un blog canaglia

I “liberali”, il mercato e la legalità

in economia by

È affascinante leggere sui social network le acute osservazioni di chi – sentendosi ovviamente molto liberale e riformista – minimizza il caso Cancellieri-Ligresti o dichiara di infischiarsene della decadenza di Berlusconi.

Ho letto in particolare su Twitter l’intervento di uno dei citati sedicenti riformisti che, in un orgoglioso sfoggio di arguzia, dichiarava serio: “Non mi interessa la decadenza di Berlusconi, mi interessa la decadenza dell’economia”. E giù applausi e ovazioni, ed entusiastici commenti da parte dei fan: “Smettiamola di occuparci di questioni irrilevanti” – era il tono dei commenti – “e occupiamoci di cose serie: di economia!”.

Ora, non è questa la sede per discutere se abbia senso ridurre tutta la vita pubblica e la discussione politica del paese alle questioni economiche; mi sembra che di economia se ne parli già abbastanza, pure troppo; che poi chi parla dica cose sensate è un altro discorso, ma comunque…

La cosa che mi sorprende, invece, è che l’atteggiamento di minimizzazione delle vicende “etiche” della politica (già solo il fatto che ci si debba richiamare all’etica e non  al semplice “costume” la dice lunga), proviene da autoproclamatisi liberali che non fanno che menartela che il problema dell’Italia sono le corporazioni, i notai, gli avvocati e poi i tassisti e i sindacati, i pensionati, i pubblici-impiegati, sperando ardentemente in riforme palingenetiche che spazzino via tutto questo per dare spazio al mercato, al mercato e al mercato.

Bene, cari liberali, se volete dare spazio al mercato, vi annuncio che la legalità è una delle componenti essenziali: senza legalità, senza rispetto delle regole, il mercato non può funzionare correttamente perché, tra l’altro, l’illegalità induce sfiducia perché aggrava le asimmetrie informative e incentiva comportamenti opportunistici nei confronti della controparte (per approfondire, date uno sguardo anche qui).

L’illegalità frena l’economia; questo non vuol dire che tutte le leggi siano buone e non vadano riformate ma vuol dire anche che le leggi, di base, si rispettano e la cosa deve riguardare tutti e specialmente chi ha a che fare con le istituzioni, dall’ultimo dipendente dell’ultimo ministero senza portafoglio fino a su, su, su!

Se non riuscite a cogliere l’enormità del fatto che un ex Presidente del Consiglio abbia riportato una condanna definitiva in Cassazione e ANCORA sieda in Parlamento, se minimizzate il fatto che un Ministro della Giustizia si muova in favore di un singolo detenuto, vuol dire che non solo non capite niente di etica pubblica ma nemmeno afferrate i concetti di base dell’economia di mercato.

Continuate pure a far la voce grossa contro il dipendente pubblico che durante il turno va a bere il caffè e non occupatevi mai della trasparenza dei vertici delle istituzioni e della classe dirigente in genere: vedrete come il vostro “mercato, mercato, mercato” se ne gioverà!

Del resto, il malcostume italiano il “mercato” lo ha sempre fatto funzionare alla grande, no? Ecco, no! Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

6 Comments

  1. per fortuna ci sei tu Absinthe che scrivi articoli sensati, anche senza bisogno del tag ‘idiozia’, a furia di leggere i deliri di Mazzone stavo per togliervi il ‘like’ su facebook 🙂

    • Grazie, ma – senza arrogarmi il diritto di dire come la pensa Mazzone sul punto – credo che i pensieri miei e di Luca non siano distanti. Essere libertari non vuol dire “ognuno fa quello che cazzo crede”…

  2. Infatti. Questo articolo e’ grossomodo il riassunto della meta’ delle cose che sono solito postare qui. Ma per alcuni queste considerazioni valgono solo per i nemici politici (abberluscone) , per me sono universali. Per questo i miei post raccolgono sempre gli strepiti di qualche cretino che sente toccata la sua tribù di riferimento 🙂
    Baci

  3. commentando in topic, la cosa peggiore è l’attesa che gli italiani hanno sempre avuto per ‘la legge’ che sistemi le cose.
    Prendiamo ad esempio il porcellum, che, andando a memoria, è del 2007 (o giù di lì). Pre-porcellum, con le preferenze, avevamo sempre uno schifo di classe politica. Perchè gli impresentabili venivano eletti lo stesso in collegi sicuri (se la Lega presentasse un comodino a Morbegno, lo eleggerebbero, e lo stesso vale per tutti i partiti), oppure anche in collegi meno sicuri la gente eleggeva tranquillamente il Pietro Gambadilegno di turno.
    Ma no, ora la colpa viene comodamente data al porcellum (che fa schifo, per carità), con una buona legge elettorale avremmo sistemato la metà dei problemi della politica, e Montecitorio sarebbe fatta di marzapane.
    Ma svegliatevi, o, in subordine, andate a cagare.

  4. Il problema è che da molto tempo il concetto di “liberalismo” in Italia viene declinato nel senso di “fare un po’ quella minchia che ci pare”.

    E’ triste vedere che post come questo sono attuali e necessari nel nostro paese. Credo che siamo l’unico in Europa dove esiste un dibattito simile (se si debba o no dimettere un ministro che fa quello che ha fatto la Cancellieri, o se si debba o no levare di torno un ex premier condannato). ‘Sti discorsi non esistono proprio altrove.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from economia

Go to Top