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I barman acrobatici hanno rotto il cazzo

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Siete nella macchina di Camilla, che ha proposto di passare il sabato sera in un locale di Rimini dove lavora un suo amico barman. C’è il meglio della comitiva. Manca soltanto Carla, che è sempre in Australia ma non più a raccogliere pere williams: ora fa la cameriera in un pub e sta con un buttafuori di nome Warren. Anche se ottobre sta declinando, fa un caldo che manco in pieno agosto. Mario soffre il mal d’auto. Prima di partire minaccia di fare uno shampoo alternativo alla Camilla, allora gli è consentito di sedersi davanti. Dietro, insieme a te, siedono Mimmo e Marika, la sua ormai non più ex, che di mestiere fa la parrucchiera a San Giovanni in Persiceto e ha una voce che farebbe invidia alla Sandra Milo dei tempi migliori. Mimmo è su di giri perché lei ha lasciato il pugile professionista per tornare da lui. Marika sa dire soltanto “madài”. Dice “madài” ogni tre parole. Però ha due tette che ci vorrebbe il porto d’armi.

La serata è partita bene. Ma all’altezza di Imola cominciano i problemi: Mario confessa pubblicamente di aver voglia di leccare la spalla destra di Camilla. Quest’ultima, conoscendo il personaggio, promette di chiamare i carabinieri. Lui puntualizza che, a quel punto, si troverebbe costretto a leccare la spalla destra pure ai carabinieri. A fatica riesci a riportare alla ragione entrambi. Nel frattempo, i due dietro si ravanano come castori vietnamiti.

All’altezza di Cesena, Mimmo scoppia a piangere. Marika gli chiede perché; lui risponde “lo sai, cazzo, lo sai”. Alla fine si scopre che nei primi mesi di fidanzamento la tettona ha partecipato ad un’ammucchiata dalle parti di Cesena. Pare che il video si possa scaricare gratuitamente su un sito. Chiedi quindi se puoi avere il link. Mario dice che te lo passa lui domani. Il tuo amico continua a singhiozzare mentre Marika tenta di sminuire la faccenda: non erano trentasei ma trentaquattro uomini. Soltanto così Mimmo si tranquillizza.

In qualche modo, verso mezzanotte, si arriva al locale. Sulla facciata campeggia un’insegna luminosa gigantesca: Passera Disco Bar. Hai il presentimento che non sarà la serata più bella della tua vita. Giusto un secondo prima di scendere, Mario vomita sul cruscotto. L’odore è quello inconfondibile del rum e pera. “No, cazzo, no! Sei un animale, ecco cosa sei: un a-ni-ma-le” urla Camilla. “Sì, sì, sì!” esulta Mimmo scuotendo le spalle del vomitatore. “Madài” prorompe invece Marika, che un istante dopo vomita a sua volta sui pantaloni del suo ormai non più ex ragazzo. Pensi che non devi lamentarti, potrebbe andarti peggio: potresti innamorarti di una vegetariana.

Dopo un’accurata pulizia di tappezzerie e vestiti, si entra al Passera Disco Bar. Una cubista seminuda festeggia il suo compleanno spegnendo le candeline su una torta; dài un’occhiata per curiosità: è maggiorenne da sette minuti. Mario, che si è decisamente ripreso, le si avvicina e comincia a ballare a una distanza di cinque millimetri. La tizia non gradisce e chiama la sicurezza. Un minuto più tardi, come di consueto, bisogna chiamare l’ambulanza. Più avanti arrivano buone notizie dall’ospedale: soltanto quarantatre giorni di prognosi.

Ad un certo punto, Camilla fa segno di raggiungerla al banco del bar. Vuole presentare a quel che resta della comitiva il suo amico barman. Dice di chiamarsi Gianfranco, Eddy per gli amici. Non capisci che cazzo c’entra Eddy con Gianfranco ma eviti di chiederlo. Il tizio è lampadato, indossa una t-shirt con collo a v molto ampio, è pieno di tatuaggi e ha la barba scolpita. Parla con un forte accento romagnolo e fa l’occhiolino a tutti gli esseri di sesso femminile che si avvicinano al banco. Hai voglia di bere qualcosa, gli chiedi un cocktail non troppo pesante. “Ci penso io, bellezza” dice lui ma senza occhiolino. Allora comincia ad agitarsi come un ossesso, a far saltare lo shaker da una mano all’altra, a muoversi a tempo di musica. Camilla lo guarda ammirata e fa gli occhi dolci. Lui continua finché non rovescia il liquido in un bicchiere, schizzandotene addosso la metà.

Guardi la faccia dell’acrobata: sorride come un coglione. È davvero insopportabile; mediti sul da farsi, non può passarla liscia. Improvvisamente hai un’idea: chiedi a Eddy se puoi fare un cocktail per lui. Risponde che non si potrebbe, poi getta uno sguardo alle cosce di Camilla e ti fa segno di passare dietro al banco. A quel punto tiri fuori dalla tasca della giacca una boccetta. L’etichetta dice “Cacalax”. Versi il contenuto nello shaker, aggiungi gin, acqua tonica, assenzio, centerbe, grappa e sciroppo di lampone.  Lo agiti per bene e passi il bicchiere a Gianfranco. Per fare il fico lo butta giù tutto d’un colpo. Un paio di minuti dopo ha assunto un colorito tendente al verde. “Ma cosa…cosa ci hai messo dentro???” chiede spaurito. “I barman acrobatici hanno rotto il cazzo” dici allargando come a significare “due ore per farmi un cazzo di cocktail e faceva pure schifo”. Allora ti metti ad elencare.

Le acrobazie da deficienti con lo shaker pure per fare un gin tonic; quelle magliettine del cazzo degne del migliore coatto di Ibiza; la piacioneria con tutti i clienti dotati di tette; la simpatia a tutti i costi; l’abbronzatura da solarium pure in pieno inverno; quel modo di muoversi che dovrebbe sembrare atletico; le moine delle donne che li guardano a bocca aperta; gli sguardi patetici che si scambiano quando davanti al bancone c’è una mezza gnocca; gli shaker; i cocktail inventati da loro a cui dànno nomi idioti tipo “Bonjour Princesse”; il fatto che devono preparare qualche cocktail  di merda pure quando non stanno lavorano e sono tra amici; il fatto che si sentano la vera attrazione del locale; il modo in cui canticchiano il pezzo dance che sta passando in quel momento; il fatto che per fare un White Russian impieghino mezz’ora; il fatto che citino James Bond (“agitato, non mescolato”) per far vedere che pure loro ci hanno una cultura.

Riprendi fiato mentre Camilla sta soccorrendo Eddy. Dice che deve correre in bagno ma si intuisce che ormai è tardi. Mimmo e Marika, che hanno smesso per un attimo di pomiciare, si avvicinano per capire cosa sta succedendo. Quando vede il barman accartocciato, Mimmo esulta, si scola una bottiglia di Martini e ti sussurra all’orecchio “Marika ti amo”. Marika stranamente dice “madài”. Ti senti bene, hai fatto la cosa giusta. “I barman acrobatici hanno rotto il cazzo” ripeti con umanitaria sicurezza. Poi prendi un altro shaker e ti prepari finalmente un cocktail come si deve.

E’ nato a Bergamo 35 anni fa da una famiglia molto cattolica. E’ scappato dal collegio Sant’Alessandro a 17 anni e ha abitato dieci anni nell’India del Sud, dove ha vissuto producendo mosaici di ceramica (uno l’anno) destinati agli americani ricchi della Costa Occidentale. Poi si è trasferito per sei mesi in un gurudwara di sikh dissidenti, nel Punjab (India nordoccidentale). Tornato in Italia per problemi di visto, attualmente si mantiene affittando su Airb&B il monolocale in zona Corvetto (a Milano) ereditato da una zia. Pratica il buddhismo theravada, ma non regolarmente. Tifa per l’Atalanta.

8 Comments

    • …sicuramente il cocktail preparato dall’acrobata… e ancora più sicuramente quello che ha preparato dopo tutto da solo!

  1. Malcom, a quando i programmi di cucina hanno rotto il cazzo?
    La tv gronda, ormai, di cuochi e pseudo cuochi del cazzo che vogliono insegnarci a tutti i costi a cucinare.
    Che vadano a fare in culo tutti e ci lascino mangiare in santa pace il nostro cibo. Cucinato come cazzo ci pare.
    Un’avete rotto il cazzo speciale a tutti i cuochi stellati del cazzo.

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