Superiorita’ morale e danni collaterali

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L’etica del giornalista non si giudica da un episodio, questo e’ ovvio, e non è mia intenzione accanirmi su Milena Gabanelli personalmente. Tuttavia, mi pare utile portare un esempio concreto di cosa intendevo con il dire che da tempo si notano segnali che qualcosa non va, nei metodi di Report. Ancora una volta, l’auspicio che questo discorso non serva a bastonare qualcuno, ma a guardare con più senso critico gli idoli indiscussi che operano suppostamente in nome di qualche salvacondotto morale di ordine superiore.  
Ricevo e pubblico di seguito, verbatim, il contributo di un amico. La ricostruzione e le opinioni collegate sono tutte sue, e io mi limito – per cosi’ dire – a offrirgli una tribuna. 
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“Sono una vittima della Fisica Berselliana di Milena. In effetti, pur non avendo mai avuto un piumino Moncler, mi sono trovato mio malgrado in Televisione coinvolto nel ciclone Delta  (dal minuto 2 nel video). Delta, per chi non lo sapesse, e’ un gruppo bancario con presenza nel capitale della Cassa di Risparmio di San Marino, commissariato nel maggio 2009 per una presunta posizione dominante della Cassa di Risparmio di San Marino, con conseguente abusiva attività bancaria. 

Si tratta, in sintesi, di una tipica storia italiana: un paradiso fiscale paese dei puffi con una classe politica risibile da condominio, finanzieri d’assalto legati alla massoneria e ai poteri forti (il nome Magnoni genero di Sindona vi ricorda qualcosa?), autorità di vigilanza non pervenute o attivatesi ex post, commissari straordinari che operano da liquidatori, l’onnipresente politica che cerca di trarre vantaggio dalla situazione, sindacati conniventi o peggio,  ed infine, ultima ma non per importanza, la magistratura che per protagonismo costruisce teoremi risibili senza valutare minimamente le conseguenze dei propri atti. In questa lista di attori protagonisti ci sono anche i giornalisti che, come la Gabanelli nel nostro caso, fanno da cassa di risonanza a chi vuole distruggere via stampa il proprio nemico di turno, per poi accorgersi tardi che forse si sta buttando il bambino con l’acqua sporca.

In sintesi i fatti sono questi:

  • 06/07/2007 Delta SpA delibera l’aumento di capitale sociale. Sopaf SpA esprime voto contrario.
  • 29/11/2007   Guido Rossi presenta per conto di Sopaf un esposto in cui denuncia il controllo della Cassa di Risparmio di San Marino su Delta.
  • 20/03/2008 Viene aperto presso la  Procura di Forlì il fascicolo N. 1670 . Prima di quella data erano già stati acquisiti elementi sul sistema bancario di San Marino
  • 05/06/2008 Fermo del portavalori. Primi avvisi di garanzia per i reati di riciclaggio, associazione a delinquere, ecc..
  • 04/09/2008 Inizio ispezione Banca Italia in Gruppo Delta
  • 19/12/2008 La Corte di Cassazione annulla senza rinvio il provvedimento cautelare relativo al sequestro del furgone portavalori
  • 22/12/2008 La sentenza della Cassazione viene depositata in cancelleria
  • 22/12/2008 La Procura richiede misure cautelari per 5 indagati: Gilberto Ghiotti, Presidente Carisp, Mario Fantini. AD di Carisp, Luca Simoni DG di Carisp, Paola Stanzani Consigliere Carisp, Gianluca Ghini DG di Carifin SA.
  • 09/02/2009 Termine ispezione Banca Italia Gruppo Delta
  • 23/04/2009 L’esito dell’ispezione di Banca d’Italia in Delta perviene alla Procura
  • 24/04/2009 Il GIP dispone le misure cautelari per i 5 indagati
  • 27/04/2009 Viene notificato a Delta l’esito della Ispezione di Banca Italia in cui è affermato che “in relazioni alle irregolarità riscontrate, questo ufficio, ha avviato il procedimento per l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie
  • 27/04/2009 Sie e Onda ricevono da Banca d’Italia una  comunicazione datata 23/04/09 che revoca le autorizzazioni a detenere azioni di Delta. Contemporaneamente è avviata procedura amministrativa nei confronti del Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale di Delta.
  • 03/05/2009 Vengono eseguiti gli arresti dei 5 indagati.
  • 03/05/2009  Vengono emessi avvisi di garanzia per i dirigenti di Delta, di Cassa, di Carifin S.A., per i Consiglieri della Cassa, della Fondazione, delle società del Gruppo Delta. In totale vengono indagate oltre 70 persone. Paralizzate due aziende. Inizia il caos decisionale e il crollo del rapporto fiducia all’esterno di Cassa e Delta.
  • 05/05/2009 Banca Italia commissaria Delta con provvedimento  provvisorio.
  • 07/05/2009 Il Tribunale di Bologna respinge l’impugnativa promossa da Sopaf contro la delibera di aumento del capitale di Delta.
  • 14/05/2009 Banca Italia richiede al Ministero dell’economia e delle Finanze di sottoporre Delta alla procedura di amministrazione straordinaria per “gravi irregolarità” nell’amministrazione e “ gravi violazioni normative

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Oggi il Gruppo Delta non esiste più. Parliamo di uno tra i primi dieci gruppi di credito al consumo in Italia, con un fatturato di circa due miliardi di euro e una quota di mercato del 3%: quasi 200 filiali con più di mille tra dipendenti ed agenti. Tutto sparito.

Io nonostante tutto, visto che avevo un ruolo manageriale, sono rimasto in sella fino alla fine del 2012; a quel punto sono stato accompagnato alla porta e, unico rimasto tra gli amministratori della gestione pre-commissariale, ho continuato a lavorare, con metà delle risorse, per il bene dell’azienda in attesa della nuova proprietà. I signori mandati da Roma hanno cosi’ gestito i circa 600 dipendenti rimasti, con l’avvallo “volenterosamente fattivo” dei sindacati: 200 in mobilità, 200 a tempo per chiudere la gestione dei crediti del gruppo (che ovviamente stanno andando molto bene) e 200 teoricamente a stipendio “autoridotto” nella classica banca “nazionalizzatrice” che ha comperato a prezzo di saldo. La Compagnia di Assicurazione del gruppo, va sottolineato, pur essendo estranea al perimetro bancario fu venduta a 2 terzi del Patrimonio alla stessa banca di sistema. Ad oggi quella piccola realtà continua a produrre utili.

L’hanno chiamata “soluzione di sistema” ma si tratta del solito metodo:  socializzare le perdite con i soldi dei contribuenti e privatizzare ai soliti noti gli utili. Purtroppo non essendo tute blu ma odiosi bancari privilegiati non hanno avuto neanche spazio sui giornali.

Inutile che aggiunga che ad oggi a cinque anni dai fatti le persone arrestate od indagate per la vicenda Delta non solo non sono state processate ma neppure rinviate a giudizio, nonostante siano state esposte in televisione con le manette ai polsi mentre entravano alle due di notte nella Casa Circondariale di Forlì (chi ha avvertito Report degli arresti nottetempo?). Alcune hanno ritrovato un lavoro , ed io sono tra questi fortunati, altre sono ancora a casa ma tutte chiedono giustizia per sapere se erano dipendenti in una società di banditi o vittime collaterali di una guerra interna al sistema. Sarebbero anche gradite le scuse di chi ci ha messo tutti e 800 alla gogna.

P.S. nel frattempo in quel periodo a Siena si divertivano alla grande, con buona pace dei Masaniello televisivi ”

 

Di piu’ sulla vicenda:

 

http://www.sanmarinoworld.com/?id=34&id_n=3334

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

5 Comments

  1. Cioè adesso il tuo amichetto della finanziaria con sede a San Marino sarebbe un santo?
    Già per il semplice fatto di trarre profitto dal prestito di denaro uno dovrebbe ringraziare ogni giorno che l’Onnipotente manda sulla Terra di avere una coscienza così ima da considerare onesto il lavoro di usuraio legalizzato. Poi magari quelli della Delta volevano fare i furbetti del quartiere ed hanno finito col pestare i piedi a qualche pesce più grosso…
    Ma dai!
    Dove va cercando solidarietà il licaone? Tra i lupi? No, mi spiace. Guasto è il mondo!

  2. Io ero dipendente del Gruppo Delta, ero un impiegato di filiale.
    Non posso dire nulla di male riguardo i miei ex colleghi ed ex superiori, che hanno (abbiamo) pagato duramente colpe non nostre, ma se questa era la situazione, la nostra azienda ha fatto la fine che meritava.
    La cosa veramente ingiusta non è che Delta abbia chiuso, che la gestione commissariale e Banca d’Italia non abbiano neanche pensato per un momento di salvarla, che i mezzi di informazione l’abbiano subito messa sulla croce; ma che altre realtà non molto dissimili, ma con “santi in paradiso” sono state e continuano ad essere coperte, censurate, salvate (anche con soldi pubblici).

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