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I gay “malati” e i rantoli della famiglia tradizionale

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Qua, perdonatemi, non è il caso di scagliarsi contro, ma di capire.
E cercando di capire, con la dovuta pazienza, uno si chiede: è davvero importante stabilire se l’omosessualità sia una condizione geneticamente determinata, una scelta, una devianza o una malattia?
Naturalmente no. Neppure per quelli dell’Associazione Chaire, che tante polemiche stanno suscitando in questi giorni col loro famigerato convegno.
La questione, tuttavia, diventa rilevante nel momento in cui l’omosessualità viene posta alla base di alcune “rivendicazioni”, in ragione del fatto che secondo i nostri amici tali rivendicazioni (e qua casca l’asino) condurrebbero (testualmente) “alla disgregazione sociale attraverso la ridefinizione del concetto di famiglia e la negazione del valore della differenza sessuale“.
Il ragionamento, dunque, è più o meno questo: a me degli omosessuali in sé e per sé non importerebbe niente, ma poiché a forza di chiedere il matrimonio e l’adozione questi rischiano di spappolarmi la società, mi tocca segnalare che la loro condizione non è “normale”, e dunque a quelle “pericolose” richieste occorre rispondere di no.
Come vedete, il punto si è spostato sensibilmente da quello iniziale, di tal che la vera domanda da porsi non è “i gay sono malati?”, ma piuttosto: “le rivendicazioni dei gay sono tali da disgregare la società?”; nel senso che se fossero “innocue”, cosa che i nostri amici negano a spada tratta, della causa della loro “condizione” potremmo beatamente fregarcene.
Ebbene, riflettete un secondo e chiedetevi: in cosa consisterebbe, secondo i nostri amici che strepitano, il rischio “disgregativo”? Evidentemente nell’eventualità che al modello di famiglia “tradizionale” ne venga affiancato un altro, a loro dire “alternativo”: e quindi, sostanzialmente, nella possibilità che venga a cadere un “monopolio”.
Ora, abbiate pazienza: chi è, in qualsiasi ramo dello scibile umano, che intravede un pericolo quando oltre al proprio modello di riferimento ne viene introdotto un altro, del tutto facoltativo e per giunta indirizzato a un “target” completamente diverso? La risposta è semplice: chi non crede nel proprio modello. O ci crede poco. O perlomeno intuisce le enormi crepe che lo attraversano, e perciò decide di difenderlo con l’arma tipicamente utilizzata dai deboli: il protezionismo.
Ne consegue che vicende come questa, al di là della comprensibile indignazione che suscitano nella cosiddetta “comunità omosessuale”, non hanno niente a che vedere con i gay in sé e per sé: sono semplicemente gli (o alcuni degli) spasimi della “famiglia tradizionale” che sta chiaramente (e rumorosamente) tirando le cuoia; cosa del resto ampiamente comprovata dal calo dei matrimoni e dall’aumento vertiginoso dei divorzi da un lato e delle convivenze dall’altro.
Questo, sta succedendo: la famiglia muore, e i suoi sostenitori più accaniti si disperano. Chiamando in causa, come spesso avviene nella disperazione, qualsiasi cazzata capiti loro a tiro per negarne l’amaro destino. Anche se, come nel caso di specie, c’entra poco e niente. E’ colpa dei marziani. Dei rettiliani. Dei cinesi. Dei gay. Dell’arbitro. Scusi, maestra, ho cancellato piano piano ma ho fatto lo stesso un buchino sul foglio.
Insomma, amici omosessuali ed eterosessuali “progressisti”: date retta, non vi indignate.
Anzi, se vi riesce sforzatevi di avere un minimo di compassione. Di empatia. Di pietà.
Sono pur sempre rantoli.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

16 Comments

  1. Sono dell’idea che il modello di famiglia tradizionale non stia affatto morendo. Certamente è malato, ma rappresenta pur sempre la chiave di volta dell’architettura sociale e affermare che di punto in bianco questo modello sia agonizzante significa che ci troveremmo già nel day after di una rivoluzione sociale. E non è così. O se vi piace di più, non è ancora arrivato quel momento.
    Quindi, escludendo una simile mutazione, che come tutte le evoluzioni richiede tempi ben più lunghi e chissà quante volte cambierà direzione, come si può spiegare la domanda di protezione che arriva da ambienti perlopiù cattolici? Qui, mi sembra di concordare con Capriccioli: l’omosessualità è l’alibi da costruire per allontanare l’attenzione dal nocciolo del problema, ossia dalla crisi irreversibile dei rapporti di coppia. In altre parole “maschio e femmina Dio li creò”, ma non per andare d’amore e d’accordo, evidentemente. Ciò non significa che le coppie omosessuali si sottraggano a questa legge di natura che fa i conti con la sfera emotiva di ognuno, ma figurano bene come nemico che attenta all’indissolubilità della famiglia tradizionale, già ferita dalle convivenze more uxorio.

  2. Il matrimonio gay non è alternativo al matrimonio “tradizionale.” E’ la stessa cosa.

    E’ questo che i “progressisti” italiani non capiscono ed è per questo che in Italia i gay non avranno mai pari diritti.

    PS Sì, conoscere l’origine dell’orientamento sessuale (e non solo dell’omosessualità) è fondamentale.

  3. Stiamo facendo un gran miscuglio, stiamo tirando in mezzo:
    1) gay che si sposano (cosa di cui non frega niente neanche ai cattolici più integralisti, visto che si parlerebbe di rito civile);
    2) gay che concepiscono figli con uteri in affitto (cosa che almeno io reputo intellettualmente davvero disonesta, cazzo accetta che almeno di figli non ne puoi fare visto che servono due generi diversi per creare figli)
    3) gay che adottano (cosa che preoccupa giusto per i possibili imprevisti nello sviluppo del naturale orientamento del ragazzino adottato).

    Di quali dei 3 argomenti stiamo parlando?

    • 1) No. Che impedire il matrimonio civile fra persone dello stesso sesso non importi nessuno è palesemente falso. Tanto è vero che è proibito.
      2) A ricorrere alla gravidanza surrogata sono nella stragrande maggioranza dei casi coppie etero. I gay non devono “accettare” proprio nulla. La gravidanza surrogata non solo è perfettamente etica, è un atto di altruismo da incoraggiare.
      3) Falso. E’ dimostrato oltre ogni dubbio che i bambini allevati dalle coppie gay crescono perfettamente.

    • Una comunità formata spontaneamente da coppie etero ed omosessuali cambierebbe la vita a qualcuno? Probabilmente migliorerebbe la condizione degli omosessuali, mentre gli etero non dovrebbero più chiedersi come comportarsi con queste coppie, così come non se lo chiedono più con i divorziati e i conviventi, che un tempo facevano scandalo.
      Invece, possono genitori omosessuali condizionare la sessualità del proprio figlio? Penso proprio di sì, già avviene per quei figli di coppie etero che si scoprono omosessuali anche se educati in modo tradizionale.
      Fin qui ho potuto generalizzare, ma ora mi domando: tutto l’amore che un genitore omosessuale è capace di dare sarà sempre e comunque più forte della naturale esigenza formativa del bambino/bambina nell’avere entrambi i modelli genitoriali maschile/femminile con cui entrare in conflitto, complicità, amicizia?

      • Ognuno può pensare ciò che vuole, ma la scienza parla chiaro: Le coppie omosessuali sono perfettamente adatte ad allevare figli.

        Anche ci fosse un dubbio sulla capacità delle coppie gay di allevare figli l’onere della prova spetta a chi lo vuole impedire.
        E’ chi si oppone ai genitori gay che deve dimostrare oltre ogni dubbio che le coppie gay non sono adatte ad allevare figli.
        Altrimenti anche io potrei avanzare dubbi sulla capacità degli etero di allevare figli e chiedere che venga impedito “nell’interesse dei figli stessi.”

        • Be, qua spezzo una lancia: visto che il 100% dei gay è figlio di coppie etero, se tanto mi da tanto, peggio di così non si può fare ^^

          Il matrimonio civile tra gay è proibito solo perchè la gente deve digerire e accettare il fatto.

          Quanto alla gravidanza surrogata, a dirla tutta sono contro sia per etero che per gay: gli etero dovrebbero adottarsi un ragazzino invece di fissarsi che lo vogliono con l’ovulo loro, mentre i gay non dovrebbero proprio per principio in quanto già la natura li ha messi in condizione di non poter diventare genitori naturali. La questione rimanente quindi è se possano adottare pure i gay o no

          • “mentre i gay non dovrebbero proprio per principio in quanto già la natura li ha messi in condizione di non poter diventare genitori naturali”. Quindi visto che la natura non ci ha provvisti nemmeno di ali per volare non bisognerebbe nemmeno usare gli aerei?
            Il concetto di “natura” lo lascerei perdere quando si tratta di queste questioni.

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