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I matrimoni hanno rotto il cazzo

in società by

Siete a casa di Luca e Tania, che hanno riunito la compagnia per un annuncio importante. Ci sono tutti. Manca soltanto Carla, che è andata a raccogliere pere williams in Australia. La serata è afosa: ottobre s’è travestito da agosto e si sta a mezze maniche. Mario è stranamente sobrio ed è venuto con la sua nuova fiamma: una ragazza brasiliana di nome Paula. Lei è alta un metro e novanta, ha spalle da nuotatore, braccia da pugile, voce baritonale e lineamenti molto marcati. Chiedi come si sono conosciuti ma ricevi solo risposte vaghe. Lei racconta di quella volta che ha steso tre rapinatori in una banca. Non insisti. Mimmo invece se ne sta in disparte e giocherella con un affare di gomma. Ti avvicini per vedere di che si tratta. “È una vagina di caucciù, un antistress, l’ho chiamata Marika” dice lui palleggiandola da una mano all’altra. Camilla ha di nuovo cambiato fidanzato: Cedric, un giocatore di basket senegalese conosciuto durante il suo ultimo volontariato in Africa. Insomma, sono tutti in coppia tranne te.

La serata è allegra. Luca e Tania raccontano il loro ultimo viaggio in Thailandia e mostrano le quattromilanovecentotrentasei foto che hanno scattato. Mario siede in braccio a Paula sul divano; Mimmo si è chiuso in bagno da venti minuti con la sua Marika. Si parla della vostra generazione: del lavoro che non c’è, dei social network, dei cervelli in fuga e del porno amatoriale. Cedric confessa che sta avviando una start up. Vorresti insultarlo ma, essendo alto quaranta centimetri più di te, pensi che è meglio se ti fai i cazzi tuoi. Pensi inoltre che la tua non violenza è sempre stata una sana forma di realismo. Pensi a questo mentre Luca interviene e sposta la discussione sulla vita di coppia. Dice che in due è tutto più facile, che non si può mica restare ragazzini per sempre; infine accenna alla sindrome di Peter Pan e ti lancia un’occhiata di rimprovero. Fai finta di niente.

Poi arriva il momento dell’annuncio importante. Tania richiama l’attenzione schiarendosi la voce e parla. “Raga, io e Luca…be’, ecco, abbiamo deciso di fare il grande passo: ci sposiamo”. Un brivido ti percorre la schiena. “In fin dei conti, non siamo più ragazzini, e poi conviviamo da sei anni”. Vorresti dire che guarda caso sono sei anni esatti che Luca non viene più a giocare a calcetto il venerdì sera. Ma taci. Guardi lui per capire se è d’accordo, se ne hanno mai discusso prima. Sorride, annuisce. Hai un secondo brivido: lui è addirittura d’accordo. Camilla abbraccia Tania, le dice che è una cosa meravigliosa e che non vede l’ora di vederla con l’abito da sposa. “Ma quindi niente più puttan tour?Nooooo!” interviene Mario portandosi le mani sul volto per la disperazione. La futura sposa lo fulmina con lo sguardo. 

Si comincia a parlare delle bomboniere, del menù, dell’abito, del viaggio di nozze. “Ma quindi niente più puttan tour???” ti sussurra all’orecchio Mimmo, che prima era distratto dalla incredibile verosimiglianza della Marika di caucciù. Tania è esaltata, Luca la asseconda. Pare che vogliano fare le cose in grande: seicento invitati, bomboniere d’oro zecchino, viaggio di nozze alle Hawaii. Ad un certo punto, spunta la lista nozze; Camilla mette a disposizione la sua esperienza: l’anno scorso s’è sposata sua sorella e sa come funziona. Mario ricorda a tutti che ha molto apprezzato quel matrimonio, specialmente il momento in cui il prete non riusciva a capire chi fosse lo sposo e chi la sposa. Segue qualche minuto di imbarazzo, ma poi l’atmosfera torna gioiosa.

Dopo qualche minuto spunta pure una mega bomboniera: una carrozza d’argento in scala 1:1. “Questa è per gli amici, l’abbiamo scelta io e mia suocera!” dice con entusiasmo Tania. Tu sai che lei e sua suocera non si sono mai potute soffrire, che la mamma di Luca è una rompicoglioni di dimensione galattiche e che è sempre stata gelosissima; sai che Tania la chiama affettuosamente “vipera del cazzo”. Ma taci. Guardi la carrozza e pensi che dovrai affittare un box auto solo per quella. Nel frattempo Luca ti si avvicina e ti poggia una mano sulla spalla. “E Malcolm sarà il mio testimone” dice con voce fiera e commossa.

Hai le vertigini. Te lo immagini quel giorno, immagini l’addio al celibato, i soldi che spenderai per il regalo, la mamma di Luca che abbraccerà commossa Tania e le augurerà tanta felicità. Ti immagini la cerimonia, il pranzo, gli zii della sposa che chiedono un applauso e gridano “evviva gli sposi!”. Non puoi permetterlo, non deve accadere. Alzi lo sguardo per dare un’occhiata ai due futuri coniugi. All’improvviso tiri fuori dalla giacca una busta di carta. La apri e cominci a distribuire alcune polaroid. Camilla si porta le mani sulla bocca, Mario sgrana gli occhi e dice “Cazzo, Tania, ma tu non sei vegetariana?! Porca puttana, mi fai vacillare la teoria sui pompini”. Le foto arrivano nelle mani della coppietta; entrambi svengono. “I matrimoni hanno rotto il cazzo” dici allargando le braccia come a significare “volete ancora che vi faccia da testimone?”. Allora ti metti ad elencare.

Gli addii al celibato e al nubilato con la loro ironia del cazzo sulla libertà che se ne va; le spese folli (guadagnate mille euro a testa, per quale cazzo di motivo dovete spendere seimila euro solo di bomboniere?); il pranzo nei ristoranti lussuosi all’insegna dell’abbuffata coi parenti che raccattano gli avanzi e ci vanno avanti tre mesi; i balli di gruppo, perdio, i balli di gruppo; i finti regali tipo i piselli di gomma e i grembiuli erotici; il fatto che costringete gli amici a spendere duecento euro per un frullatore che non userete mai, e dico mai, nella vita; la mega torta; le bomboniere d’oro e d’argento; il viaggio di nozze nei paesi tropicali; il filmino di nozze in bianco e nero con gli Oasis come colonna sonora; il book fotografico in qualche villa rinascimentale.

Potresti continuare ma ti manca il respiro. Luca e Tania si stanno lentamente riprendendo. Camilla gli sventola le polaroid sul viso per fare un po’ d’aria. “I matrimoni hanno rotto il cazzo” ripeti col tono del filantropo. Sai di aver fatto la cosa giusta. Mario ti prende la mano destra e la alza in segno di vittoria, come si fa nel pugilato. Mimmo chiede alla vagina di caucciù se vuole sposarlo; lei non risponde. Sì, hai fatto la cosa giusta. Allora guardi un’ultima volta la coppia: hai salvato loro la vita e il portafogli. Infine saluti tutti, ti volti ed esci fischiettando la marcia nuziale.

E’ nato a Bergamo 35 anni fa da una famiglia molto cattolica. E’ scappato dal collegio Sant’Alessandro a 17 anni e ha abitato dieci anni nell’India del Sud, dove ha vissuto producendo mosaici di ceramica (uno l’anno) destinati agli americani ricchi della Costa Occidentale. Poi si è trasferito per sei mesi in un gurudwara di sikh dissidenti, nel Punjab (India nordoccidentale). Tornato in Italia per problemi di visto, attualmente si mantiene affittando su Airb&B il monolocale in zona Corvetto (a Milano) ereditato da una zia. Pratica il buddhismo theravada, ma non regolarmente. Tifa per l’Atalanta.

14 Comments

  1. Ho la fortuna di aver trascorso gli ultimi quattro anni senza aver ricevuto nessun tipo di invito ai matrimoni. Ringrazio ufficialmente i miei amici che mi hanno permesso cosí di viaggiare. A parte gli scherzi ancora non capisco i matrimoni e le buste da riempire con i soldi che devono essere proporzionati al ruolo, al grado di amicizia, alla disponibilitá economica. Non capisco le bomboniere che finiscono la maggior parte delle volte nascoste in qualche scatola nascosta da qualche parte in casa. Non capisco gli abiti, i pranzi lunghi ore e tutta quella lunga serie di convenevoli in bianco. Ma non si tratta solo di una festa?

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