione grave e l’aria di chi la sa lunga, “è stato un disastro annunciato”, mi verrebbe da prenderne uno qualsiasi e chiedergli: ascolta, io lo so bene che non sei un politico, e quindi mica puoi fare le leggi o decidere sui lavori che si debbono fare nelle città; però è pur vero che conduci una trasmissione importante, che è vista da tante persone. Dunque, se sapevi così bene che il disastro era annunciato, perché invece di correre dietro alle mille fregnacce dell’agenda politica con la lingua di fuori, come un levriero dietro a una lepre, a quel disastro annunciato non hai dedicato tre, cinque, sette puntate prima che succedesse, insistendo ostinatamente finché qualcuno non ti avesse dato retta?
No, perché una cosa è certa: gli amministratori che si limitano a inseguire l’emergenza delle catastrofi, senza pianificare in “tempo di pace” gli interventi strutturali che potrebbero evitarne di nuove nel futuro, sono degli scellerati; ma i giornalisti che li bacchettano e si indignano solo quando l’attualità glielo impone, per poi dimenticarsene allegramente fino alla tragedia successiva, offrono forse un esempio migliore?
Dice: ma che vai cercando, noi facciamo i cronisti, mica ci abbiamo questo compito.
Benissimo. Basta saperlo.
In tal caso, però, vedete di piantarla con la tiritera che il giornalismo è una missione e una professione di alto profilo civile e allora la libertà d’espressione e no ai bavagli e basta insopportabili attacchi all’informazione e via discorrendo con tutte le altre menate che vengono giù a cascata.
Atteggiarsi a missionari significa assumersi delle responsabilità: altrimenti ne converrete, è davvero troppo facile.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

10 Comments

  1. http://rsfitalia.org/classifica-mondiale-della-liberta-di-stampa-2013/

    “Democrazie stazionarie o che fanno marcia indietro/invertono la rotta
    La situazione è pressoché immutata per molti Paesi dell’Unione Europea. Sedici dei suoi membri si trovano ancora nella “top 30” della classifica. Il modello europeo, tuttavia, si sta sfasciando. La cattiva legislazione osservata nel 2011 è proseguita, soprattutto in Italia (57, +4), dove la diffamazione deve ancora essere depenalizzata e le istituzioni ripropongono pericolosamente “leggi bavaglio”. “

  2. ” il giornalismo è una missione e una professione di alto profilo civile e allora la libertà d’espressione e no ai bavagli ” Questi giornalisti sono un’infima minoranza , pagano di persona e difficilmente fanno carriera.
    Questo ne è un illustre esempio : http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/25/morte-andrea-rocchelli-farnesina-conferma-fotografo-italiano-ucciso-a-slaviansk/998982/

    Poi ci sono quelli che devono sopravvivere a 8 euro al pezzo, ed anche lì l’eroismo è la semplice sopravvivenza.

    Poi ci sono i cronisti arrivati ad un certo “status” dopo anni di gavetta e calci in culo, persone che possono esercitare il loro mestiere solo “ex-post”, ad esempio quando le città nuotano nel fango possibilmente con qualche morto , il tutto solo per brevi o brevissimi periodi.
    In caso contrario (se insistono) tornano a fare quelli di 8 euro al pezzo.

    Mi torna in mente (non sono più un pischello) quello che un tempo si chiamava “giornalismo militante”, ma non vorrei poi essere scambiato per un “grillino” dal Giuseppe di turno.

  3. ma quando il mestiere di giornalista si fa di merda, diventare un buon povero contadino o un discreto idraulico no, poco dignitoso eh?

  4. “Alluvione Genova, ditte scrissero a Renzi: “Sblocchi i lavori, rischiamo tragedia”

    Le ditte: “Fateci fare i lavori, rischio serio”. Era il 5 agosto. La lettera indirizzata al premier Matteo Renzi il 5 agosto scorso dai legali delle ditte che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del torrente Bisagno, rimasta in un cassetto di Palazza Chigi senza risposta alcuna, inchioda il governo alle proprie responsabilità. “Tutti i ricorsi sono stati respinti. Nulla osta ad un avvio effettivo dell’incarico. Gli ultimi eventi alluvionali hanno evidenziato le criticità idrogeologiche del territorio di Genova e della Regione e – con l’avvicinarsi della stagione autunnale – rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/13/alluvione-genova-lettera-di-ditte-a-renzi-rimasta-nel-cassetto-sblocchi-lavori/1153769/#disqus_thread

    Sissignori. E’ stato un disastro annunciato a Renzi.
    Ma fa niente, meglio fischiettare e far finta di niente.
    Sicuramente la colpa è di Grillo. E anche del lupo cattivo.

    • Già, peccato che il potere di sbloccare i lavori ce l’aveva solo la magistratura, credo il TAR, che adesso si è commossa, pare. E’ questa non conoscenza delle norme intoccabili che legano le mani ANCHE agli uomini di buona volontà (e non sto parlando di Renzi) che mi rendono pessimista sulle alternative presenti nell’orizzonte politico (sto parlando ANCHE del M5S, ma non solo).

      • ““Tutti i ricorsi sono stati respinti. Nulla osta ad un avvio effettivo dell’incarico.”

        Imperativo categorico: rifiutarsi sempre di leggere.
        Se no come si fa a convincersi che la colpa è del lupo cattivo?

        • Annamaria,

          ma dire ” inchioda il governo alle proprie responsabilità.”
          e poi pretendere che stai parlando delle responsabilita’ del TAR e’ abbastanza ridicolo. quanto dare la colpa a Grillo.

          • Federico

            Confesso che non ho afferrato il senso della tua contestazione: per cui sottolineo di nuovo, sommessamente, che esiste una lettera, datata 5 agosto 2014 e indirizzata a Renzi, con la richiesta “accorata”, da parte delle ditte interessate, di poter iniziare i lavori sul tporrente Bisagno e con il “chiaro” preannuncio di prossimi, sicuri, disastri.
            Nella lettera si precisa che “Tutti i ricorsi sono stati respinti. Nulla osta ad un avvio effettivo dell’incarico.”
            Quindi Renzi, che oggi mente accusando i giudici, sapeva, poteva e DOVEVA autorizzare i lavori.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from giornalismo

Go to Top