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I libri, che cosa magnifica

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Sono ancora in tempo per scrivere un pensiero positivo sulla GIORNATA DEL LIBRO.Dunque, ci tenevo a sottolineare che la narrativa, intesa come la intendiamo adesso – e anche una certa saggistica di divulgazione – non è un’ invenzione che ci portiamo dietro dalle caverne, non è indissolubilmente legata agli esseri umani e non è detto che sia qui per restare.
Ha indicativamente il suo principio durante la Rivoluzione Industriale.
Certo, si scriveva anche prima, non esistevano però una diffusione, un’ intenzione e una varietà lontanamente paragonabili.
Poi BIDIBAM l’evoluzione dà un forte giro di manovella con la Rivoluzione Industriale e di punto in bianco un numero crescente di persone viene in possesso di una cosa che fino a pochi istanti prima non riuscivano manco a concepire: un sacco di tempo libero.
E allora che gli facciamo fare? Come lo riempio questo tempo? Anzi, meglio, come lo monetizziamo?

Amico Daniel Defoe, disponiamo forse di televisori a led e calcolatori capaci di sintetizzare mondi inesistenti dove replicare un’esistenza virtuale in cui inscenare vivide vicende ove si spara o si rubano mezzi di locomozione o si gareggia su carrozze?
Diamine no, purtroppo siamo ancora un po’ indietro coi lavori.
Allora ti andrebbe di scrivere Robinson Crusoe?
Bella zio.

Vedete, non c’è nessuna differenza tra passare un’ora su un libro, sull’ultimo GTA, sulla stessa canzone in loop, inchiodando farfalle ad un cartoncino, scavando il web alla ricerca del video amatoriale più decadente possibile seduti sul cesso col cazzo viola e i piedi che cominciano a formicolare und so on.
Non c’è differenza.
Nessuna di queste attività ci rende un grammo migliori o peggiori dell’essere umano che eravamo un’ora prima.
Niente, nulla, è tutto un modo come un altro di ingannare il tempo mentre i nostri organi invecchiano e si preparano al momento fatale in cui sfiniti diranno “ok, può bastare”.
Ciao libro, salutamassoreta.

Originatosi nella provincia emiliano-romagnola, da bambino soffre d'asma e ha l'aspetto di un profugo albino del Mali, a quattordici anni gli parte lo sviluppo e prende rapidamente le sembianze del famoso dirigibile Hindemburg. Caparbio collezionista di imprese epiche che terminano regolarmente molto presto e molto male, incallito disegnatore di peni, detesta i film di fantascienza degli anni ottanta ivi compreso Blade Runner ma escluso Ritorno al Futuro, più di ogni altra cosa ama John Steinbeck poi, in ordine sparso, la panificazione domestica, dare fuoco alle cose, il giardinaggio, Phoenix Marie.

12 Comments

  1. “Nessuna di queste attività ci rende un grammo migliori o peggiori dell’essere umano che eravamo un’ora prima.”
    Dissento.
    Se tu non provi piacere a leggere libri, se non ti sei mai commosso su una pagina, se non hai mai trovato uno spunto da approfondire in seguito ad una lettura è tuo sacrosanto diritto non leggere.
    Ma, pur essendo un accanito videogiocatore, trovo difficile non cogliere una bella differenza formativa tra lo scorazzare gaiamente a Los Santos e leggersi “Tutto può cambiare”. Ti ho appositamente citato un libro che non è chissàcosa ma che mi ha fatto pensare, e mi ha fatto fare delle cose , dopo averlo letto.
    Non mi metterò nemmeno a citare studi che magnifichino le proprietà della lettura , soprattutto perchè non me ne viene in mente nemmeno uno, ma non posso credere che tu sappia scrivere in un certo modo grazie ai dialoghi del primo GTA (visuale dall’alto, mi sa anche che non c’erano dialgohi.. remember ? ) o alla trama di Tekken3.
    Se mi dici Monkey Island sto zitto ok.

    • Visto il commento garbato mi è d’obbligo abbandonare il tono porco urbano del post.
      Il gusto di leggere libri mi accompagna fin da molto piccolo e, a differenza di altri passatempi -per esempio i videogiochi che ho completamente abbandonato a 22 anni per poi riprendere con foga a 28- ha mantenuto un livello più o meno costante di piacere.
      Ha sempre portato con sé, però, una certa dose di senso di colpa.
      Non mi sento in colpa se rimando l’acquisto di un videogioco o se salto un film al cinema aspettando la release in mkv, mi sento invece in colpa di non aver ancora letto tutto Franzen o per aver scoperto pochi giorni fa Dave Eggers e sapere che ora dovrò leggerlo tutto, mi fa sentire in colpa aver abbandonato Hemingway perché lo trovavo molto modesto rispetto a Steinbeck (per il quale mi sento in colpa di non aver ancora letto due o tre romanzi).
      E così via, la lettura porta con sé un senso di colpa inesauribile e opprimente.
      Ma questo è un problema tuo, mi dirai, certo, ti dirò io, è un problema soprattutto mio.
      Tuttavia converrai che la “lettura” viene spacciata come passatempo culturale assoluto e, in effetti, è un assunto completamente sbagliato.
      Non traggo quasi mai nessun insegnamento dalla narrativa che leggo, e non ricordo quasi mai niente della saggistica di divulgazione (per esempio Il libro di Fisica di Asimov o la Storia d’Italia di Montanelli o Dal big bang ai buchi neri di Hawking) caso mai alcune affinità con quell’autore o quell’altro mi fanno temporaneamente sentire meno solo.
      È lo studio l’unico passatempo “culturale”, solo che non è un passatempo: è un lavoro, e infatti dello studio non me ne è mai importato una sega a due mani.
      Per questo non trovo che ci siano grandi differenze tra cucinare, giocare a GTA, leggere narrativa o guardare XFactor.
      Nessuna delle letture per le quali ho provato grande piacere ha ridotto le mie opinioni abbiette o i miei taciuti comportamenti amorali.

      • No bhè dai… uno che guarda X-Factor o una delle mille porcate di talent show (compreso Master Chef) ha dei seri problemi.

        Non di meno non è possibile non accrescere il proprio talento immergendosi nelle visioni di Vigata tra sabbia, polvere e tanto mare.

        • eh, io guardo con attenzione: XFactor, Masterchef, Masterchef Junior, Banco dei pugni, Il boss delle cerimonie, Cucine da incubo, QUALSIASI COSA DOVE APPAIA CANAVACCIUOLO MIO MAESTRO DI VITA E DI FORMA FISICA, praticamente quasi qualsiasi cosa dove appaia Alessandro Borghese, Ma come ti vesti, Affari di Famiglia, Catfish e non dimentichiamo BEAUTIFUL che dopo aver sostituito l’attore che faceva Ridge è migliorato molto almeno nelle scene dove appare il nuovo Ridge.
          C’ho dei seri problemi?
          Ma questo te lo sottoscrivo quando vuoi.

  2. Perdonami ma ho sbagliato faccina. Doveva essere questa 😀

    Ecco lo spunto: la difficoltà nell’utilizzo di una tastiera di un cellulare per consultare uno scritto di Cani Morti che spavaldamente mi cita GTA V. E giocarlo con una Steam Machine?

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