un blog canaglia

I Cinesi mangiano la merda?

in cibo by

“Allora, che ci prepara Isa?”

“Non lo so, ha detto che cucina il marito.”

“Ma chi, il cinese?”

“Si chiama Lee.”

“Lee di nome?”

“Boh, credo di si’”

“Ma Lee non e’ un cognome, tipo Bruce Lee?”

“Ma che ne so.”

“Vabbe’, comunque che ci prepara Lee? Involtini primavera?”

“Che conosci solo quello della cucina cinese?”

“No che c’entra, anche i ravioli al vapore, i gamberetti crack, il pollo tandoori…”

“Il tandoori e’ indiano”

“Ho capito, sempre pollo e’, indiano o cinese, che ti cambia? Mica ci devi parlare…”

“Non e’ il pollo che e’ indiano, ma proprio il tandoori: si chiama cosi’ il forno in argilla dove viene cotto il pollo”

“Eeeh, ma come siamo colte. Ma il cinese ce li fa o no questi involtini primavera?”

“Non credo. Quella che tu immagini essere La Cucina Cinese, quella che conosci perche’ la mangi nei ristoranti dei cinesi nati a Roma, e’ vagamente simile alla cucina cantonese.”

“E scommetto che il cinese che ha sposato Isa non e’ cantonese.”

“Esatto, e’ della provincia del Sichuan, nella prefettura di Mianyang, dove la cucina e’ molto diversa e…”

(brusco, con una leggera nota di irritazione)” E insomma per fare gli involtini primavera, non basta essere cinese, devi essere proprio di quella parte della Cina, giusto? Che a Mianyang proprio non li sanno fare gli involtini primavera, eh?”

“Di sicuro non sono buoni buoni come nel Canton”

“Uhm…”

“Ci stanno tremila chilometri di distanza. E’ come pretendere di mangiare una buona pasta alla Norma a Copenahgen…. Che poi magari la trovi pure, ma di sicuro e’ una merda.”

“Quindi questo andiamo a mangiare stasera, la merda? Merda Cinese?”

“Ma no, guarda che la cucina cinese e’ ricchissima di piatti. Ci sono i ravioli, le zuppe, le alghe fritte…”

“Le alghe fritte? Ora si’ che mi hai messo appettito. E poi mi sembrava di aver capito che ‘sta roba la facessero solo nella prefettura del Canton…”

“Vabbe’, dicevo cosi’ per dire…”

“Ma la divisione in prefetture non e’ una cosa giapponese?”

“Anche  cinese.”

“Si’ che poi alla fine Cina/Giappone e’ tutto uguale, no? Sempre di occhi a mandorla, musi gialli e tendenze masochiste si parla, no?”

“Stai generalizzando”

“Pero’ gli involtini primavera, che li fa anche il filippino sotto casa mia, a Vigne Nuove, in un buco di venti metri quadri che la puzza di fritto ti si impregna addosso fin sotto i capelli, e sono favolosi, quei cazzo di involtini primavera, il cinese di Isa, Bruce Lee, no, non li sa fare che alla prefettura di Shangay ti mettono nelle risaie se ci provi soltanto a friggere…”

“Non ho detto questo. Ho solo detto che la Cina e’ grande tre volte l’Europa e non ti puoi aspettare che facciano dappertutto gli stessi quattro piatti che mangi dall’avvelenatore filippino a Vigne Nuove. Pensa solo all’Italia e alle diversita’ regionali… Sarebbe come dire che in Italia mangiamo solo pasta e pizza, cacchiarola…”

” Si pero’ una pasta o una pizza decenti in Italia le mangi dappertutto.”

“E ma ogni tanto mangi anche qualcos’altro, no?”

“Ecco, e’ proprio quel qualcos’altro cinese che mi spaventa.”

“E che sara’ mai, di che c’hai paura?”

“Della merda, ecco di cosa ho paura”

(Agitando il braccio verso un parcheggio libero, subito dopo una serie di cassonetti)”Ecco siamo arrivati, mettiti li’ che c’e’ posto, dai.”

    *****

“Beh allora com’era? Ti e’ piaciuta la cena?”

“E a te, piace mangiare la merda?”

“Su dai, non era male.”

“Certo, non era male per essere merda. Poteva essere peggio. Almeno era calda, cazzo. Pensa se ci davano da mangiare la merda fredda.”

“Mamma mia, come sei disgustoso. Guarda che il cetriolo di mare e’ una prelibatezza, in Cina, e vederselo offrire e’ un segno di grande rispetto.”

” Ah, certo. Proprio quello di cui hai bisogno quando hai fame. Rispetto. E poi perche’ cetriolo, scusa?”

“Beh, per la sua conformazione, no?”

“Scusa ma tu hai mai visto un cetriolo marrone?”

“Beh no, che c’entra ma magari in Cina…”

“In Cina c’hanno i cetrioli marroni?”

“Ma non lo so…”

“Sai invece per la sua conformazione a cosa somiglia? Anzi, e’ proprio uguale uguale?”

(rotea gli occhi, in un gesto di resa)” Dimmelo tu.”

“Ad uno stronzo. Tant’e’, che a casa mia, l’oloturia, cosi’ si chiama. Stronzo marino. E questo dimostra che avevo ragione io.”

” Riguardo a cosa, perdonami?”

“Riguardo al fatto che i cinesi mangiano la merda.”

Nota del redattore: la cucina cinese di per se’ non esiste, ma esiste solo come insieme che raccoglie le cucine cinesi (tra cui quella Cantonese). Inizialmente, le grandi scuole tradizionali erano quattro. Ad oggi, se ne riconoscono dieci. L’oloturia e’ effettivamente considerata una prelibatezza in Cina, a prescindere dalla prefettura. Viene cotta in infusi al the verde ed e’ servita, fumante e gia’ affettata tipo salame, in piccole scodelle da zuppa, insieme a foglie di coriandolo e vermicelli di soja. Puo’ essere anche proposta come stufato, in una grande piatto da portata messo al centro della tavola e lasciando che ogni commensale si serva a suo piacimento. Se mai dovesse capitarvi nella vita, non lasciatevi ingannare dall’aspetto: per quanto poco invitante sia, per quanto l’afrore sia, anche solo vagamente, simile a quella cosa, il sapore, beh il sapore e’ proprio quello che ci si aspetta: e ora che siete li’, dovete assaggiarla.

 

Presidente fondatore, nonchè socio unico, del FLNRPABMB-Il Fronte di Liberazione Nazionale dalla Rucola-Pachino-Aceto Balsamico-Mozzarella di Bufala, amo invitare alla mia tavola bevitori di sangue, collezionisti di sogni infranti e consumatori di aria fritta. Guardo con egual sospetto vegetariani, amanti della carne ben cotta e assassini seriali. Da sempre mangio per piacere e mai per necessità.

6 Comments

  1. “…Si alimenta ingerendo enormi quantità di sabbia e fango dalle quali trae il nutrimento.”
    Ecco… quella roba li insomma.
    Saranno 15 anni che non vado al “cinese”; e ne faccio un vanto!

  2. L’aspetto è davvero particolarmente orripilante, e qui non c’entra la cultura, anche noi abbiamo cose abbastanza orribili a vederle e lo diciamo, per esempio il granchio, o le teste mozzate, persino l’ostrica che sembra una deiezione, lo sappiamo e facciamo finta di niente perché son buone – dicono, io la testa non la mangio – ma quello sembra effettivamente uno stronzo, ma uno stronzo vivente e velenoso, tipo una creatura marziana che poi tira fuori i tentacoli, uno stronzo e pure carogna, ecco, bisogna proprio essere alla fame più nera per metterselo nel piatto.

  3. Dobbiamo ammetterlo però: se le mazzancolle o i gamberi (che ci piacciono tanto) invece che nuotare corressero lungo i muri di case diroccate, e fuggissero quando accendi la luce….mbè credo che pochissimi di “noi” continuerebbero a mangiarli.
    A essere brutti non sono secondi a nessuno!!!

    • Questione di abitudine, Adriano. Pensa ai granchi, con tutte quelle loro orribile zampette taglienti che scappano nei buchi, oppure ai maiali che vivono in una fogna di escrementi, brutti, puteolenti, o alle cozze, flaccide membrane abbarbicate nel buio tra alghe e altra robaccia viscida, ti pare che siano tanto stuzzicanti? Ci siamo abituati, ecco tutto.

  4. Mi dispiace per i terragni ma la cucina più nobile è proprio quella di mare. E sapete quale è il pesce mediterraneo che ha la polpa più deliziosa? Lo scorfano! Brutto com’è, se potessi ancora fare un po’ di pesca sub, lo inviterei a cena, nel piatto: cassoulet de rascasse à la Souffren, con rum.

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